Sicurezza
Zia, raccolte due camionate di spazzatura
Volontari Pro loco al lavoro in via Massa Avenza «Le imprese non ne possono più del degrado»
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MASSA. Lattine, ferri arrugginiti, rottami e vetri rotti: insomma, rifiuti su rifiuti tanto da riempire due camion di spazzatura accumulata negli anni ai bordi della strada per inciviltà e inerzia. È il risultato della giornata contro il degrado in via Massa Avenza – in piena zona industriale – promossa dalla Proloco Catagnina, associazione che dal 2013 si occupa della riqualificazione della zona industriale grazie ai contributi volontari delle aziende.
«Questo è il primo di una serie di interventi – afferma il presidente Michele Russo – con cui siamo riusciti a liberare l'area da cumuli di degrado. Ma serviranno ancora sforzi per arrivare ad avere una zona decorosa». Più che un'area artigianale industriale quello che si ha di fronte sembra una periferia semi abbandonata, una piccola discarica di passaggio per gettare rifiuti in modo indisturbato, senza troppe preoccupazioni. Con contraccolpi negativi anche per le imprese, che offrono a clienti, visitatori, fornitori una brutta immagine del loro territoiro.
La giornata è iniziata alle 7.30, in azione due escavatori, un trinciaerbe, un mezzo per il trasporto in discarica e una decina di volontari che fino al primo pomeriggio, armati di guanti, sacchi e rastrelli, sono riusciti a ripulire l'area compresa tra via Massa Avenza fino allo svincolo con via Martiri di Cefalonia. «Adesso si riesce a vedere un marciapiede per anni scomparso – continua Russo – tra rovi e vegetazione qui era completamente ricoperto, tutto quello che era possibile conferire in discarica l'abbiamo già portato ma altri rifiuti siamo solo riusciti raccoglierli in attesa di un intervento anche da parte delle amministrazioni, qui al lato della strada abbiamo ammassato circa dieci metri cubi di detriti e spazzatura».
«Credo che il decoro sia una delle cose più belle per chi gestisce un'attività – conclude Russo – le aziende non ne possono più della trascuratezza subita in questi anni. Intervenire dopo tutto questo tempo di abbandono significa anche spendere molto di più di quello che si sarebbe potuto eseguire al momento perchè ovviamente c'è da recuperare tutto quello che si è perso. Quello che stiamo cercando di fare con l'aiuto di tutte le aziende associate è cercare di riportare alla normalità una zona lasciata a sé stessa per troppo, troppo tempo».
Alessio Profetti
«Questo è il primo di una serie di interventi – afferma il presidente Michele Russo – con cui siamo riusciti a liberare l'area da cumuli di degrado. Ma serviranno ancora sforzi per arrivare ad avere una zona decorosa». Più che un'area artigianale industriale quello che si ha di fronte sembra una periferia semi abbandonata, una piccola discarica di passaggio per gettare rifiuti in modo indisturbato, senza troppe preoccupazioni. Con contraccolpi negativi anche per le imprese, che offrono a clienti, visitatori, fornitori una brutta immagine del loro territoiro.
La giornata è iniziata alle 7.30, in azione due escavatori, un trinciaerbe, un mezzo per il trasporto in discarica e una decina di volontari che fino al primo pomeriggio, armati di guanti, sacchi e rastrelli, sono riusciti a ripulire l'area compresa tra via Massa Avenza fino allo svincolo con via Martiri di Cefalonia. «Adesso si riesce a vedere un marciapiede per anni scomparso – continua Russo – tra rovi e vegetazione qui era completamente ricoperto, tutto quello che era possibile conferire in discarica l'abbiamo già portato ma altri rifiuti siamo solo riusciti raccoglierli in attesa di un intervento anche da parte delle amministrazioni, qui al lato della strada abbiamo ammassato circa dieci metri cubi di detriti e spazzatura».
«Credo che il decoro sia una delle cose più belle per chi gestisce un'attività – conclude Russo – le aziende non ne possono più della trascuratezza subita in questi anni. Intervenire dopo tutto questo tempo di abbandono significa anche spendere molto di più di quello che si sarebbe potuto eseguire al momento perchè ovviamente c'è da recuperare tutto quello che si è perso. Quello che stiamo cercando di fare con l'aiuto di tutte le aziende associate è cercare di riportare alla normalità una zona lasciata a sé stessa per troppo, troppo tempo».
Alessio Profetti
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