Il Tirreno

Malato d’amianto, l’indennità non arriva

di Luca Barbieri
Malato d’amianto, l’indennità non arriva

Interrogazione della senatrice Paglini (M5s) per il caso di un ex lavoratore Sanac: dal governo vogliamo risposte

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CARRARA. «Ammalarsi gravemente nei luoghi di lavoro è una delle ingiustizie più inaccettabili. Vedersi riconosciuta una malattia professionale e non ricevere per tempo i propri diritti è atroce». Ha aperto con queste parole, rivolte alla vice-presidente del Senato Rosa Maria Di Giorgi, la senatrice carrarese Sara Paglini (capogruppo in Commissione lavoro del M5S e membro della Commissione d'inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali), il suo intervento nell'aula di Palazzo Madama. La senatrice carrarese pentastellata, infatti, ha presentato al ministro Poletti e al ministro Lorenzin un'interrogazione su un nuovo caso di malattia professionale legato alla inalazione di fibre d'amianto nella provincia apuana. «Oggi – le parole della senatrice Paglini – c'è un'altra beffa atroce, quella rivolta a Gianfranco Giannoni, lavoratore dello stabilimento Sanac SpA di Massa. Ho depositato un'interrogazione su questo caso, per la quale ritengo sia urgentissima e doverosa una risposta da parte del ministro del lavoro e del ministro della salute».

Giannoni, si legge nella nota della senatrice, è un «lavoratore che ha contratto una “malattia professionale respiratoria diagnosticata come pneumopatia asbestotica”, riconosciuta con sentenza del tribunale di Massa nel 2016». Un altro caso e quindi un'altra interrogazione che va ad aggiungersi a quella datata 17 gennaio 2016 che riguardava il caso di Mario Barbieri («operaio morto nel 2006 per asbestosi polmonare, dopo 20 anni di lavoro nei Nuovi Cantieri Apuania di Marina di Carrara»). «Tale interrogazione – prosegue dunque la nota – è stata presentata, perché nonostante il Tribunale di Massa abbia riconosciuto la malattia professionale e sebbene dunque il signor Giannoni abbia diritto ad ottenere l'immediato pensionamento, l'ente previdenziale continua a prendere tempo sostenendo di non poter soddisfare la legittima richiesta del lavoratore perché mancano ancora i decreti attuativi. L'Inail, non avendo riconosciuto subito l'invalidità, ha costretto il signor Giannoni ad una causa legale prolungatasi per cinque anni, durante i quali ha continuato a lavorare. Tale contenzioso si è concluso soltanto nel gennaio del 2016, quando il tribunale di Massa ha condannato l'Inail di Massa-Carrara. Secondo la sentenza, il lavoratore “è rimasto esposto al rischio di inalazione di fibre di amianto” per un periodo di “almeno dieci anni” e in quel periodo ha contratto la “malattia professionale respiratoria diagnosticata come pneumopatia asbestotica iniziale”, che gli determina il riconoscimento dell'invalidità». «È gravissimo – ha continuato quindi la senatrice Paglini nel suo intervento a Palazzo Madama – che un lavoratore che deve convivere con una malattia così invalidante sia anche costretto a sopportare un lungo iter processuale e, una volta ottenuta la sentenza favorevole, si veda nuovamente negato il proprio diritto, solo per intoppi burocratici. Tali casi dovrebbero indurre gli enti previdenziali coinvolti a rivedere la propria posizione e a migliorare le proprie prassi interne, evitando che questi lavoratori, oltre al gravissimo danno alla propria salute, si trovino anche a subire un lungo e doloroso calvario per ottenere giustizia». «Certo è che, se il Sig. Giannoni anziché l'operaio – ha concluso rivolgendosi alla Vice-Presidente del Senato – avesse fatto il politico, ora dormirebbe tra quattro guanciali. Forza Gianfranco, le siamo tutti vicin.! Ricordo a questa Assemblea e ai ministri Poletti e Lorenzin che chiediamo una risposta, che a questo punto è davvero urgentissima».

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