Il Tirreno

Acqua verdognola, «ma non inquinata»

di Cinzia Chiappini
Acqua verdognola, «ma non inquinata»

L’Arpat: nessuna fioritura d’alga, è colpa del gran caldo. Gaia: il depuratore non è guasto. I bagnanti però si lamentano

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MARINA DI CARRARA. Il colore forse non è invitante ma i bagnanti del litorale di Marina di Carrara possono tornare a godersi il refrigerio di un bel tuffo in mare senza preoccupazione. Sì perché proprio mentre le acque marinelle iniziavano a diventare più chiare, ieri, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale ha rassicurato sul fenomeno della torbidità che martedì aveva messo in allarme molte persone. Le analisi dei campioni prelevati in zona Paradiso, a seguito dei solleciti di diversi bagnanti, hanno dato esito rassicurante.

Gaia: nessun guasto al depuratore. Nel frattempo Gaia Spa ha smentito le voci circolate in spiaggia e con Daniele Franceschini, responsabile Dirigente Servizio Fognatura e Depurazione, ha assicurato che l’impianto della Fossa Maestra, negli ultimi giorni, ha sempre funzionato correttamente e sta continuando a farlo. Insomma l’aspetto poco invitante del nostro mare non è imputabile a fenomeni di inquinamento né a fioriture anomale di qualche alga, un’altra ipotesi molto gettonata tra i bagnanti. Secondo gli esperti di Arpat, la torbidità potrebbe essere dovuta alle temperature elevate e alle mareggiate dei giorni scorsi, che avrebbero portato a riva resti di macroalghe staccatesi dagli scogli e altri detriti. Il successivo calo del moto ondoso e del vento, avrebbe poi fatto il resto, ostacolando il normale ricambio delle acque.

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Le rassicurazioni di Arpat. «È una situazione frequentemente riscontrata anche in passato che riflette le caratteristiche di quel litorale, come abbiamo avuto già modo di descrivere in dettaglio» spiegano da Arpat, citando una nota del 2012 diramata dopo un allarme simile a quello di ieri. L’agenzia snocciola poi nel dettaglio i risultati dell’esame dei campioni prelevati davanti al Bagno Marino martedì intorno alle 16 dopo le chiamate di alcuni clienti dello stabilimento. Gli stessi tecnici che si sono recati sul posto per il prelievo hanno osservato che «il mare non aveva acque limpide e trasparenti, ma presentava numerosi frammenti di macroalghe e molto torbido». Le indagini hanno accertato che la temperatura dell’acqua aveva raggiunto i «30, 2°C, il ph era di 8, 19, e l’ossigeno disciolto 8, 38 mg/l e la percentuale di saturazione del 109%» mentre gli esami di laboratorio, per individuare l’eventuale presenza di microalghe, hanno «evidenziato l’assenza della microalga tossica Ostresopis ovata (” 100 cell/L) e in generale il campione risultava povero di fitoplancton marino, per lo più si sono rilevati residui di sabbia e frammenti organici».

«Niente alga tossica» ma i bagnanti si lamentano. Insomma niente alga tossica – quella rilevata qualche estate fa sul litorale massese e che può provocare disturbi ai bagnanti– e nessuna sostanza inquinante: le acque di Marina per quanto poco invitanti consentono di tuffarsi in libertà, tanto che l’agenzia ha deciso di non ordinare ulteriori indagini e di attendere il prossimo prelievo di routine per gli accertamenti sulla balneabilità. E questo nonostante l’allarme scattato martedì avesse fatto emergere, via social network, racconti di ritrovamenti raccapriccianti durante il bagno in mare e di malori di natura gastro-intestinale seguiti a qualche tuffo nell’acqua torbida. «Tutti gli anni quando fa molto caldo si verificano episodi di torbidità che non sono pericolosi ma creano tanto allarmismo ingiustificato. Noi ci affidiamo ai dati delle istituzioni e se Arpat dice che è tutto ok, allora siamo tranquilli» ha commentato Marco Pardi, presidente dell’Associazione balneari.
 

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