Italia
Uccise il figlio, nuovo processo
In Cassazione la difesa dell’ex maestro di judo: era incapace di intendere e di volere
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CARRARA. Uccise il figlio a colpi di pistola: il 13 settembre in Cassazione la difesa cercherà di ottenere il riconoscimento della completa incapacità di intendere e di volere al momento della tragedia.
Si apre un nuovo capitolo della vicenda che vede protagonista Giuseppe Muracchioli, commerciante e maestro di arti marziali di 82 anni, che nel settembre del 2011 uccise il figlio di 39 anni, Massimo, scaricandogli in pieno petto cinque colpi di pistola.
In primo grado (il processo si era celebrato con rito abbreviato), Giuseppe Muracchioli venne condannato alla pena di 14 anni, pena che sta scontando, data la sua anziana età, in casa, con il solo obbligo di dimora. In Corte di Assise di Genova lo scorso anno la condanna è stata riformata da 14 anni a 9 anni e 4 mesi.
Adesso l’avvocato di Muracchioli, Giovanna Barsotti, si prepara ad affrontare la Cassazione, per il riconoscimento della incapacità totale di intendere e di volere del padre quando uccise il figlio.
Il delitto - lo ricordiamo - avvenne la sera del 3 settembre del 2011 in via Rinchiosa a Marina di Carrara, nell’abitazione dove padre e figlio vivevano assieme. Al culmine di un litigio, uno dei tanti che ormai avvelenavano i loro rapporti, Giuseppe Muracchioli estrasse la sua pistola calibro 7,65 dal cassetto del salotto, raggiunse Alessandro in camera da letto e fuoco: cinque colpi che uccisero quasi sul colpo il 39enne. Poi scese in strada, entrò in un negozio di gastronomia e confessò subito: ho sparato a mio figlio. Poco dopo fu arrestato dai carabinieri.
Quel tragico fatto di sangue, era stato l’epilogo di un rapporto difficile reso ancora più complicato dallo stato di depressione in cui ormai da tempo versava il trentanovenne. Le discussioni erano all’ordine del giorno, la convivenza, nella casa in centro a Marina sempre più difficile. Fino al tragico ultimo atto.
Per Giuseppe Muracchioli si è aperta una vicenda giudiziaria complessa. In primo grado, dal giudice Alessandro Trinci del tribunale di Massa venne condannato a 14 anni.
Una nuova perizia psicologica si rivelò importante E per il pronunciamento della Corte di Assise di appello di Genova che ha ridotto la pena a carico del padre omicida: da 14 anni a nove anni e quattro mesi. La difesa, dopo aver letto le motivazioni, ha deciso di procedere anche in Cassazione.
(a.viv.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Si apre un nuovo capitolo della vicenda che vede protagonista Giuseppe Muracchioli, commerciante e maestro di arti marziali di 82 anni, che nel settembre del 2011 uccise il figlio di 39 anni, Massimo, scaricandogli in pieno petto cinque colpi di pistola.
In primo grado (il processo si era celebrato con rito abbreviato), Giuseppe Muracchioli venne condannato alla pena di 14 anni, pena che sta scontando, data la sua anziana età, in casa, con il solo obbligo di dimora. In Corte di Assise di Genova lo scorso anno la condanna è stata riformata da 14 anni a 9 anni e 4 mesi.
Adesso l’avvocato di Muracchioli, Giovanna Barsotti, si prepara ad affrontare la Cassazione, per il riconoscimento della incapacità totale di intendere e di volere del padre quando uccise il figlio.
Il delitto - lo ricordiamo - avvenne la sera del 3 settembre del 2011 in via Rinchiosa a Marina di Carrara, nell’abitazione dove padre e figlio vivevano assieme. Al culmine di un litigio, uno dei tanti che ormai avvelenavano i loro rapporti, Giuseppe Muracchioli estrasse la sua pistola calibro 7,65 dal cassetto del salotto, raggiunse Alessandro in camera da letto e fuoco: cinque colpi che uccisero quasi sul colpo il 39enne. Poi scese in strada, entrò in un negozio di gastronomia e confessò subito: ho sparato a mio figlio. Poco dopo fu arrestato dai carabinieri.
Quel tragico fatto di sangue, era stato l’epilogo di un rapporto difficile reso ancora più complicato dallo stato di depressione in cui ormai da tempo versava il trentanovenne. Le discussioni erano all’ordine del giorno, la convivenza, nella casa in centro a Marina sempre più difficile. Fino al tragico ultimo atto.
Per Giuseppe Muracchioli si è aperta una vicenda giudiziaria complessa. In primo grado, dal giudice Alessandro Trinci del tribunale di Massa venne condannato a 14 anni.
Una nuova perizia psicologica si rivelò importante E per il pronunciamento della Corte di Assise di appello di Genova che ha ridotto la pena a carico del padre omicida: da 14 anni a nove anni e quattro mesi. La difesa, dopo aver letto le motivazioni, ha deciso di procedere anche in Cassazione.
(a.viv.)
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