Sicurezza
Attico della discordia, subito riaffittato a un prezzo maggiore
Marina di Massa, una famiglia pagherà 3500 euro per il mese di agosto
MASSA. Nonostante l’arredamento minimale stile anni settanta, un po’ ammuffito, i mobili arrugginiti, la lavatrice rotta, la tenda strappata e la mancanza di parcheggio, l’appartamento in pieno centro a Marina di Massa, appena lasciato libero dalla turista milanese, che si era sfogata con il nostro giornale per il degrado della zona, è stato subito riaffittato. E il prezzo è cresciuto. Per il mese di agosto si arriva a 3500 euro, soldi in cui è compresa la commissione per l’agenzia, e le spese di pulizia e di utenza luce e gas.
L’appartamento, insomma, se lo contendono e non lo mollano. La vista mozzafiato dell’attico e la posizione, invidiabile, a pochi metri dal mare, valgono, a quanto pare, il prezzo dell’affitto. Se tremila euro vi erano sembrati tanti, sappiate che c’è chi è disposto a spenderne 3500.
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L’appartamento della discordia, infatti, è stato affittato per tutto il mese di agosto da un’altra famiglia sempre proveniente dal nord Italia, che però vi entrerà soltanto la prossima settimana. Si tratta, tra l’altro, della stessa famiglia che l’affittò anche nel 2016, dunque turisti affezionati. L’agenzia, che per motivi di privacy manteniamo anonima e che, comunque, rappresenta solo un’intermediaria, ci specifica che il prezzo dell’appartamento per il mese di agosto è cresciuto soltanto del 15%, rimanendo perfettamente in linea con i prezzi del mercato attuale.
Sul web, però, è letteralmente esploso il dibattito: l’articolo è stato condiviso da tremila persone e su facebook la sola pagina di Massa ha raggiunto 44 mila lettori e migliaia di commenti.
Tra questi c’è chi sottolinea che «Marina di Massa non fa parte della Versilia» e chi suggerisce alla turista milanese di cambiare meta per l’estate, «dato che non glielo ordina il dottore di passare le vacanze qua»; c’è chi sogna ad occhi aperti come spendere i tremila euro della donna e chi si interroga su come risollevare il turismo del territorio, ricordando i tempi d’oro degli anni novanta. È il caso di Giulia Rossi: «ho amici che negli anni ’90 spendevano anche 5 milioni di lire per venire nel nostro mare. Sinceramente queste persone hanno cambiato zona. Crediamo veramente di offrire un servizio per cui valga la pena spendere così tanto? ».
C’è chi attacca la signora, mettendo in discussione la sua versione dei fatti. «Non so quanto sia una “storica turista” – scrive Giovanna Carlo – le case affittate si possono vedere anche in internet, e notando le mancanze ci si rivolge all’agenzia o al proprietario, richiedendo indietro anche la caparra, dato che non è stato rispettato il patto di affitto. Mi sembra una storia da Trip Advisor: prima mangiano al ristorante tutto il pasto fino al dolce, poi si lamentano su internet».
A Juri Trecidi non piace l’ospitalità massese e risponde ai simpatici che intimano di cambiare spiaggia: «mi fanno ridere tutti quelli che si arrabbiano dicendo di stare a casa se il mare della Versilia non è bello; purtroppo i pistoiesi, pratesi e fiorentini la domenica dove devono andare al mare? Ringraziateli, piuttosto, che vi portano soldi e fate qualcosa per migliorare le vostre spiagge e soprattutto la vostra ospitalità, che lascia molto a desiderare».
Di altra opinione è Laura Fenice, che dei paesaggi della nostra zona è rimasta particolarmente colpita: «a Marina di Massa in alcune zone l’acqua è bella. I servizi ci sono, e c’è mare e montagna a distanza di nemmeno mezz’ora. Non so quanti posti possano vantare questa fortuna. Che poi abbia delle pecche non lo metto un discussione».
Bocciato in tutte le materie il servizio offerto da alcuni campeggi del litorale massese da Francesco Ceccherini, senza possibilità di rimandare a settembre. «Ci sono stato tre anni fa – scrive Ceccherini – e ho notato strade sporche e zone per campeggiare ricavate dal parcheggio. Un po’ come le bestie. L’area per i servizi igienici era lontanissima. Siamo scappati il giorno dopo. Insieme ai lidi ferraresi, su Marina di Massa abbiamo messo una croce sopra e cancellata dalla carta turistica italiana».
Una questione di pubblicità gratuita, secondo Marta Ajala, che risponde alla turista milanese: «cinque minuti di notorietà non la neghiamo a nessuno, ma per piacere, non mi venite a dire che Marina sia brutta. È carina, vivibile, la spiaggia tranquilla e poi ha o non ha la bandiera blu? Se la signora fosse stata più accorta forse non si sarebbe trovata in questo inghippo».
C’è chi coglie l’opportunità per sponsorizzare la propria impresa ricettiva, come nel caso del signor Riccardo Moni, alla ricerca di ospiti per la sua villetta di 140 metri quadrati in Sardegna, cinque posti letto, giardinetto. E chi spezza una lancia in favore degli operatori turistici: «si fa tanta fatica a crearci un immagine – scrive Attilio Tardelli – ci sono persone volenterose che si impegnano per offrire il meglio agli ospiti. E poi c’è qualche cialtrone che in un attimo distrugge il lavoro fatto da tutti».
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