Sicurezza
i firmatari
«Ma noi vogliamo un’alleanza più compatta»
MASSA. Una regola non scritta che vige nel centrosinistra dice: “Squadra che vince non si cambia” e, dunque, alla fine del primo mandato, il sindaco uscente viene ricandidato. Ma non è una regola che...
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MASSA. Una regola non scritta che vige nel centrosinistra dice: “Squadra che vince non si cambia” e, dunque, alla fine del primo mandato, il sindaco uscente viene ricandidato. Ma non è una regola che vale sempre. «Non deve essere scontato il secondo mandato, per qualsiasi sindaco», dice ad esempio Daniele Carmassi, consigliere del Pd, tra i firmatari del documento per le primarie del 2018. Carmassi e Luca Anghelè (Pd) erano due fedelissimi del sindaco Alessandro Volpi. Oggi sono i due maggiori “traditori”, anche se il documento è stato firmato da 14 consiglieri totali, di cui solo cinque di opposizione.
«Ho firmato per le primarie- spiega Anghelè - nella speranza che il centro sinistra si ricompatti, perché non ci possiamo presentare divisi alle prossime elezioni. E’ un tentativo di ricostruire il centro sinistra». Certo, l’unione a sinistra alle prossime elezioni la si poteva trovare anche ricompattando l’attuale coalizione attorno al sindaco Volpi e sperare che altri si accodassero. Ma la scelta è stata un’altra, il che palesa un giudizio critico sull’operato del primo cittadino. «Nessuno vieta a Volpi di partecipare alle primarie- dice Carmassi- e anzi io sarei felice se lui si candidasse. Ritengo comunque che debba arrivare alla fine del suo mandato». Lo stesso sostiene Anghelè: «Ho votato un sindaco e un programma che intendo portare avanti, con l’onestà e la sensibilità che mi caratterizzano. Giudizi adesso non ne voglio dare. Forse avrei voluto essere più coinvolto in questa amministrazione». Anghelè, tra l’altro, suo malgrado, per aver firmato il documento sulle primarie è stato oggetto di una “sfuriata” sotto l’atrio del Comune, davanti a molta gente, dell’assessore al bilancio Giovanni Rutili, deluso, pare, quanto il sindaco, della scelta di schierarsi contro il Volpi bis.
Manuela D’Angelo
«Ho firmato per le primarie- spiega Anghelè - nella speranza che il centro sinistra si ricompatti, perché non ci possiamo presentare divisi alle prossime elezioni. E’ un tentativo di ricostruire il centro sinistra». Certo, l’unione a sinistra alle prossime elezioni la si poteva trovare anche ricompattando l’attuale coalizione attorno al sindaco Volpi e sperare che altri si accodassero. Ma la scelta è stata un’altra, il che palesa un giudizio critico sull’operato del primo cittadino. «Nessuno vieta a Volpi di partecipare alle primarie- dice Carmassi- e anzi io sarei felice se lui si candidasse. Ritengo comunque che debba arrivare alla fine del suo mandato». Lo stesso sostiene Anghelè: «Ho votato un sindaco e un programma che intendo portare avanti, con l’onestà e la sensibilità che mi caratterizzano. Giudizi adesso non ne voglio dare. Forse avrei voluto essere più coinvolto in questa amministrazione». Anghelè, tra l’altro, suo malgrado, per aver firmato il documento sulle primarie è stato oggetto di una “sfuriata” sotto l’atrio del Comune, davanti a molta gente, dell’assessore al bilancio Giovanni Rutili, deluso, pare, quanto il sindaco, della scelta di schierarsi contro il Volpi bis.
Manuela D’Angelo
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