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Polemica di fi 

«A Fivizzano chi si occupa delle scuole? Nessuno»

FIVIZZANO. «Ma chi si occupa della scuola a Fivizzano? Nessuno! Decidono tutto in altra sede e a genitori e studenti non resta che subire». Queste le parole di Vittorio Marini del coordinamento...

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FIVIZZANO. «Ma chi si occupa della scuola a Fivizzano? Nessuno! Decidono tutto in altra sede e a genitori e studenti non resta che subire». Queste le parole di Vittorio Marini del coordinamento Comunale di Forza Italia entrando in merito all’argomento scuole. «I fatti lo dimostrano- dice Marini- non un dirigente scolastico presente sul nostro territorio che si faccia garante di tutela delle reali esigenze della popolazione scolastica, assai esigua sì, ma pur sempre nella necessità di programmare il proprio futuro, in coerenza con le offerte occupazionali presenti sul territorio». Poi sottolinea che «è miope e irresponsabile la cancellazione del Mat (scuole professionali) perché significa trascurare o negare le caratteristiche del tessuto economico e culturale che caratterizza storicamente il territorio di Fivizzano, terra di botteghe artigianali supportate da un contesto agricolo povero e frazionato. E allora come giustificare un palese interesse a orientare i pochi aspiranti al Mat verso l’Agrario? Questo è quanto si apprende da varie fonti. Non esiste nella nostra realtà una vocazione agricola che abbia carattere di professionalità per la marginalità del territorio, la sua conformazione e la dimensione della proprietà, fattori che non favoriscono una scelta occupazionale nel settore agrario, se non come attività secondaria. Ben venga l’Agrario comunque, ma faccio notare che la quasi totalità degli iscritti provengono da altri territori”. Forza Italia poi pone l’accento “ sarebbe di estrema gravità l’eventuale perdita di un corso di studio professionale come quello dei Sevizi Socio Sanitari (con ulteriore opzione di un corso integrato di Operatore Socio Sanitario) perché ci priverebbe di una offerta scolastica fra le più corrispondenti alle necessità formative e alle speranze occupazionali dei nostri giovani. Ipotesi che non sarebbe tollerabile perché il nostro ospedale rappresenta una opportunità di lavoro a cui non possiamo rinunciare e la formazione professionale è strettamente collegata». (m.l.)

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