Il Tirreno

Turimar: «Perderemo la concessione sull'arenile»

di Libero Red Dolce
Turimar: «Perderemo la concessione sull'arenile»

Colonia chiusa e la spiaggia dovrà tornare al Comune. «Rischio abbandono, non si può investire con questo regolamento urbanistico» 

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MASSA. Turimar perderà la concessione della spiaggia di fronte alla colonia. Non c’è ancora l’ufficialità ma sembra che andrà proprio così. «Possiamo anche perderla – dice Teresa Pardini di Turimar – direi che l’abbiamo già persa. Nella convenzione c’è scritto che se non la si utilizza per un anno e non la tiene in condizioni concrete e per il Comune c’è la possibilità di revocarla». Per poi andare all’asta con tutta probabilità.

Ieri mattina i tecnici del Comune insieme ad alcuni uomini della guardia costiera hanno fatto un sopralluogo per verificare la situazione. Dopo le verifiche in spiaggia è apparsa una bandiera rossa, prima assente, insieme a un cartello che avvisa: «Attenzione balneazione non sicura per mancanza di apposito servizio di salvataggio».

Abbiamo anche collaborato con il Comune e con il Circolo della vela per fare dei piccoli interventi di ripascimento, utilizzando della terra dal fiume Frigido. Lì la zona ha molti problemi, come si sa, a causa dell’erosione. Con la Provincia avevamo trovato questa soluzione: noi avevamo una spiaggia con un po’ di meno sassi, il Comune liberava in parte il Frigido e il Circolo poteva togliere qualcosa per il passaggio delle barche».

E la mancata apertura lascia a casa 15 persone, tra spiaggia e struttura, che lavoravano. L’intenzione finora era stata di tenere aperto, seppur parzialmente, per cercare di dare un segnale di continuità. «Negli ultimi anni quando iniziava la stagione – spiega Pardini – abbiamo fatto una convenzione con il Comune, prendendo 15 metri di spiaggia, con l’onere di pulire e sorvegliare. Quest’anno, con la difficoltà enorme che abbiamo avuto di tenere aperto l’ostello, l’idea era di poter tenere almeno la spiaggia e tenere aperto il bar. Un modo per dare un servizio a quella parte di litorale che invece ormai è in totale abbandono. Ma dal punto di vista amministrativo c’erano delle difficoltà non facili da sormontare che alla fine hanno prevalso. Le licenze sono legate alla struttura ricettiva e dunque non abbiamo potuto aprire».

C’è stato un contatto con il limitrofo bagno Marchini, ma solo per quest’anno, per la parte che riguardava la sorveglianza e la polizia. Le parti non hanno però trovato un accordo e la cosa è saltata. «Così, non aprendo la struttura, ho dovuto rinunciare alla stagione balneare. Abbiamo dato comunicazione al Comune che non possiamo tenere la spiaggia. Purtroppo siamo sempre in attesa di questo regolamento urbanistico, che se rimarrà com’è adottato sarà improponibile da parte dei soci fare l’investimento sulla struttura».

C’è una differenza infatti tra quello che hanno stabilito le controdeduzioni degli esperti e quello che ha chiesto Turimar. In particolare sul piano edilizio. Per gli architetti non si può andare oltre a un 15% di destinazione per l’edilizia abitativa, Turimar chiede che sia il 24%. «Rimanendo così le cose la situazione rimarrà quella che è e sempre peggio: l’investimento non verrà fatto», ribadisce Pardini.

«Quella percentuale è quella che ci consente di fare l’investimento – sostiene Pardini – perché potremmo avere un rientro più immediato. La colonia ha bisogno di moltissimi soldi per essere rimessa a posto, le strutture, anche dal punto di vista dei servizi sono collegate e vanno riviste in toto. Non faremmo un metro quadrato in più di cemento».

La linea è chiara. Se dal lavoro delle Commissioni e del Consiglio comunale il regolamento per quanto riguarda la Turimar rimarrà così com’è, allora non ci saranno investimenti. E la Turimar rischierebbe di seguire la Motta sul piano inclinato del lento degrado.

«Noi abbiamo fatto anche l’atto formale per avere il prolungamento della concessione come previsto dalla legge Regionale, come tanti altri bagni massesi». Per paradosso, se si decidesse di investire, Turimar si troverebbe a fare un’asta per la concessione che già aveva.

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