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Mercato lapideo, frenata nel 2016 a livello globale: -6%

Mercato lapideo, frenata nel 2016 a livello globale: -6%

Presentati i dati raccolti da Imm con Stone Sector Domina ancora la Cina, con una fetta del 40 per cento

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CARRARA. Battuta d'arresto nel 2016, rispetto al 2015, per la domanda di materiali lapidei e, per la prima volta dal 2009, cala l'export lapideo (sia come valori esportati sia come quantità). È quanto emerge dal report di “Stone Sector 2017 – Trade and Innovation”, rapporto sul commercio internazionale del marmo e delle pietre ornamentali elaborato (da più di trent'anni) da Internazionale Marmi e Macchine e presentato ieri. «Stiamo lavorando – ha commentato il presidente di Imm Fabio Felici, intervenuto a fare gli onori di casa – per essere strumento per il business, per essere facilitatore di contatti strategici e per valorizzare il distretto lapideo apuo-versiliese. Distretto apuo-versiliese – ha continuato – che è stato superato, seppur di poco, da quello di Verona.

Credo sia frutto, da un lato, dall'andamento ciclico, dall'altro dalla necessità del distretto di investire nell'innovazione». E dopo le parole del presidente Felici si è passati ai numeri snocciolati (e spiegati) da Manuela Gussoni (Centro Studi di Imm). I dati del 2016 vedono ancora, per il mercato lapideo, in prima posizione la Cina con una fetta di mercato pari al 40% e l'Italia in seconda posizione che si attesta davanti alla Turchia (11,5%) con il 12,8%. Se la domanda, quindi, di materiali lapidei è rimasta costante per quantità (attorno a 35 milioni di tonnellate), il valore della domanda è invece calato a 9,9 miliardi (- 6%, riduzione pari a 637 milioni) rispetto al 2015.

«Questo risultato – si legge dalla nota del report – potrebbe preannunciare un lieve ridimensionamento dei prezzi, il valore medio unitario dei prodotti commerciati è infatti passato da 332,5 euro per tonnellata nel 2015, a 309 euro per tonnellata nel 2016». Inoltre nel 2016, sempre seguendo il report elaborato da Imm, il settore lapideo italiano ha esportato oltre 3,7 milioni di tonnellate di pietra ornamentale (per quasi 2 miliardi di euro) calando sia per quantità (- 5,6%) che per valore (- 3,6%) rispetto all'anno precedente. Una diminuzione delle vendite che per il marmo non si registrava dal 2009 con un calo dei valori per il marmo lavorato (-1,73%) e per la quantità (-9,4%) con diminuzioni specialmente nell'export dei lavorati verso Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti.

Rimanendo all'export di lavorati cresce invece la provincia di Verona (prima con 439,4 milioni) che precede la provincia apuana che ha un calo del 2,7%, rispetto al 2015. Più in generale il distretto veneto ha superato, nel 2016, il comprensorio apuo-versiliese, parlando sempre di export di lavorati. «Abbiamo già avuto – ha detto l'assessore al marmo Alessandro Trivelli - un incontro con Imm per ritrovare un dialogo e abbiamo avuto buone risposte da entrambe le parti per portare avanti il settore fieristico e distretto tecnologico, fondamentale. Per l'amministrazione sono importanti temi come ambiente, sicurezza, tracciabilità e attività produttiva. Ci vuole pazienza: la situazione è complessa».

Dopo il report sul commercio internazionale e le parole di Trivelli spazio dunque anche all'innovazione con la presentazione della strategia regionale di ricerca e innovazione, RIS3 Smart Specialization Strategy, illustrata da Emanuele Fabbri (POR FESR Regione Toscana) e Filippo Giabbani (Regione Toscana), ma anche ai prodotti innovativi delle aziende del distretto con novità che riguardano temi come sostenibilità e sicurezza.

Luca Barbieri
 

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