Sicurezza
«Che bella Carrara, Dickens aveva ragione nel raccontarla»
Abbiamo parlato con alcuni dei delegati al convegno annuale Entusiasti del centro e delle cave, dispiaciuti per gli Animosi
CARRARA. «Capisco perché Dickens abbia amato così tanto questi paesaggi teatrali. Dai grossi blocchi di marmo delle cave si passa alle sculture affinate in città». A dirlo (in inglese ovviamente, tradotto da Maria Freddi dell'Università di Pavia) è Cindy Sughrue, presidentessa del Charles Dickens Museum di Londra, a Carrara in occasione del centoundicesimo Convegno annuale della Dickens Fellowship, “Dickens, art and landscape”, in programma a Carrara fino a domani e organizzato dalla Dickens Fellowship di Carrara con il Patrocinio del Miur, della Regione Toscana, del Comune di Carrara e in collaborazione con Università di Pisa, Università di Milano, Università di Genova, Casa di Keats e Shelley di Roma e International Dickens Fellowship e altre associazioni della zona. «Very beautiful city», «friendly people» e, sulle cave, «awesome» e «spectacular»: sono queste le espressioni più frequenti che ricorrono nei concetti, nelle impressioni, della presidentessa Sughrue che ha visitato la città in questi giorni di Convegno.
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Assieme a lei, ovviamente, anche un centinaio di esperti e studiosi dello scrittore britannico che passò da Carrara nel gennaio del 1845, riportando estratti del viaggio nel suo testo “Pictures from Italy”. E così, a distanza di oltre 170 anni, a Carrara, sede dell'unica filiale italiana dal 2013 della Dickens Fellowship (filiale che conta circa 40 soci), sono giunti per il Convegno molti tra studiosi ed esperti dello scrittore con delegazioni arrivate da tutto il mondo: da Australia, Nuova Zelanda, Regno Unito, Usa, tra gli altri paesi. E tra i protagonisti della sei giorni troviamo anche un discendente diretto, un pronipote di Charles Dickens: Gerald Dickens, attore che si esibirà per la prima volta in Italia stasera (domenica) alle 21 presso il Teatro Garibaldi. «La bellezza naturale – ci dice Gerald Dickens – è la stessa raccontata da Dickens. Ci sono mare e Alpi, è una bellezza unica che ha visto anche Dickens. Inoltre non sembra cambiato il centro da come raccontato da Dickens così come l'industria e il lavoro del marmo». C'è Gerlad Dickens, quindi, che ascoltiamo durante la pausa tra le conferenze (in lingua inglese) previste dal fitto programma, ma non solo. «E' stato bello – osserva per esempio anche John Bowen (presidente Dickens Fellowship e docente presso l'Università di York) – passare nei suoi stessi luoghi. E' una bellissima città. Ho viaggiato molto e credo che Piazza Alberica sia la quintessenza della piazza italiana. Dickens è un autore universale, non soltanto di un luogo: siamo qui perché il team di Marzia Dati è stato in grado di attirare da tutto il mondo conferenzieri e di valorizzare la tappa». Delegati da tutto il mondo, dicevamo: dall'Europa all'Australia, con in comune il parere sulle bellezze del luogo. «Da togliere il fiato, – è il parere di Maurice Jalfon, da Auckland e della Dickens Fellowship di Christchurch, Nuova Zelanda – ho mandato un messaggio a mia figlia – scherza – prima della salita alle cave in jeep. E' un luogo sorprendente. Avevo sentito parlarne nell'ultimo Convegno in Scozia e mi sono incuriosito. Mi è molto piaciuto il centro venerdì sera, una città vivace con musica e bambini». «Il livello delle conferenze – il commento di Marzia Dati – è ottimo e tutti sono molto contenti. Sono emozionata, in tanti impazziti per Carrara. Abbiamo ricevuto anche la medaglia dal Presidente della Repubblica per l'alto valore culturale dell'iniziativa. Sono un po' dispiaciuti per gli 'Animosi, specialmente Gerald Dickens. Voleva esibirsi dove era stato Charles Dickens. Tornerà per uno spettacolo però quando riaprirà».
Luca Barbieri
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