La manifestazione
La replica di Posterla: «Il dj è stato soccorso»
Parla l’avvocato Paolicchi che assiste gli organizzatori della festa del grano: «Siamo intervenuti per dividere, e i tabulati dimostrano che abbiamo chiamato aiuto»
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FOSDINOVO. Pronta replica sull’episodio che sabato sera ha visto vittima Massimo Domenici, dj disabile al 100% abitante a Carrara, picchiato mentre metteva la musica durante una festa di piazza, a Posterla di Fosdinovo: «Massima solidarietà per quanto accaduto– scrive in una nota l’avvocato Massimiliano Paolicchi, legale degli organizzatori della festa di paese– ma, essendo stati chiamati in causa direttamente è necessario replicare».
Secondo gli organizzatori della “Festa del grano” Massimo Domenici, verso la fine della serata, ha avuto una discussione con alcuni avventori della festa. La discussione sembra si sia subito accesa, al punto da degenerare rapidamente, costringendo lo staff, che in quel momento era impegnato nella gestione dei tavoli, ad intervenire.
«Purtroppo l’animosità delle persone e il rapido susseguirsi degli eventi– dichiara sempre l’avvocato Paolicchi– non ha dato la possibilità allo staff di intervenire prontamente.
«Una volta accortisi di quanto stava accadendo, gli organizzatori sono prontamente intervenuti per dividere le persone e hanno subito rivolto a Domenici i primi soccorsi. Di fatto, nessuno ha mai preso in considerazione l’idea di non far intervenire il pronto soccorso, né tanto meno di “sequestrare materialmente” l’uomo, o nessuno dei propri beni»
Domenici, invece, ha sostenuto che oltre a non averlo aiutato nessuno, gli fosse stato impedito di chiamare i carabinieri e una ambulanza. Qui però la smentito: «Come dimostrato dai tabulati– dice l’avvocato Paolicchi – l’ambulanza è stata chiamata ed è intervenuta, ma lui si era già allontanato, tornando a casa a bordo della propria vettura. Certamente l’episodio è grave, a maggior ragione nei confronti di una persona affetta da disabilità. Ma nessuno può accusare arbitrariamente l’organizzazione, o meglio, un paese intero, di avere una condotta omertosa. La sagra– scrive sempre l’avvocato della “Festa del grano”– è organizzata da una manciata di volontari poco più che ragazzi, che devolvono l’intero ricavato alla parrocchia di San Bartolomeo Apostolo. È logico dedurre che quanto dichiarato da dj Massimo abbia generato odio nei confronti degli organizzatori, al punto da sfociare in bieche minacce anonime nella piazza pubblica del web o a mezzo telefonino, colpevoli soltanto di aver voluto organizzare una festa conviviale e volere fortemente la partecipazione dello stesso dj.
«Nonostante ciò– conclude– lo staff della Festa del Grano, esprime la propria vicinanza a Massimo Domenici, mettendosi fin da subito a disposizione delle forze dell’ordine per individuare i responsabili dell’accaduto, invitando però, lo stesso Domenici a non cadere nella trappola dell’odio facile, facendo credere che il comportamento deliberato e sconsiderato di pochi rappresenti lo stile di vita di una intera comunità».
Manuela D’Angelo
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Secondo gli organizzatori della “Festa del grano” Massimo Domenici, verso la fine della serata, ha avuto una discussione con alcuni avventori della festa. La discussione sembra si sia subito accesa, al punto da degenerare rapidamente, costringendo lo staff, che in quel momento era impegnato nella gestione dei tavoli, ad intervenire.
«Purtroppo l’animosità delle persone e il rapido susseguirsi degli eventi– dichiara sempre l’avvocato Paolicchi– non ha dato la possibilità allo staff di intervenire prontamente.
«Una volta accortisi di quanto stava accadendo, gli organizzatori sono prontamente intervenuti per dividere le persone e hanno subito rivolto a Domenici i primi soccorsi. Di fatto, nessuno ha mai preso in considerazione l’idea di non far intervenire il pronto soccorso, né tanto meno di “sequestrare materialmente” l’uomo, o nessuno dei propri beni»
Domenici, invece, ha sostenuto che oltre a non averlo aiutato nessuno, gli fosse stato impedito di chiamare i carabinieri e una ambulanza. Qui però la smentito: «Come dimostrato dai tabulati– dice l’avvocato Paolicchi – l’ambulanza è stata chiamata ed è intervenuta, ma lui si era già allontanato, tornando a casa a bordo della propria vettura. Certamente l’episodio è grave, a maggior ragione nei confronti di una persona affetta da disabilità. Ma nessuno può accusare arbitrariamente l’organizzazione, o meglio, un paese intero, di avere una condotta omertosa. La sagra– scrive sempre l’avvocato della “Festa del grano”– è organizzata da una manciata di volontari poco più che ragazzi, che devolvono l’intero ricavato alla parrocchia di San Bartolomeo Apostolo. È logico dedurre che quanto dichiarato da dj Massimo abbia generato odio nei confronti degli organizzatori, al punto da sfociare in bieche minacce anonime nella piazza pubblica del web o a mezzo telefonino, colpevoli soltanto di aver voluto organizzare una festa conviviale e volere fortemente la partecipazione dello stesso dj.
«Nonostante ciò– conclude– lo staff della Festa del Grano, esprime la propria vicinanza a Massimo Domenici, mettendosi fin da subito a disposizione delle forze dell’ordine per individuare i responsabili dell’accaduto, invitando però, lo stesso Domenici a non cadere nella trappola dell’odio facile, facendo credere che il comportamento deliberato e sconsiderato di pochi rappresenti lo stile di vita di una intera comunità».
Manuela D’Angelo
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