Gioco
Commercialista contro il suo ordine: "Sulle aste difendo il tribunale"
di Libero Red Dolce
Pierlio Baratta, professionista carrarese, si schiera a favore di Maria Cristina Failla: «Il presidente dell’ordine non rappresenta l’opinione della circoscrizione locale»
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MASSA. Se il presidente dell’associazione dei commercialisti attacca la presidente del tribunale, c’è chi, nella stessa categoria, difende il tribunale, in una contrapposizione interna tra commercialisti. Non tutti nella categoria si ritengono «discriminati» dalla circolare del tribunale che escludere dagli incarichi di estimatori o curatori fallimentari i professionisti partecipano ad aste giudiziarie.
Così Pierlio Baratta, commercialista massese, critica la lettera che il presidente dell’Associazione italiana dottori commercialisti del presidente, Andrea Ferrari, ha inviato al ministro della giustizia Andrea Orlando, chiedendogli di intervenire sulla decisione del tribunale. Due gli argomenti di Baratta: Ferrari non può parlare per i commercialisti apuani senza che questi si siano espressi e, più decisivo, non c’è niente di criticabile nella decisione della presidente Maria Cristina Failla. E scrive a sua volta.
«In qualità di commercialista e iscritto al locale ordine dei dottori – esordisce nella sua risposta Baratta – chiedo chi sia e quale potere di rappresentanza abbia tale dottor Andrea Ferrari per quanto riguarda la circoscrizione locale, dotata di specifici organi .Oltre ad essere del tutto carente di potere rappresentativo, il dottor Ferrari esterna non so per quale logica un pensiero dal quale personalmente di dissocio». Presidente dell’ordine, chi era costui? Non ci sta Baratta a vedere del tutto ignorato il passaggio locale mentre l’ordine prende decisioni, pesanti peraltro, come quella di chiedere un intervento direttamente al ministro della giustizia.
Ma non basta. Perché Baratta con Failla è anche d’accordo. Chi non ha nulla da temere o nascondere non avrà problemi dalla circolare. «Condivido a pieno le motivazioni etiche sottese alla circolare diramata da due stimati magistrati ed avvallata dalla firma del Presidente del Tribunale – rincara Baratta – ed entrando nel merito delle disposizioni ritengo che tale circolare, riservando la libertà di scelta ai diretti interessati, li inviti al rispetto di regole di condotta che sotto il profilo etico morale accrescano e consolidino la reputazione dell’operato reciproco agli occhi di tutti i cittadini». Insomma una bocciatura completa delle parole del suo presidente. Di sicuro c’è questa disposizione sta facendo molto discutere negli ambienti giudiziari legati alle aste. Pare proprio che al tribunale abbiano visto lungo.
Così Pierlio Baratta, commercialista massese, critica la lettera che il presidente dell’Associazione italiana dottori commercialisti del presidente, Andrea Ferrari, ha inviato al ministro della giustizia Andrea Orlando, chiedendogli di intervenire sulla decisione del tribunale. Due gli argomenti di Baratta: Ferrari non può parlare per i commercialisti apuani senza che questi si siano espressi e, più decisivo, non c’è niente di criticabile nella decisione della presidente Maria Cristina Failla. E scrive a sua volta.
«In qualità di commercialista e iscritto al locale ordine dei dottori – esordisce nella sua risposta Baratta – chiedo chi sia e quale potere di rappresentanza abbia tale dottor Andrea Ferrari per quanto riguarda la circoscrizione locale, dotata di specifici organi .Oltre ad essere del tutto carente di potere rappresentativo, il dottor Ferrari esterna non so per quale logica un pensiero dal quale personalmente di dissocio». Presidente dell’ordine, chi era costui? Non ci sta Baratta a vedere del tutto ignorato il passaggio locale mentre l’ordine prende decisioni, pesanti peraltro, come quella di chiedere un intervento direttamente al ministro della giustizia.
Ma non basta. Perché Baratta con Failla è anche d’accordo. Chi non ha nulla da temere o nascondere non avrà problemi dalla circolare. «Condivido a pieno le motivazioni etiche sottese alla circolare diramata da due stimati magistrati ed avvallata dalla firma del Presidente del Tribunale – rincara Baratta – ed entrando nel merito delle disposizioni ritengo che tale circolare, riservando la libertà di scelta ai diretti interessati, li inviti al rispetto di regole di condotta che sotto il profilo etico morale accrescano e consolidino la reputazione dell’operato reciproco agli occhi di tutti i cittadini». Insomma una bocciatura completa delle parole del suo presidente. Di sicuro c’è questa disposizione sta facendo molto discutere negli ambienti giudiziari legati alle aste. Pare proprio che al tribunale abbiano visto lungo.
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