Lutto
serate lunigianesi
Le fotografie di Raffaelli all’incontro di Bagnone
BAGNONE. Questa sera alle 21,15, presso il Museo Archivio della Memoria di Bagnone si apriranno le famose “Serate Lunigianesi”, con la prima conferenza del ciclo, che toccherò tutta la Lunigiana.L’ini...
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BAGNONE. Questa sera alle 21,15, presso il Museo Archivio della Memoria di Bagnone si apriranno le famose “Serate Lunigianesi”, con la prima conferenza del ciclo, che toccherò tutta la Lunigiana.
L’iniziativa è una proposta dall’Istituto per la Valorizzazione dei Castelli e dall’Associazione Manfredo Giuliani.
La serata punta a mostrare una rarissima raccolta di dagherrotipi, fotografie ottenute su supporto in argento o rame argentato sensibilizzato in camera oscura, appartenenti a Paolo Raffaelli, digitalizzati dal Museo. Le opere furono già parzialmente presentate ad pubblico specifico, ma mai, nel loro complesso, al grande pubblico.
Si andrà ad indagare lo sviluppo architettonico bagnonese nel primo ‘900, entrando nel merito dell’antropologia del tessuto sociale e delineano, oltre al sistema urbano della realtà lunigianese, anche la complessa rete di castelli e la ricchezza architettonica che si sviluppa in tutta la Valle della Luna.
L’intervento di Francesca Guastalli, direttrice del Museo e di Monica Armanetti, archivista dello, porteranno alla luce varie fasi dello sviluppo urbano e della riqualificazione che, a partire da quegli anni, andava caratterizzando Bagnone: il taglio del borgo, la costruzione di Piazza Roma, con le sue muraglie sul fiume, il monumento ai caduti, la ristrutturazione del Palazzo, divenuto poi del Consiglio e la demolizione delle case del ponte vecchio per la costruzione del Teatro Quartieri. Un’indagine, attraverso il fermo immagine, della genesi di un borgo che conquista e rapisce chiunque lo visiti per la prima volta.
L’iniziativa è una proposta dall’Istituto per la Valorizzazione dei Castelli e dall’Associazione Manfredo Giuliani.
La serata punta a mostrare una rarissima raccolta di dagherrotipi, fotografie ottenute su supporto in argento o rame argentato sensibilizzato in camera oscura, appartenenti a Paolo Raffaelli, digitalizzati dal Museo. Le opere furono già parzialmente presentate ad pubblico specifico, ma mai, nel loro complesso, al grande pubblico.
Si andrà ad indagare lo sviluppo architettonico bagnonese nel primo ‘900, entrando nel merito dell’antropologia del tessuto sociale e delineano, oltre al sistema urbano della realtà lunigianese, anche la complessa rete di castelli e la ricchezza architettonica che si sviluppa in tutta la Valle della Luna.
L’intervento di Francesca Guastalli, direttrice del Museo e di Monica Armanetti, archivista dello, porteranno alla luce varie fasi dello sviluppo urbano e della riqualificazione che, a partire da quegli anni, andava caratterizzando Bagnone: il taglio del borgo, la costruzione di Piazza Roma, con le sue muraglie sul fiume, il monumento ai caduti, la ristrutturazione del Palazzo, divenuto poi del Consiglio e la demolizione delle case del ponte vecchio per la costruzione del Teatro Quartieri. Un’indagine, attraverso il fermo immagine, della genesi di un borgo che conquista e rapisce chiunque lo visiti per la prima volta.
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