Il Tirreno

Scontro sull’ordinanza “anti accattonaggio”

Scontro sull’ordinanza “anti accattonaggio”

Arrivano in città 14 giovani mendicanti e Mazzoni (Open Pontremoli) viene attaccato  dall’assessore Lecchini su Facebook per aver fatto annullare l’atto dal Prefetto nel 2014

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PONTREMOLI. Torna, sia pure esclusivamente come motivo di diatriba, al centro della discussione politica l'ordinanza anti accattonaggio che il Comune di Pontremoli, guidato dalla sindaca Lucia Baracchini, istituì nel settembre 2014 e che l'allora prefetto di Massa Carrara, Giovanna Menghini, annullò nel novembre dello stesso anno a seguito del ricorso presentato dai consiglieri di minoranza Rolando Scatena e Francesco Mazzoni. Secondo il prefetto non esistevano i presupposti di gravità necessari e la mancanza della dovuta comunicazione preventiva dell’ordinanza alla stessa Prefettura. Da un punto di vista della politica cittadina verrebbe quasi da dire "archeologia amministrativa" visto che oltre a tanta acqua sotto i ponti sono passate anche le elezioni comunali del 2016. Quindi nuova amministrazione, sia pure in strettissima continuità, a partire dalla stessa sindaca, con la giunta precedente, e nuova opposizione. Ma il tema è decisamente caldo e inevitabilmente si mischia alla questione "profughi e migranti" che tante polemiche crea a livello locale e nazionale. A rilanciarlo, in un post su facebook, è l'assessore Michele Lecchini «Ieri mattina (il post è del 16 luglio) alle 7,45 sono andato in stazione a Pontremoli a prendere giornali. Casualmente è arrivato il treno da Parma. Sono scesi i ragazzi che chiedono elemosina davanti ai negozi in giro per Pontremoli. Ne ho contati 14. Non aggiungo altro. Lascio come sempre a voi i commenti». Commenti che non sono mancati a dimostrazione che la tematica va a toccare un nervo scoperto della popolazione. Tra questi si segnala un intervento "importante" ovvero quello del vicesindaco Manuel Buttini che scrive «avevamo emesso ordinanza per vietare l'accattonaggio ma il consigliere Mazzoni ha chiesto ed ottenuto la revoca dal Prefetto. Stiamo predisponendo il nuovo regolamento Comunale di Polizia. Con questo cercheremo di limitare il fenomeno». Un intervento che non è andato giù al capogruppo di minoranza di "Open Pontremoli" che risponde alla seconda autorità cittadina: «Mi dicono che il vice sindaco mi attacchi su Facebook perché avrei fatto annullare dal Prefetto l'ordinanza "anti accattonaggio". Non mi sembra il caso di portare avanti polemiche senza senso. Dico tre cose, solo perché vengo tirato per la giacca: la povertà non si cancella con un'ordinanza; se il Prefetto ha dovuto annullare l'ordinanza è perché era un atto fatto male, perché chi l'ha pensato e scritto non aveva le capacità e la preparazione per farlo; il vice sindaco e l'amministrazione comunale scrivano un regolamento di polizia municipale come si deve e si preoccupino di capire e affrontare il problema alla radice, con una seria politica sociale. Il resto lo lascio agli schiamazzi e ai piccoli slogan. Dire che il problema di Pontremoli è l'accattonaggio è un po' come teorizzare che il problema di Palermo sia il traffico. Se esiste un problema di illegalità dietro all'accattonaggio, ci sono le autorità competenti: il vice sindaco e l'amministrazione si raccordino con quelle e facciano i fatti. E comunque, ci sono modi ben peggiori di essere accattoni rispetto alla richiesta di elemosina". Insomma la tematica è ritornata al centro della polemica. Vedremo nei prossimi giorni se avrà degli sviluppi. (r.s.)

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