Il Tirreno

Massa

Cambio delle postazioni: «Sciopero degli ambulanti»

di Benedetta Bianchi
Cambio delle postazioni: «Sciopero degli ambulanti»

Protesta contro lo spostamento continuo dei banchi del mercato settimanale Carioli: «È stato per motivi di sicurezza, stiamo risolvendo il problema»

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MASSA. Il detto recita «un posto vale l’altro», ma non in questo caso; il luogo è fondamentale se ci si riferisce al mercato settimanale e alla posizione dei banchi perché cambiare continuamente non agevola né gli ambulanti né i clienti. Proprio a causa di un momentaneo trasferimento, sette commercianti ieri mattina non hanno aperto in segno di protesta nei confronti del comune di Massa: Renata e Gabriele che hanno una merceria, Michela Ceccotti un banco di abbigliamento come El Kasmi Fatima, Giovanna Perazzo che vende calzature, Giuliana Vignali ha tenuto chiuso il suo banco di abbigliamento e lo stesso ha fatto Iliana Picot che di banchi di abbigliamento ne ha due.

Hanno portato il loro camioncino negli spazi finora a loro assegnati all’esterno di piazza Aranci, a ridosso di Palazzo Ducale, ma non hanno esposto la merce e, dopo un’ora circa, hanno anche dovuto liberare la strada per non rischiare una multa per divieto di sosta. Il problema è sorto tre settimana fa quando le transenne che delimitano Palazzo Ducale sono state spostate di un metro per una maggiore sicurezza dei passanti andando, però, ad occupare lo spazio assegnato ad una decina di ambulanti. Il primo martedì, l’11 luglio, non sapendo come comportarsi tutti gli ambulanti hanno semplicemente traslato cosicché nessuno ha perso il proprio posto. La soluzione non è stata consentita dagli uffici comunali la settimana successiva perché piazza Aranci è un’area di attesa sicura e punto di informazioni ed assistenza nel caso di calamità ed uno slittamento dei banchi di circa 1,50 metri andrebbe ad occupare parte dell’area di emergenza. L’assessore alle attività produttive Gabriele Carioli assicura che «il dirigente della Protezione civile Fernando Della Pina sta pensando ad una soluzione. Gli stessi ambulanti devono essere messi in sicurezza. Se il tecnico darà l’avvallo, gli uffici del commercio firmeranno per la soluzione chiesta, cioè una traslazione che in ogni caso non mette tutti d’accordo». Carioli aggiunge: «il presidente della provincia Gianni Lorenzetti ha assicurato che entro l’anno i lavori saranno terminati e trattandosi quindi di un provvedimento temporaneo l’area di emergenza può essere ridotta per quelle poche ore settimanali».

«Ci abbiamo messo un anno prima di avere un giro di clienti ed ora ci spostano di nuovo», dicono in coro, «oltretutto in spazi che altri prima di noi hanno rifiutato». «Se non ci fossero altre possibilità saremmo i primi ad andarcene, ma basta arretrare un metro senza cambiare l’assetto del mercato», sottolinea Galileo Grossi.

A parlare non sono solo i diretti interessati, ma anche gli ambulanti di fronte a loro come Mario Ramacciotti che ieri ha aperto un quarto del suo banco di calzature: «Se ci tolgono la fila, il mercato non avrà continuità e perderemo clienti anche noi». Come se non bastasse, ieri mattina in piazza Aranci, lato monti, era montato un palco per gli eventi.

Ciliegina sulla torta: si è fatto spazio tra banchi e camioncini il mezzo Asmiu per la pulizia delle strade.

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