Il Tirreno

il personaggio 

All’Opa e al Noa, Zia Caterina porta allegria e solidarietà

di Francesca Vatteroni
All’Opa e al Noa, Zia Caterina porta allegria e solidarietà

MASSA-CARRARA. Sicuramente Zia Caterina non è una semplice Mary Poppins e nemmeno uno dei tanti simpatici clowns di Patch Adamsi. Per spiegare chi è Zia Caterina, prima di tutto dobbiamo spiegare chi...

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA-CARRARA. Sicuramente Zia Caterina non è una semplice Mary Poppins e nemmeno uno dei tanti simpatici clowns di Patch Adamsi. Per spiegare chi è Zia Caterina, prima di tutto dobbiamo spiegare chi è il suo taxi bianco, inconfondibile tra le strade di Firenze dove sfreccia di solito, quando non è chiamato in missione in giro per l’Italia e per il mondo da qualche supereroe e inconfondibile anche tra le strade di Massa e Carrara quando, l’altro giorno Zia Caterina è venuta a trovare i bambini dell’Opa, del Noa e di Gioco.

Un taxi molto speciale, tutto tappezzato di supereroi: «i miei bambini» li chiama Zia Caterina. Sono i bambini che hanno bisogno di andare al Mayer e che salgono sul suo taxi in una speciale corsa gratuita, durante la quale Zia Caterina li ammalia e li conquista, raccontando loro la sua storia che parte da un grande amore, Stefano, spentosi 16 anni fa dopo una dolorosa malattia, lasciandole il compito di guidare il suo taxi Milano 25, e facendosi raccontare la loro storia, chiedendo loro di spiegare con quale immagine vorrebbero essere rappresentati. Così hanno preso vita dentro e fuori il taxi magico i disegni di farfalle colorate, gatte a pois con la gamba ingessata, draghi che giocano a basket o maialini in carrozzina con le ali e tutto un mondo fantastico di altri supereroi. Qualcuno ancora tra noi, altri lo stesso, ci spiega Zia Caterina. Per conquistarli la Zia entra “a gamba tesa” perché chi soffre si chiude in se stesso e allora bisogna insistere, cercando la chiave giusta per entrare in relazione. Così ha fatto con i bambini ricoverati qua all’Opa e al Noa: con il piccolo Pietro, conquistato quasi subito con un album e dei pennarelli colorati o con Guenda che ha 14 anni, legge Joyce, da grande farà il chirurgo e che non si voleva proprio convincere che il taxi di Zia Caterina volasse: conquistata con la monetina portafortuna dello scrocco. E a tutti lascia il suo numero di telefono.

All’Opa tra le risate generali, ha convinto tutto il personale a mettere buffi occhiali e orecchie di topolino per i divertentissimi selfie di gruppo con i piccoli pazienti. «In 20 anni è la cosa più originale che abbia mai visto» le ha confessato sorridente la dottoressa Nadia Assanta dell’Opa. La giornata si è conclusa in piazza Mazzini, dove Zia Caterina, ha letteralmente incantato la piccola platea. Infatti anche se a Firenze Zia Caterina è un’istituzione, a Carrara è ancora poco conosciuta. Ma Emma Castè di 2.Donna l’associazione organizzatrice dell’incontro, ha intenzione di rimediare: Zia Caterina tornerà presto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa