Il Tirreno

«Sul centro medico si senta la Usl»

Secondo il sindaco Volpi, sul progetto di Nesi vige la pianificazione sanitaria

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MASSA. Nessuno se la sente di commentare il progetto dell’imprenditore Umberto Nesi che, nei terreni davanti al Noa, vorrebbe costruire un poliambulatorio d’eccellenza, per la diagnostica di medicina nucleare. Nesi aveva presentato una osservazione al Regolamento Urbanistico, perché i suoi terreni sono agricoli, ma gli uffici comunali l’hanno rigettata. Il nodo urbanistico sulla possibilità di costruire in area a rischio idraulico, dove per altro è sorto addirittura un ospedale, non pare però l’unico problema. Il sindaco Volpi decide di non rilasciare dichiarazioni in merito, perché si tratta di un progetto privato, su cui vige un impedimento tecnico, a cui lui, ovviamente, non può far fronte.

Eppure anche il comune di Massa, prima che scoppiasse il caso delle controdeduzioni, era sembrato a Nesi politicamente interessato al progetto, che nasce come struttura di pubblica utilità. Per intenderci: non verrà assolutamente privatizzato il servizio, che rimarrà a gestione Asl, così come lo è adesso, ma verrà svolto in una struttura privata, grazie ad una apposita convenzione.

Interpellato il sindaco Volpi sembra avere le mani legate in merito all’argomento che definisce piuttosto “di competenza sanitaria”. Nello specifico: «Si senta la Usl Toscana nord ovest– dice Volpi-; se dovesse ritenere il progetto a tal punto interessante, da poterlo inserire nella sua pianificazione sanitaria, anche la parte urbanistica dovrebbe essere da noi rivista». All’imprenditore Umberto Nesi, invece, fu detto, durante l’incontro con la direttrice di area vasta Maria Teresa De Lauretis che la Usl aspettava “due righe” dal sindaco di Massa, per capire se l’opera interessava la città, oppure no.

Nesi aveva anche fornito alla De Lauretis una bozza di convenzione, presa da quella che già un altro imprenditore aveva sottoscritto con l’azienda sanitaria dell’Emilia Romagna, costruendo un mega poliambulatorio, dove “convivono” produttivamente pubblico e privato. Tra l’imprenditore, la Usl e l’amministrazione c’erano stati numerosi scambi di mail ed sms per organizzare incontri, anche con l’altro socio (non è un massese) interessato al progetto.

L’interesse per l’affare, quindi, sembrava condiviso: i tecnici del Regolamento Urbanistico non hanno però accolto l’osservazione di Nesi, che chiedeva il cambio di destinazione d’uso per i suoi terreni agricoli in viale Mattei; osservazione rigettata in quanto area Pie, cioè soggette a pericolo idraulico elevato, dove la nuova edificazione non è concessa.

La palla adesso passa alla commissione urbanistica e poi al consiglio comunale di Massa, che potrebbe decidere di rivedere il piano.

Manuela D’Angelo

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