Il Tirreno

Marina come Wimbledon il grande tennis è di casa

di David Chiappuella
Marina come Wimbledon il grande tennis è di casa

Il libro di Gianni Bianchi ripercorre la storia della terra rossa dal 1950 al 2010 Da Piero Telara a Alessandro Corsi, fino a Mauro Tommasi: tanti i protagonisti 

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CARRARA. Dopo la biografia dedicata all’asso dell’aviazione carrarese Carlo Faggioni, lo storico Gianni Bianchi dedica un nuovo importante libro alla nostra città, questa volta di argomento sportivo. L’ultima fatica letteraria dell’autore, scritta in collaborazione con Federico Giorgini ed edita da Saratosta, si intitola infatti “Il tennis a Marina di Carrara. 1950-2010”.

L’opera è stata presentata alla terrazza del Club Nautico, dinnanzi ad un folto pubblico, composto da tanti ex allenatori, arbitri ed atleti di questo sport, tra cui Emanuela Biso, prima giocatrice agonistica di Carrara, di cui appaiono nel volume diverse foto anni ‘50, la quale ospitava spesso i tennisti nel suo campo privato a Bocca di Magra, celebre per le righe in marmo.

Al centro della pubblicazione troviamo storie gloriose, ma dimenticate, che hanno per protagonisti Piero Telara, Alessandro Corsi e Mauro Tommasi, veterano dei tennisti carraresi ancora in attività, che molto si è impegnato perché questo libro vedesse la luce, fornendo lo stimolo per realizzare una storia fatta di fotografie, dati, racconti, notizie tratte da interviste, archivi ed album di famiglia.

La ricostruzione storica parte dall’inizio degli anni ’50 per arrivare ai giocatori attuali come Corinna Dentoni, Claudio Grassi, Walter Trusendi.

Ma il libro, di oltre 200 pagine ed arricchito da 200 foto, molte delle quali ormai d’epoca e da interessanti dati sui giocatori, non racconta solo le vicende dei campioni, ma anche quelle di coloro che hanno militato in 3° e 4° categoria. Bianchi e Giorgini ricordano anche le promesse del passato, come Marco Mariani, numero 42 del ranking nazionale, ritiratosi a 25 anni.

Una storia del tennis carrarese, poi, non poteva certo trascurare quella del Club Nautico, che, prima ancora che per le attività veliche, era nato proprio per il tennis, mettendo a disposizione di questo sport i primi due campi, uno in terra rossa e l’altro in cemento, sui quali i gruppi di allievi di questa società sportiva, in tenuta rigorosamente bianca, si allenavano sotto la guida del maestro Willi Lutterotti, celebre per i suoi pantaloni bianchi lunghi. I due autori non dimenticano neppure il mitico custode Rizieri, che appare in diverse foto con il suo fedele cane lupo e lo storico dirigente del Coni Enrico Salomoni, ritratto in numerose premiazioni insieme al presidente Emilio Cucurnia, alla guida del Club Nautico ormai da 40 anni consecutivi e ad Almo Cacciatore, ex presidente provinciale del Coni. Insomma, un libro importante e molto documentato, che dimostra come il tennis, nato come gioco per la borghesia carrarese, sia poi diventato uno sport di massa e -sostiene Gianni Bianchi- “costituisca ancor oggi una risorsa preziosa per contrastare quella mancanza di valori ed ideali che sta avanzando nella società moderna”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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