Il Tirreno

Arpat: «Inquinamento aria meno grave»

Arpat: «Inquinamento aria meno grave»

I dati sono stati pubblicati sull’annuario dei dati ambientali. Polveri sottili sotto controllo

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MASSA. Secondo l’annuario Arpat la situazione di inquinamento della provincia apuana risulterebbe meno grave per quel che riguarda la qualità dell’aria, il cui quadro conoscitivo si basa prioritariamente sulle misurazioni ottenute dalle stazioni della rete regionale di rilevamento gestista da Arpat, che, attiva da gennaio 2011, ha sostituito quelle provinciali. A Carrara il livello di polveri sottili pm 10 nell’aria, dopo un leggero innalzamento nel 2012-2013, pare tornato a livelli più bassi, fino alla media annuale di 21 microgrammi/m3 registrata nel 2016 e senza aver mai superato il limite di legge annuo (40 microgrammi/m3). Analoga la media annuale registrata a Massa (22 microgrammo/m3), dove però la stazione di rilevamento è stata attivata pienamente solo dal 2016. Occorre anche far notare che per il nostro territorio i controlli dell’Arpat si basano esclusivamente sui dati forniti da due sole centraline, quella collocata a Colombarotto, nel centro di Carrara e quella di Marina vecchia, a Massa, del tutto insufficienti a fornire un quadro completo sullo stato dell’aria che si respira nel resto di Massa-Carrara. Per quel che riguarda le polveri sottili, inoltre, va precisato che la stazione di Carrara è in grado di rilevare solo la concentrazione delle pm 10, ma non quella di particelle di dimensioni ad esse inferiori, come le pm 2, 5, polveri ultrasottili forse ancor più pericolose delle pm 10 per la nostra salute. L’unico dato disponibile sulla media annuale di pm 2, 5 nella provincia apuana è quello di Massa, relativo al 2016, che registra una situazione positiva. Quello delle polveri sottili è un fenomeno complesso, nel quale oltre al traffico, incide molto il riscaldamento domestico, con caldaie camini e stufe al pellet. Queste ultime, a lungo incentivate, sono finite ora nel mirino dei ricercatori, che tendono a scoraggiarne l’uso nei centri urbani.

Per quanto riguarda, infine, la media annuale del livello di biossido di azoto, derivante dai processi di combustione civili, industriali e dai trasporti, occorre notare che a Carrara esso, rispetto al 2015, sembra diminuito di 3 unità (18 microgrammi/m3). Per Massa, invece, è disponibile solo il dato dell’anno scorso, leggermente più alto

David Chiappuella

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