Il Tirreno

«Occasione storica, uniti per approvarlo»

«Occasione storica, uniti per approvarlo»

L’appello dell’amministrazione alle forze politiche: «Dopo luglio 2018 si dovrebbe ricomiciare da zero» 

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MASSA. Il regolamento urbanistico è stato consegnato alla Presidenza del Consiglio Comunale. Le controdeduzioni alle oltre 1600 osservazioni sono state trasmesse, dopo il passaggio in giunta, alla Presidenza del consiglio che le ha trasmesse a sua volta ai Consiglieri comunali. «Gli uffici hanno dunque terminato questa fase cruciale per il varo del principale strumento urbanistico di pianificazione e regolazione del territorio che manca a Massa da quasi quarant’anni; «si tratta dunque di un momento davvero fondamentale – scrivono dall’amministrazione, verrebbe da dire storico, per la nostra comunità. Un atto reso ancora più importante dal rischio di una vera e propria paralisi che si potrebbe generare se il Regolamento non venisse approvato entro il 24 luglio del 2018, data in cui scadranno tutte le norme di salvaguardia e bisognerebbe ricominciare da capo l’opera di programmazione urbanistica, facendo sfumare un lavoro decennale e obbligando la città ad aspettare almeno altri cinque-sette anni prima di avere un proprio strumento urbanistico». Si passa poi a ricapitolare il faticoso percorso finora seguito dal regolamento. «Nel giro di due anni dall’adozione dunque arriva in Consiglio il frutto di un grande e complesso lavoro che può rappresentare una svolta decisiva per tutto il territorio; un lavoro reso ancora più complesso dalle varie modifiche normative intervenute nel corso di questi ultimi anni e dei trasferimenti di competenze che hanno, di fatto, modificato in profondità il quadro di riferimento istituzionale sia in materia urbanistica sia in quella ambientale e paesaggistica. In due anni è giunto a compimento così un vero percorso ad ostacoli che ha consentito in parte di rafforzare e in parte di migliorare i caratteri del regolamento, insistendo ancora di più sul massimo recupero e sulla valorizzazione del patrimonio edilizio esistente, correggendo gli errori materiali, esplicitando meglio i contenuti delle norme e delle prescrizioni, cancellando gli ambiti in cui la maggioranza dei proprietari era contraria e insistendo sulla semplificazione e sulla maggiore efficacia delle misure relative ai vari settori economici: manifattura, terziario, agricoltura e turismo». Infine l’invito alle forze politiche: «Data la crucialità dello strumento e del momento sarebbe davvero auspicabile allora che si realizzasse una convergenza tra le forze politiche perché la città non perda un’occasione davvero irripetibile e commissione urbanistica e consiglio Comunale possono dare un contributo importante in tal senso».

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