Trasporti
Massa
Il Comune “blocca” il centro medico
di Manuela D’Angelo
Il progetto di Nesi, da 10 milioni di euro per la diagnostica, bocciato dal Regolamento Urbanistico
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MASSA. Un poliambulatorio per la diagnostica di medicina nucleare, un centro d’eccellenza, davanti al Noa di Massa, da 10 milioni di euro, con tecnologie, attrezzature specifiche e strumenti diagnostici innovativi e di ultima generazione per la refertazione medica e specialistica in oncologia, neurologia e cardiologia. Una struttura privata, insomma, di pubblica utilità.
A bloccare tutto, però, per il momento, è il Regolamento Urbanistico di Massa. Dietro il progetto c’è l’imprenditore massese Umberto Nesi, assieme ad una cordata di altri finanziatori: il terreno è suo, in viale Mattei, a 100 metri dal nuovo ospedale, vicino all’uscita del casello autostradale, perfetto quindi anche per l’utenza che arriva da fuori provincia. E sarebbe tanta.
L’idea piace anche alla Usl Toscana nord ovest, che riuscirebbe in questo modo, a costo e fatica zero, a trasferire l’attuale sede della medicina nucleare in uno spazio più consono, liberandosi dei problemi di logistica (e di parcheggio) che deve affrontare oggi nei locali sull’Aurelia, vicino all’obitorio.
Nesi aveva presentato la sua osservazione al Regolamento urbanistico nel 2015, per ottenere il cambio di destinazione d’uso del terreno agricolo finito, con le nuove carte del rischio, in zona Pie (pericolo idraulico elevato) e, benché gli uffici comunali abbiano cercato di secretare tutte le carte, con le controdeduzioni alle osservazioni di privati ed enti pubblici, le risposte oggi sono in mano di mezza di città e arrivano all’orecchio anche dell’imprenditore. Una copia della controdeduzione, con oggetto il poliambulatorio sanitario, arriva anche alla redazione del Tirreno: “L’area– si legge – è completamente interessata da pericolosità idraulica; la richiesta di nuova edificazione, secondo il parere dei progettisti, non è accoglibile”. Eppure, ad un passo da lì, è stato costruito il Noa, un ospedale per acuti su un terreno che presenta il medesimo rischio idraulico. Lo stesso Umberto Nesi rimane spiazzato dalla decisione presa dai tecnici del comune, lui che di questo progetto ne aveva a lungo parlato con il sindaco Alessandro Volpi, e poi con la direttrice di area vasta del’Asl Maria Teresa De Lauretis.
Il poliambulatorio dovrebbe essere accreditato e convenzionato con il servizio sanitario nazionale, come ne esistono già molti in Italia. Per saperne di più la De Lauretis si fece consegnare un prototipo di convenzione, stipulata con l’azienda sanitaria dell’Emila Romagna: il privato ci mette la struttura e i macchinari, sofisticati apparecchi da 2 milioni di euro anche per la diagnosi su persone sane; la Asl firma una convenzione per trasferire i suoi medici ed infermieri nel poliambulatorio, professionisti e specialisti che così potrebbero lavorare al massimo delle loro possibilità. Il resto del personale è a carico del privato. Sotto l’aspetto tecnologico Nesi ha già individuato, con i suoi soci, i principali produttori delle attrezzature che occorrerebbero al poliambulatorio, come General Electric Medical System. Un impianto da 10 milioni di euro, che Nesi potrebbe costruire in un anno. All’incontro con Maria Teresa De Lauretis avvenuto lo scorso 24 maggio, la Usl Toscana nord ovest, da quanto riferisce Nesi, era rimasta positivamente impressionata dal progetto, anche perché la vecchia opzione di trasferire la medicina nucleare a Carrara, come volevano i primi accordi post Noa, non è più fattibile, troppo costosa e non realizzabile. Nesi aveva prospettato anche la possibilità di costruire una struttura esternamente uguale al Noa, come se fosse una dependance dell’ospedale.
In attesa di nuovi incontri, però, è arrivato il niet dei progettisti del Regolamento. «Massa meriterebbe un polo specialistico diagnostico di questo livello– commenta Nesi– e mi meraviglio di come se lo stiano lasciando scappare. Le istituzioni dovrebbero utilizzare lo strumento di pianificazione territoriale per migliorare la qualità della vita delle generazioni presenti e future dell’intera nostra provincia, dove tra l’altro il numero dei malati di tumori è il tra i più alti della regione». Nesi chiede un incontro con la Commissione Urbanistica in funzione del parere “non accoglibile” dei progettisti del Regolamento e spera che il consiglio comunale possa occuparsi di un progetto «che non può essere liquidato così– conclude – da un unico parere di quattro progettisti».
A bloccare tutto, però, per il momento, è il Regolamento Urbanistico di Massa. Dietro il progetto c’è l’imprenditore massese Umberto Nesi, assieme ad una cordata di altri finanziatori: il terreno è suo, in viale Mattei, a 100 metri dal nuovo ospedale, vicino all’uscita del casello autostradale, perfetto quindi anche per l’utenza che arriva da fuori provincia. E sarebbe tanta.
L’idea piace anche alla Usl Toscana nord ovest, che riuscirebbe in questo modo, a costo e fatica zero, a trasferire l’attuale sede della medicina nucleare in uno spazio più consono, liberandosi dei problemi di logistica (e di parcheggio) che deve affrontare oggi nei locali sull’Aurelia, vicino all’obitorio.
Nesi aveva presentato la sua osservazione al Regolamento urbanistico nel 2015, per ottenere il cambio di destinazione d’uso del terreno agricolo finito, con le nuove carte del rischio, in zona Pie (pericolo idraulico elevato) e, benché gli uffici comunali abbiano cercato di secretare tutte le carte, con le controdeduzioni alle osservazioni di privati ed enti pubblici, le risposte oggi sono in mano di mezza di città e arrivano all’orecchio anche dell’imprenditore. Una copia della controdeduzione, con oggetto il poliambulatorio sanitario, arriva anche alla redazione del Tirreno: “L’area– si legge – è completamente interessata da pericolosità idraulica; la richiesta di nuova edificazione, secondo il parere dei progettisti, non è accoglibile”. Eppure, ad un passo da lì, è stato costruito il Noa, un ospedale per acuti su un terreno che presenta il medesimo rischio idraulico. Lo stesso Umberto Nesi rimane spiazzato dalla decisione presa dai tecnici del comune, lui che di questo progetto ne aveva a lungo parlato con il sindaco Alessandro Volpi, e poi con la direttrice di area vasta del’Asl Maria Teresa De Lauretis.
Il poliambulatorio dovrebbe essere accreditato e convenzionato con il servizio sanitario nazionale, come ne esistono già molti in Italia. Per saperne di più la De Lauretis si fece consegnare un prototipo di convenzione, stipulata con l’azienda sanitaria dell’Emila Romagna: il privato ci mette la struttura e i macchinari, sofisticati apparecchi da 2 milioni di euro anche per la diagnosi su persone sane; la Asl firma una convenzione per trasferire i suoi medici ed infermieri nel poliambulatorio, professionisti e specialisti che così potrebbero lavorare al massimo delle loro possibilità. Il resto del personale è a carico del privato. Sotto l’aspetto tecnologico Nesi ha già individuato, con i suoi soci, i principali produttori delle attrezzature che occorrerebbero al poliambulatorio, come General Electric Medical System. Un impianto da 10 milioni di euro, che Nesi potrebbe costruire in un anno. All’incontro con Maria Teresa De Lauretis avvenuto lo scorso 24 maggio, la Usl Toscana nord ovest, da quanto riferisce Nesi, era rimasta positivamente impressionata dal progetto, anche perché la vecchia opzione di trasferire la medicina nucleare a Carrara, come volevano i primi accordi post Noa, non è più fattibile, troppo costosa e non realizzabile. Nesi aveva prospettato anche la possibilità di costruire una struttura esternamente uguale al Noa, come se fosse una dependance dell’ospedale.
In attesa di nuovi incontri, però, è arrivato il niet dei progettisti del Regolamento. «Massa meriterebbe un polo specialistico diagnostico di questo livello– commenta Nesi– e mi meraviglio di come se lo stiano lasciando scappare. Le istituzioni dovrebbero utilizzare lo strumento di pianificazione territoriale per migliorare la qualità della vita delle generazioni presenti e future dell’intera nostra provincia, dove tra l’altro il numero dei malati di tumori è il tra i più alti della regione». Nesi chiede un incontro con la Commissione Urbanistica in funzione del parere “non accoglibile” dei progettisti del Regolamento e spera che il consiglio comunale possa occuparsi di un progetto «che non può essere liquidato così– conclude – da un unico parere di quattro progettisti».
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