Gioco
Le colonie marine non si toccano più
di Manuela D’Angelo
Respinte tutte le osservazioni dei privati al Regolamento Urbanistico per la riqualificazione delle strutture
3 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Nessuna delle osservazioni al Regolamento Urbanistico, mosse dai privati cittadini, con argomento le colonie del litorale massese, è stata accolta dagli uffici comunali. Si tratta di una decina di osservazioni mirate alla riqualificazione delle colonie marine, oggi abbandonate a loro stesse, come le colonie Ettore Motta e Ugo Pisa, che si presentano in stato di forte degrado, o come l’ospizio Quisisana ridotto ormai ad un rudere. Colonie non si toccano, se non stando alle regole dettate dal R.u, che pone paletti troppo restrittivi affinché i privati possano decidere di investire.
Le osservazioni presentate dai privati vanno tutte in un’unica direzione: cercare di alzare la percentuale di residenziale concessa a chi ristrutturerà le colonie per fini alberghieri e ricettivi, pensando ad un mix di destinazioni. Ad esempio c’è chi sogna la riqualificazione della ex Colonia Montedison-Ettore Motta, dove insistono immobili per una superficie utile lorda complessiva di 13.500 mq, ma dove gli interventi ammessi sono quelli volti al recupero del patrimonio edilizio esistente e non quelli di nuova edificazione. In merito alle destinazioni d'uso, si legge in una delle osservazioni, per rendere economicamente sostenibile l'intervento, “si chiede che le destinazioni siano così distinte: alberghiera 52%, civile abitazione 24%, case vacanza 12%, commerciale 12%”.
C’è chi vorrebbe e potrebbe investire, dunque, ma non alle condizioni del Comune, che nell’adottare il R.u scrisse nero su bianco che il residenziale non poteva superare il 15%.
Chi potrebbe e vorrebbe investire chiede, invece, “sia previsto un intervento di trasformazione con un mix di destinazioni d'uso” che porti il residenziale al 24%. Osservazione rigettata: “In merito alla percentuale delle destinazioni d'uso ammesse, si ribadisce che la scelta del R.u è volta a stimolare e consentire il recupero delle ex colonie marine in chiave di preminenti insediamenti turistici- scrivono gli uffici nella controdeduzione- con spazi e attrezzature di servizio di interesse pubblico, rispetto ai quali la quota di residenziale deve essere complementare e con funzione di volano per la fattibilità economica dell’intervento. Per tali finalità si è ritenuta adeguata e sostenibile la quota di funzione residenziale adottata, attestata al 20%, che si conferma”.
Gli uffici nella risposta parlano del 20% di residenziale, nonostante in adozione sia stato portato il 15%. Una difformità tra atti che potrebbe mettere nei guai gli uffici.
Tra le osservazioni sulle colonie emerge anche quella di un privato cittadino interessato alla ex colonia Olivetti: l’obiettivo è sempre lo stesso, rivalutare e valorizzare i volumi esistenti, per finalità culturali, didattiche, sanitarie, turistiche e ricettive, anche al fine di conseguire un prolungamento della stagione balneare. La riconversione in residenza, però, è imprescindibile: nell’osservazione il cittadino ricorda che nel Piano Strutturale la percentuale di superficie utile lorda da attribuire alla destinazione residenziale non poteva superare il 25%.
“Relativamente alle modalità di attuazione degli interventi edilizi-si legge nell’osservazione- l'area è inclusa in un territorio completamente urbanizzato dove gli standard, da Piano Strutturale, sono stati ampiamente soddisfatti e dove non sussistono di fatto tutti i presupposti perché gli interventi di trasformazione del patrimonio edilizio esistente siano subordinati alla previa approvazione del Piano Attuativo”. E ancora, in merito alle destinazioni d'uso, per rendere economicamente sostenibile l'intervento, il privato chiede la possibilità di alberghiero al 50%, civile abitazione al 24%, case vacanza 17%, commerciale 9%.
Si torna quindi al mix di destinazioni d’uso, con proporzioni che accolgono l’alberghiero al 50%, ma che portano il residenziale al 24%: percentuali su cui si sono basati tutti i privati che hanno osservato il R.u sulle colonie. La risposta però è stata sempre la stessa: “Non accoglibile” e con questi presupposti è difficile pensare che le colonie marine possano tornare a rivivere di un antico splendore. Gli investimenti sono troppo onerosi e senza garanzie di entrate, più o meno certe, nessun privato investirà mai in queste pericolose scatole vuote
Le osservazioni presentate dai privati vanno tutte in un’unica direzione: cercare di alzare la percentuale di residenziale concessa a chi ristrutturerà le colonie per fini alberghieri e ricettivi, pensando ad un mix di destinazioni. Ad esempio c’è chi sogna la riqualificazione della ex Colonia Montedison-Ettore Motta, dove insistono immobili per una superficie utile lorda complessiva di 13.500 mq, ma dove gli interventi ammessi sono quelli volti al recupero del patrimonio edilizio esistente e non quelli di nuova edificazione. In merito alle destinazioni d'uso, si legge in una delle osservazioni, per rendere economicamente sostenibile l'intervento, “si chiede che le destinazioni siano così distinte: alberghiera 52%, civile abitazione 24%, case vacanza 12%, commerciale 12%”.
C’è chi vorrebbe e potrebbe investire, dunque, ma non alle condizioni del Comune, che nell’adottare il R.u scrisse nero su bianco che il residenziale non poteva superare il 15%.
Chi potrebbe e vorrebbe investire chiede, invece, “sia previsto un intervento di trasformazione con un mix di destinazioni d'uso” che porti il residenziale al 24%. Osservazione rigettata: “In merito alla percentuale delle destinazioni d'uso ammesse, si ribadisce che la scelta del R.u è volta a stimolare e consentire il recupero delle ex colonie marine in chiave di preminenti insediamenti turistici- scrivono gli uffici nella controdeduzione- con spazi e attrezzature di servizio di interesse pubblico, rispetto ai quali la quota di residenziale deve essere complementare e con funzione di volano per la fattibilità economica dell’intervento. Per tali finalità si è ritenuta adeguata e sostenibile la quota di funzione residenziale adottata, attestata al 20%, che si conferma”.
Gli uffici nella risposta parlano del 20% di residenziale, nonostante in adozione sia stato portato il 15%. Una difformità tra atti che potrebbe mettere nei guai gli uffici.
Tra le osservazioni sulle colonie emerge anche quella di un privato cittadino interessato alla ex colonia Olivetti: l’obiettivo è sempre lo stesso, rivalutare e valorizzare i volumi esistenti, per finalità culturali, didattiche, sanitarie, turistiche e ricettive, anche al fine di conseguire un prolungamento della stagione balneare. La riconversione in residenza, però, è imprescindibile: nell’osservazione il cittadino ricorda che nel Piano Strutturale la percentuale di superficie utile lorda da attribuire alla destinazione residenziale non poteva superare il 25%.
“Relativamente alle modalità di attuazione degli interventi edilizi-si legge nell’osservazione- l'area è inclusa in un territorio completamente urbanizzato dove gli standard, da Piano Strutturale, sono stati ampiamente soddisfatti e dove non sussistono di fatto tutti i presupposti perché gli interventi di trasformazione del patrimonio edilizio esistente siano subordinati alla previa approvazione del Piano Attuativo”. E ancora, in merito alle destinazioni d'uso, per rendere economicamente sostenibile l'intervento, il privato chiede la possibilità di alberghiero al 50%, civile abitazione al 24%, case vacanza 17%, commerciale 9%.
Si torna quindi al mix di destinazioni d’uso, con proporzioni che accolgono l’alberghiero al 50%, ma che portano il residenziale al 24%: percentuali su cui si sono basati tutti i privati che hanno osservato il R.u sulle colonie. La risposta però è stata sempre la stessa: “Non accoglibile” e con questi presupposti è difficile pensare che le colonie marine possano tornare a rivivere di un antico splendore. Gli investimenti sono troppo onerosi e senza garanzie di entrate, più o meno certe, nessun privato investirà mai in queste pericolose scatole vuote
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
