Il Tirreno

l’intervento della cgil  

«Niente vincoli urbanistici dietro il fallimento Rational»

«Niente vincoli urbanistici dietro il fallimento Rational»

MASSA. «Il fallimento della Rational è da ascrivere alla scarsa capacità di fare impresa di chi la gestiva e non certo a cavilli burocratici o vincoli urbanistici». È questa la posizione della Cgil...

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MASSA. «Il fallimento della Rational è da ascrivere alla scarsa capacità di fare impresa di chi la gestiva e non certo a cavilli burocratici o vincoli urbanistici».

È questa la posizione della Cgil di Massa Carrara che commenta la notizia, pubblicata ieri dal Tirreno, di una osservazione al R.u, presentata da Rational, pare all’insaputa dei suoi lavoratori, per l’insediamento di un punto vendita all’interno dei capannoni. Osservazione rigettata dagli uffici comunali, in sede di controdeduzioni. La Cgil sostiene che gli attuali “vincoli urbanistici” siano per altro «utili a salvaguardare la natura industriale di un territorio che, oltre alle tante ricchezze quali il marmo, il mare, il porto e il clima, ha la necessità di mantenere una vocazione produttiva». La Cgil si scopre “preoccupata”: «Dopo le grandi dismissioni– dice– i processi di reindustrializzazione hanno generato percorsi speculativi e fallimentari, ed è proprio per questi motivi che è necessario vigilare attentamente su qualsiasi tipo di cambio di destinazione di aree industriali; crediamo che per rilanciare lo sviluppo serva ripartire da politiche industriali fatte di investimenti, sia pubblici che privati. Per questo siamo in attesa dell’accordo di programma. È puro vittimismo scaricare le colpe sempre sugli altri, noi crediamo che in questa vicenda gli unici che hanno fatto fino in fondo il proprio dovere con professionalità e senso di responsabilità facendo innumerevoli sacrifici, dopo 8 anni attraversati tra cassa integrazione e contratti di solidarietà, siano i lavoratori. Per questo assieme a loro, alle istituzioni e alla lega delle cooperative stiamo lavorando caparbiamente per creare le condizioni affinché si possa costituire una cooperativa fatta di lavoratori ex Rational e disoccupati del territorio che vogliano mettersi in gioco, rifiutando l’espulsione dal mondo del lavoro. Abbiamo tavoli in regione per valutarne la fattibilità e utilizzare risorse già stanziate e non ancora impegnate»

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