Il dolore
Incidente in cava, ferito un camionista
Il mezzo si è inclinato di lato per il cedimento del terreno, il conducente ha subito un trauma costale: non è in pericolo di vita
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CARRARA. È sabato mattina, alle cave di marmo di Carrara. L'attività estrattiva è ferma, così come il trasporto a valle dei materiali. Qualcuno ne approfitta per sistemare piazzali e versanti. Sono le 7,30 circa. Alla cava 92, nel bacino di Fantiscritti, dove escava la ditta Figaia Cave Spa di Andrea Franzoni, un camion è al lavoro per movimentare del detrito da scaricare nel piazzale. Un attività di routine che però ha rischiato di sfociare in tragedia. Sì perché durante la manovra, a quanto sembra un'irregolarità del terreno del piazzale ha provocato il cedimento di una ruota posteriore, facendo inclinare il camion su un lato. A bordo, al volante, un operaio di 62 anni che per fortuna se l'è cavata con un trauma costale. Sul posto è intervenuto il Soccorso Cave che in ambulanza ha trasportato il ferito al Pronto Soccorso dell'Ospedale delle Apuane, dove l'uomo è stato ricoverato intorno alle 9,30 in codice giallo. Le sue condizioni per fortuna non sono gravi e l'operaio non è in pericolo di vita.
Una dinamica quella dell'incidente di ieri mattina che ha riportato alla memoria di molti quanto accaduto il 6 settembre del 2014 quando Lurand Llanaj, 32 anni, albanese in Italia da diversi anni, perse la vita mentre con il suo camion effettuava un trasporto di detriti sui tornanti delle cave, precipitando a Lorano, nel bacino delle cave di Torano. Anche in quel caso era un sabato mattina: il camion, scarico, stava salendo su una via di arroccamento quando, improvvisamente, nel mezzo di una curva a gomito, il motore si spense. Il camionista tentò inutilmente di riavviarlo mentre il mezzo indietreggiava, inesorabilmente, fino a precipitare per 30 metri nella scarpata sottostante. Lurand bloccato nella cabina di guida morì sul colpo.
L'incidente di ieri mattina si è risolto per fortuna con conseguenze decisamente meno gravi ma è stato comunque segnalato al Dipartimento Prevenzione, Igiene e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro, diretto dall'ingegner Maura Pellegri: «Fortunatamente si è trattato di un infortunio non grave. Siamo davanti a una dinamica molto chiara, che peraltro non ha nulla a che vedere con le fattispecie di incidenti su cui stiamo lavorando, con il nostro dipartimento, per aumentare ancora i livelli di sicurezza» ha spiegato la dirigente.
Il riferimento è all'impegno del dipartimento sulla standardizzazione delle procedure di lavorazione, un percorso che l'ingegner Pellegri sta portando avanti sulla scia della lunga serie di incidenti mortali registrati tra il 2015 e il 2016 e in concomitanza con l'attivazione della task force per la sicurezza nel settore lapideo voluta dall'amministrazione regionale toscana. (c.ch.)
Una dinamica quella dell'incidente di ieri mattina che ha riportato alla memoria di molti quanto accaduto il 6 settembre del 2014 quando Lurand Llanaj, 32 anni, albanese in Italia da diversi anni, perse la vita mentre con il suo camion effettuava un trasporto di detriti sui tornanti delle cave, precipitando a Lorano, nel bacino delle cave di Torano. Anche in quel caso era un sabato mattina: il camion, scarico, stava salendo su una via di arroccamento quando, improvvisamente, nel mezzo di una curva a gomito, il motore si spense. Il camionista tentò inutilmente di riavviarlo mentre il mezzo indietreggiava, inesorabilmente, fino a precipitare per 30 metri nella scarpata sottostante. Lurand bloccato nella cabina di guida morì sul colpo.
L'incidente di ieri mattina si è risolto per fortuna con conseguenze decisamente meno gravi ma è stato comunque segnalato al Dipartimento Prevenzione, Igiene e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro, diretto dall'ingegner Maura Pellegri: «Fortunatamente si è trattato di un infortunio non grave. Siamo davanti a una dinamica molto chiara, che peraltro non ha nulla a che vedere con le fattispecie di incidenti su cui stiamo lavorando, con il nostro dipartimento, per aumentare ancora i livelli di sicurezza» ha spiegato la dirigente.
Il riferimento è all'impegno del dipartimento sulla standardizzazione delle procedure di lavorazione, un percorso che l'ingegner Pellegri sta portando avanti sulla scia della lunga serie di incidenti mortali registrati tra il 2015 e il 2016 e in concomitanza con l'attivazione della task force per la sicurezza nel settore lapideo voluta dall'amministrazione regionale toscana. (c.ch.)
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