La manifestazione
Cocaina tra i binari: arrestato trentenne
L’uomo è considerato dagli inquirenti un narcotrafficante di spicco. Recuperati 300 grammi di droga. Indagata fidanzata
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MASSA. Arrestato un narcotrafficante nordafricano. La squadra mobile era sulle sue tracce da aprile, da quando gli agenti avevano capito che lo spaccio di droga nella riviera apuoversiliese passava da lui. Abderrahim Jarmouni, 30 anni, sapeva come muoversi: quasi nell’ombra, e cambiando spesso il nascondiglio dello stupefacente. Anche se il grosso della cocaina lo teneva sotto i binari della vecchia stazione di Montignoso. Un posto quasi irraggiungibile, perché protetto da una fitta boscaglia. Non poteva immaginare lo straniero però che gli inquirenti seguivano le sue mosse da lontano, grazie a un apparecchio a raggi infrarossi.
Il trentenne aveva dei precedenti ed era privo di permesso di soggiorno. Aveva trovato riparo nella casa della sua compagna, a Montignoso. La donna è finita nel registro degli indagati con l’accusa di favoreggiamento anche perché ha infranto la legge sull’immigrazione. Ma da quello che gli agenti hanno raccolto intercettando Jarmouni era succube dell’uomo, che nonostante fosse ospite si comportava come il vero padrone di casa. Nascondendo il denaro e gli attrezzi per il confezionamento delle dosi nell’immobile. Ma sarà l’indagine coordinata dal sostituto procuratore Alberto Dello Iacono a fare chiarezza sul reale coinvolgimento della giovane.
L'operazione, battezzata Neve d'estate, ha avuto il suo epilogo dopo pedinamenti durati mesi del trentenne: la polizia lo seguiva nel suo percorso casa e bottega, dall’appartamento della compagna a quel nascondiglio sotto i binari. Lui aveva preso ogni tipo di precauzione, infilandosi tra sterpaglie e rovi per far perdere le sue tracce. Più che delle forze dell’ordine probabilmente aveva paura che qualcuno potesse scoprire dove nascondeva lo stupefacente. Anche perché per smerciare al dettaglio si avvaleva di italiani che in cambio di qualche dose in regalo gli coprivano il territorio. Tanto che ormai il narcotrafficante aveva messo in piedi una rete molto efficiente. E i soldi arrivavano a palate, al punto che avevano cambiato il tenore di vita al nordafricano e alla sua compagna.
Il vantaggio di Abderrahim era quello di non essere tossicodipendente e quindi non aveva bisogno di sniffare come facevano quelli che erano sotto di lui. Questo gli consentiva di essere lucido in ogni decisione che prendeva e soprattutto lo metteva al riparo da colpi di testa. Era già sfuggito a dei controlli. Ed era pronto a rendersi uccel di bosco al più presto, perché aveva capito che ormai la terra sotto i suoi piedi cominciava a scottare. Ma ascoltando le intercettazioni telefoniche la squadra mobile ha deciso che era giunto il momento di intervenire. Hanno atteso che acquistasse un grosso quantitativo di cocaina e poi gli sono andati dietro con le volanti. Lo hanno bloccato all’uscita del casello autostradale di Massa. Hanno perquisito la vettura e hanno scovato un grosso quantitativo di denaro nascosto dentro la leva del cambio(circa quattromila euro). A quel punto hanno perquisito pure l’abitazione e all’interno di alcuni abiti hanno trovato altri soldi. E un paio di bilancini di precisione. Serviva la droga però, per stringere le manette ai suoi polsi; e questa l’hanno trovata sotto i binari della stazione, chiusa da tempo, di Montignoso. Gli uomini della squadra mobile hanno dovuto togliere le pietre della massicciata dove corre la strada ferrata e poi scavare a mani nude, come faceva il nordafricano quando doveva rifornire i suoi aiutanti. Adesso Abderrahim si trova nel carcere di Massa, mentre la compagna è indagata a piede libero. Il legale del narcotrafficante, l’avvocato Riccardo Balatri, ha già chiesto il riesame.(d.d.)
Il trentenne aveva dei precedenti ed era privo di permesso di soggiorno. Aveva trovato riparo nella casa della sua compagna, a Montignoso. La donna è finita nel registro degli indagati con l’accusa di favoreggiamento anche perché ha infranto la legge sull’immigrazione. Ma da quello che gli agenti hanno raccolto intercettando Jarmouni era succube dell’uomo, che nonostante fosse ospite si comportava come il vero padrone di casa. Nascondendo il denaro e gli attrezzi per il confezionamento delle dosi nell’immobile. Ma sarà l’indagine coordinata dal sostituto procuratore Alberto Dello Iacono a fare chiarezza sul reale coinvolgimento della giovane.
L'operazione, battezzata Neve d'estate, ha avuto il suo epilogo dopo pedinamenti durati mesi del trentenne: la polizia lo seguiva nel suo percorso casa e bottega, dall’appartamento della compagna a quel nascondiglio sotto i binari. Lui aveva preso ogni tipo di precauzione, infilandosi tra sterpaglie e rovi per far perdere le sue tracce. Più che delle forze dell’ordine probabilmente aveva paura che qualcuno potesse scoprire dove nascondeva lo stupefacente. Anche perché per smerciare al dettaglio si avvaleva di italiani che in cambio di qualche dose in regalo gli coprivano il territorio. Tanto che ormai il narcotrafficante aveva messo in piedi una rete molto efficiente. E i soldi arrivavano a palate, al punto che avevano cambiato il tenore di vita al nordafricano e alla sua compagna.
Il vantaggio di Abderrahim era quello di non essere tossicodipendente e quindi non aveva bisogno di sniffare come facevano quelli che erano sotto di lui. Questo gli consentiva di essere lucido in ogni decisione che prendeva e soprattutto lo metteva al riparo da colpi di testa. Era già sfuggito a dei controlli. Ed era pronto a rendersi uccel di bosco al più presto, perché aveva capito che ormai la terra sotto i suoi piedi cominciava a scottare. Ma ascoltando le intercettazioni telefoniche la squadra mobile ha deciso che era giunto il momento di intervenire. Hanno atteso che acquistasse un grosso quantitativo di cocaina e poi gli sono andati dietro con le volanti. Lo hanno bloccato all’uscita del casello autostradale di Massa. Hanno perquisito la vettura e hanno scovato un grosso quantitativo di denaro nascosto dentro la leva del cambio(circa quattromila euro). A quel punto hanno perquisito pure l’abitazione e all’interno di alcuni abiti hanno trovato altri soldi. E un paio di bilancini di precisione. Serviva la droga però, per stringere le manette ai suoi polsi; e questa l’hanno trovata sotto i binari della stazione, chiusa da tempo, di Montignoso. Gli uomini della squadra mobile hanno dovuto togliere le pietre della massicciata dove corre la strada ferrata e poi scavare a mani nude, come faceva il nordafricano quando doveva rifornire i suoi aiutanti. Adesso Abderrahim si trova nel carcere di Massa, mentre la compagna è indagata a piede libero. Il legale del narcotrafficante, l’avvocato Riccardo Balatri, ha già chiesto il riesame.(d.d.)
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