Finanza
Massa
Abusivo sul litorale da 8 anni: maxi multa
di Libero Red Dolce
Il negozio Regalmarket non paga la concessione dal 2009. Ora rischia una sanzione pesantissima da 673mila euro
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MASSA. Otto anni da abusivo, senza pagare la concessione demaniale e adesso il negozio Regalmarket dovrà pagare una multa salatissima: 673mila euro.
Ora dall’Ufficio mare è arrivato l’ultimatum. Il signor Antonio Borgioli, titolare della ditta, ha 30 giorni per lasciare i locali occupati e portare via le sue cose. Sparisce così quel negozio famoso per le sue sedie in vimini e le mille carabattole, una specie di bottega dei sogni, stipata all’inverosimile, che tanto colpiva la fantasia di chi entrava. Il classico negozio dove si trovava di tutto, a volte senza nemmeno sapere di cercarlo.
Dal 2009 infatti non ha rinnovato la concessione, di fatto rimanendo sul demanio da abusivo. Borgioli fino al 2013 ha pagato in parte il canone demaniale, poi non ce l’ha più fatta e ha smesso. Era infatti uno di quelli a cui si applicavano i canoni commerciali. Ben 126 euro a metro quadro, per un totale di 28mila euro l’anno. La più cara del litorale.
Se avesse almeno avuto la concessione demaniale, quella che invece aveva smesso del tutto di pagare dal 2009, 4mila euro l’anno, avrebbe avuto un debito dal 2014 a oggi di circa novantamila euro. In sostanza i tre anni di arretrato. Quello del 2017 non andrebbe considerato perché per pagarlo c’è tempo fino al 15 settembre. Il problema è che Regalmarket non ha la concessione. E non ce l’ha dal primo gennaio del 2009.
Quindi sta occupando un’area demaniale che non è sua, cioè anno per anno non ha mai pagato il rinnovo di concessione. Un abusivo. E questo significa che la sanzione non sarà il doppio ma il triplo. Arrivando alla cifra mostruosa di 673mila euro di indennizzo.
La cosa strana è che nel 2009, 2010 e nel 2011, 2013 però Borgioli ha pagato i 28mila euro di canone demaniale e non i 4mila che servivano al rinnovo della concessione. Che peraltro il comune ha rinnovato fino al 2014, dunque lui sarebbe stato in tempo. Per paradosso se avesse pagato i 4mila e basta, mantenendo la concessione, sarebbe stato moroso solo dal punto di vista del canone demaniale. Così invece è un abusivo totale di zona demaniale marittima. Condizione che lo porterà a pagare il 300% di indennizzo sul canone previsto.
C’è la possibilità che Borgioli però decida di fare ricorso. E ultimamente il Comune e il Demanio ne hanno persa più d’una. Per una ragione.
L’agenzia del demanio dice che bisogna applicare il valore di 126 euro a metro quadrato quando c’è una pertinenza demaniale, dunque un fabbricato iscritto nel testimoniale di stato, già incamerato allo stato, e un’attività commerciale dentro. Se sussistono entrambe le opzioni si applica il prezzo di mercato. E qui c’è il problema.
Percorrendo avanti e indietro gli 8 chilometri del lungomare di Marina c’è solo il bagno Enderson veramente incamerato e iscritto nel testimoniale di stato. Il resto, a sentire gli uffici comunali, sono “fittizi”. Semplificando: la legge prevede che allo scadere della concessione il bene di difficile rimozione che rimane sull’arenile viene incamerato. Il problema è che fino al 2014 le concessioni non scadevano e se ne rilasciava una nuova. C’era il rinnovo automatico. Di fatto le concessioni non sono mai scadute. Conseguenza? L’amministrazione non avrebbe mai potuto applicare la famosa regola dell’incameramento allo scadere della concessione. Dal 2014 la proroga è andata al 2015. E da lì fino al 2020. Bel pasticcio, in partica non sono mai scadute.
Se Regalmarket facesse un ricorso, avendo pagato fino al 2013 il canone, tra quello che ha pagato e quello che dovrebbe pagare, che potrebbe essere meno di quanto gli è stato chiesto in questi anni, potrebbe vedere il suo debito sgonfiarsi di molto.
Sono soldi che vanno al demanio e che è tenuto a risarcire se dovesse perdere l’eventuale ricorso. Un precedente esiste: quello del Pontile, che dopo un ricorso di 7 anni ha riavuto indietro quasi 45mila euro.
Ora dall’Ufficio mare è arrivato l’ultimatum. Il signor Antonio Borgioli, titolare della ditta, ha 30 giorni per lasciare i locali occupati e portare via le sue cose. Sparisce così quel negozio famoso per le sue sedie in vimini e le mille carabattole, una specie di bottega dei sogni, stipata all’inverosimile, che tanto colpiva la fantasia di chi entrava. Il classico negozio dove si trovava di tutto, a volte senza nemmeno sapere di cercarlo.
Dal 2009 infatti non ha rinnovato la concessione, di fatto rimanendo sul demanio da abusivo. Borgioli fino al 2013 ha pagato in parte il canone demaniale, poi non ce l’ha più fatta e ha smesso. Era infatti uno di quelli a cui si applicavano i canoni commerciali. Ben 126 euro a metro quadro, per un totale di 28mila euro l’anno. La più cara del litorale.
Se avesse almeno avuto la concessione demaniale, quella che invece aveva smesso del tutto di pagare dal 2009, 4mila euro l’anno, avrebbe avuto un debito dal 2014 a oggi di circa novantamila euro. In sostanza i tre anni di arretrato. Quello del 2017 non andrebbe considerato perché per pagarlo c’è tempo fino al 15 settembre. Il problema è che Regalmarket non ha la concessione. E non ce l’ha dal primo gennaio del 2009.
Quindi sta occupando un’area demaniale che non è sua, cioè anno per anno non ha mai pagato il rinnovo di concessione. Un abusivo. E questo significa che la sanzione non sarà il doppio ma il triplo. Arrivando alla cifra mostruosa di 673mila euro di indennizzo.
La cosa strana è che nel 2009, 2010 e nel 2011, 2013 però Borgioli ha pagato i 28mila euro di canone demaniale e non i 4mila che servivano al rinnovo della concessione. Che peraltro il comune ha rinnovato fino al 2014, dunque lui sarebbe stato in tempo. Per paradosso se avesse pagato i 4mila e basta, mantenendo la concessione, sarebbe stato moroso solo dal punto di vista del canone demaniale. Così invece è un abusivo totale di zona demaniale marittima. Condizione che lo porterà a pagare il 300% di indennizzo sul canone previsto.
C’è la possibilità che Borgioli però decida di fare ricorso. E ultimamente il Comune e il Demanio ne hanno persa più d’una. Per una ragione.
L’agenzia del demanio dice che bisogna applicare il valore di 126 euro a metro quadrato quando c’è una pertinenza demaniale, dunque un fabbricato iscritto nel testimoniale di stato, già incamerato allo stato, e un’attività commerciale dentro. Se sussistono entrambe le opzioni si applica il prezzo di mercato. E qui c’è il problema.
Percorrendo avanti e indietro gli 8 chilometri del lungomare di Marina c’è solo il bagno Enderson veramente incamerato e iscritto nel testimoniale di stato. Il resto, a sentire gli uffici comunali, sono “fittizi”. Semplificando: la legge prevede che allo scadere della concessione il bene di difficile rimozione che rimane sull’arenile viene incamerato. Il problema è che fino al 2014 le concessioni non scadevano e se ne rilasciava una nuova. C’era il rinnovo automatico. Di fatto le concessioni non sono mai scadute. Conseguenza? L’amministrazione non avrebbe mai potuto applicare la famosa regola dell’incameramento allo scadere della concessione. Dal 2014 la proroga è andata al 2015. E da lì fino al 2020. Bel pasticcio, in partica non sono mai scadute.
Se Regalmarket facesse un ricorso, avendo pagato fino al 2013 il canone, tra quello che ha pagato e quello che dovrebbe pagare, che potrebbe essere meno di quanto gli è stato chiesto in questi anni, potrebbe vedere il suo debito sgonfiarsi di molto.
Sono soldi che vanno al demanio e che è tenuto a risarcire se dovesse perdere l’eventuale ricorso. Un precedente esiste: quello del Pontile, che dopo un ricorso di 7 anni ha riavuto indietro quasi 45mila euro.
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