Il dolore
La Procura indaga sulla morte dell’attrice
di Manuela D’Angelo
Aperta l’inchiesta: sequestrato il palco e disposta l’autopsia. Il gruppo folk: «Vogliamo ricordarla mentre interpreta Mimì»
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MONTIGNOSO. La Procura di Massa Carrara ha aperto un’inchiesta sulla morte di Lorena Baldi, per capire se, oltre al destino beffardo, qualcuno di più concreto possa aver contribuito al tragico incidente.
Un atto dovuto, in realtà, visto che la donna è morta cadendo da un palco installato su suolo pubblico per una commedia dialettale, organizzata dal gruppo folkloristico di Montignoso, insieme al Comune.
La Procura indagherà se ci sia stata qualche inadempienza, ad esempio nell’istallazione del palco e se le misure di sicurezza siano state rispettate.
L’autopsia sul corpo di Lorena Baldi chiarirà la causa mortis, se sia stato davvero un malore a provocare la caduta dal palco, sul retro della piazza, oppure qualcos’altro, la mancanza di protezioni, o la presenza di impalcature, che non dovevano esserci.
Di questa donna così solare, discreta e generosa, però, non può rimanere solo un ricordo legato ad un incidente assurdo, una morte che poteva avvenire addirittura in diretta, davanti a centinaia di persone, famiglie e anziani di paese, che sabato sera si erano riuniti alla piazza Sesto Paolini per assistere alla commedia “Amore a la Piazza”.
Il gruppo folkloristico di Montignoso la vuole ricordare come Marì, la protagonista della commedia, la donna che tutto sa e tutto vede, divertente, accattivante, in continuo movimento, intenta a cinguettare tra il calzolaio e il macellaio, entrambi segretamente innamorati della bella fruttivendola.
Così Marì, la pettegola del paese, si intrufolava nei più profondi segreti dei protagonisti della vicenda di piazza, con arguzia e maestria, per farsi raccontare l’evolversi delle loro storie d’amore, mettendoci un po’ di pepe, per scoprire chi avrebbe avuto la meglio per conquistare il cuore dell’amata.
«Era la protagonista della commedia– racconta commosso Fabio Bascherini, presidente del gruppo folkloristico di Montignoso-; all’inizio non era entusiasta di questa parte, perché lei nella vita era tutto l’opposto della pettegola del paese, riservata, a tratti anche un po’ timida, lontana dalle invidie e dalle cattiverie della gente. Poi però decise di metterci anima e corpo e per tutto l’inverno ha preparato questa parte, con intelligenza e capacità.
Le persone come noi- continua- recitano per gli altri, per hobby certo, ma con tanta passione e che sia morta proprio su quel palcoscenico, tanto caro e desiderato, mi fa ancora più male».
Il gruppo, essendo piccolo e fatto di volontari, riusciva a mettere in piedi una sola commedia l’anno, scegliendo la data estiva come punto di riferimento per la città. Era un appuntamento fisso ormai, a cui la compagnia si preparava per tutto l’inverno.
Lorena Baldi recitava da circa sei anni, ma sembrava nata per il palcoscenico, scrivono gli amici sul suo profilo Facebook, che i figli, Enrico e Federica, e il marito hanno deciso di non chiudere ancora, sommerso dai virtuali abbracci della popolazione.
Un’altra grande passione di Lorena Baldi era la sua attività lavorativa, quella che portava avanti con il marito Federico Pucciarelli: l’enoteca del paese, che si chiama Divino, in via Acquale, quella dove tutti i montignosini vanno a bere ottimi vini.
Una attività cresciuta negli anni grazie alla dedizione con cui Lorena ci lavorava; una cura per il dettaglio e una ricerca del prodotto diventati l’elemento sempre più pregnante per la coppia, che partecipava al Vinitaly da molti anni, ormai, portando in giro per l’Italia le eccellenze della terra montignosina.
Poi c’era la festa per la Pefana, sempre organizzata dal gruppo folkloristico di Montignoso, che anche Lorena seguiva e apprezzava e che aveva contribuito in parte a rendere sempre più visibile e ben fatta. Tutto questo, e molto altro ancora, era Lorena Baldi, l’attrice morta a 56 anni, mentre recitava.
Se ne è andata in silenzio, però, come era nel suo stile, sobrio e sempre elegante: gli attori della compagnia non possono più dire nulla in merito alla dinamica dell’incidente, dopo che è stata aperta l’inchiesta, ma le prime ricostruzioni sono abbastanza chiare.
Lorena era sul retro del palco, in attesa di entrare in scena ed era microfonata; i colleghi stavano recitando le loro battute davanti al pubblico, mentre lei era in attesa di fare il suo ingresso dalle piccole quinte, ricavate alla benemeglio su un palco di pochi metri. Quando è caduta non si è sentito alcun grido, raccontano i testimoni, che invece avrebbe risuonato forte per via del microfono che Lorena aveva vicino alla bocca. Per questo si pensa ad un malore che abbia fatto perdere l’equilibrio alla donna. Dettagli che non la riporteranno in vita.
E in attesa dei funerali cittadini anche il gruppo folkloristico di Montignoso ha intenzione di incontrarsi e di decidere il da farsi: «Siamo sempre stati una grande famiglia– conclude il presidente Bascherini– ed eravamo una seconda famiglia anche per Lorena, che mi mancherà tantissimo. Vogliamo vedere i famigliari, vorremo organizzare qualcosa di speciale il giorno del suo funerale, vorremmo avere la possibilità di ricordarla davanti a tutti così come noi ce la ricordiamo. Ora siamo scossi e senza idee, ma Lorena deve sentirci ancora. Tutti insieme, tutta la sua famiglia».
Un atto dovuto, in realtà, visto che la donna è morta cadendo da un palco installato su suolo pubblico per una commedia dialettale, organizzata dal gruppo folkloristico di Montignoso, insieme al Comune.
La Procura indagherà se ci sia stata qualche inadempienza, ad esempio nell’istallazione del palco e se le misure di sicurezza siano state rispettate.
L’autopsia sul corpo di Lorena Baldi chiarirà la causa mortis, se sia stato davvero un malore a provocare la caduta dal palco, sul retro della piazza, oppure qualcos’altro, la mancanza di protezioni, o la presenza di impalcature, che non dovevano esserci.
Di questa donna così solare, discreta e generosa, però, non può rimanere solo un ricordo legato ad un incidente assurdo, una morte che poteva avvenire addirittura in diretta, davanti a centinaia di persone, famiglie e anziani di paese, che sabato sera si erano riuniti alla piazza Sesto Paolini per assistere alla commedia “Amore a la Piazza”.
Il gruppo folkloristico di Montignoso la vuole ricordare come Marì, la protagonista della commedia, la donna che tutto sa e tutto vede, divertente, accattivante, in continuo movimento, intenta a cinguettare tra il calzolaio e il macellaio, entrambi segretamente innamorati della bella fruttivendola.
Così Marì, la pettegola del paese, si intrufolava nei più profondi segreti dei protagonisti della vicenda di piazza, con arguzia e maestria, per farsi raccontare l’evolversi delle loro storie d’amore, mettendoci un po’ di pepe, per scoprire chi avrebbe avuto la meglio per conquistare il cuore dell’amata.
«Era la protagonista della commedia– racconta commosso Fabio Bascherini, presidente del gruppo folkloristico di Montignoso-; all’inizio non era entusiasta di questa parte, perché lei nella vita era tutto l’opposto della pettegola del paese, riservata, a tratti anche un po’ timida, lontana dalle invidie e dalle cattiverie della gente. Poi però decise di metterci anima e corpo e per tutto l’inverno ha preparato questa parte, con intelligenza e capacità.
Le persone come noi- continua- recitano per gli altri, per hobby certo, ma con tanta passione e che sia morta proprio su quel palcoscenico, tanto caro e desiderato, mi fa ancora più male».
Il gruppo, essendo piccolo e fatto di volontari, riusciva a mettere in piedi una sola commedia l’anno, scegliendo la data estiva come punto di riferimento per la città. Era un appuntamento fisso ormai, a cui la compagnia si preparava per tutto l’inverno.
Lorena Baldi recitava da circa sei anni, ma sembrava nata per il palcoscenico, scrivono gli amici sul suo profilo Facebook, che i figli, Enrico e Federica, e il marito hanno deciso di non chiudere ancora, sommerso dai virtuali abbracci della popolazione.
Un’altra grande passione di Lorena Baldi era la sua attività lavorativa, quella che portava avanti con il marito Federico Pucciarelli: l’enoteca del paese, che si chiama Divino, in via Acquale, quella dove tutti i montignosini vanno a bere ottimi vini.
Una attività cresciuta negli anni grazie alla dedizione con cui Lorena ci lavorava; una cura per il dettaglio e una ricerca del prodotto diventati l’elemento sempre più pregnante per la coppia, che partecipava al Vinitaly da molti anni, ormai, portando in giro per l’Italia le eccellenze della terra montignosina.
Poi c’era la festa per la Pefana, sempre organizzata dal gruppo folkloristico di Montignoso, che anche Lorena seguiva e apprezzava e che aveva contribuito in parte a rendere sempre più visibile e ben fatta. Tutto questo, e molto altro ancora, era Lorena Baldi, l’attrice morta a 56 anni, mentre recitava.
Se ne è andata in silenzio, però, come era nel suo stile, sobrio e sempre elegante: gli attori della compagnia non possono più dire nulla in merito alla dinamica dell’incidente, dopo che è stata aperta l’inchiesta, ma le prime ricostruzioni sono abbastanza chiare.
Lorena era sul retro del palco, in attesa di entrare in scena ed era microfonata; i colleghi stavano recitando le loro battute davanti al pubblico, mentre lei era in attesa di fare il suo ingresso dalle piccole quinte, ricavate alla benemeglio su un palco di pochi metri. Quando è caduta non si è sentito alcun grido, raccontano i testimoni, che invece avrebbe risuonato forte per via del microfono che Lorena aveva vicino alla bocca. Per questo si pensa ad un malore che abbia fatto perdere l’equilibrio alla donna. Dettagli che non la riporteranno in vita.
E in attesa dei funerali cittadini anche il gruppo folkloristico di Montignoso ha intenzione di incontrarsi e di decidere il da farsi: «Siamo sempre stati una grande famiglia– conclude il presidente Bascherini– ed eravamo una seconda famiglia anche per Lorena, che mi mancherà tantissimo. Vogliamo vedere i famigliari, vorremo organizzare qualcosa di speciale il giorno del suo funerale, vorremmo avere la possibilità di ricordarla davanti a tutti così come noi ce la ricordiamo. Ora siamo scossi e senza idee, ma Lorena deve sentirci ancora. Tutti insieme, tutta la sua famiglia».
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