Massa
Notturni dei Vigili: «Abbiamo fatto ciò che chiedevano»
di Manuela D’Angelo
MASSA. Lo stato di agitazione dei vigili urbani di Massa preoccupa non poco l’amministrazione comunale
4 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Lo stato di agitazione dei vigili urbani di Massa preoccupa non poco l’amministrazione comunale, che però, dopo giornate di attacchi da parte del sindacato, decide di rispondere, ritenendo le posizioni prese “un po’ forzate”.
A parlare con i documenti alla mano è l’assessore al Personale Silvana Sdoga, accompagnata dal dirigete del settore Santo Tavella, che però è anche il comandante della polizia municipale di Massa.
«Il tasto più dolente e che mi ha più rattristata– dice la Sdoga– riguarda la mancata concertazione e l’accusa di non aver rispettato il contratto decentrato di lavoro».
L’assessore Sdoga ci mostra la lettera che i sindacati, con le Rsu, inviarono alla sua attenzione e a quella del sindaco, il 28 giugno, con la richiesta di abbassare le notti dei vigli, da 120 a 90: «E così ci siamo adoperati per fare– risponde la Sdoga– confezionando una delibera che altro non è che il mezzo con cui abbiamo permesso lo svolgimento del servizio. Un atto tecnico, diciamo così, con il quale abbiamo definito il budget utile alla copertura del servizio, così come ci era stato indicato dalle sigle sindacali. Nessun atto di forza, quindi, nessuna stortura, nessun desiderio di risparmio. Anche perché casomai il Comune sposta risorse su altri progetti, non risparmia soldi».
Un dettaglio importante: «Chiamai personalmente ad un tavolo di concertazione le sigle sindacali e le Rsu– rivela la Sdoga– invitandole il 3 luglio in Comune. Non si sono presentate e il 4 luglio hanno proclamato lo stato di agitazione, dopo la loro assemblea. Francamente non ho capito cosa sia accaduto».
Qualcosa, conferma davanti a noi la Sdoga, non ha funzionato, dunque, nelle comunicazioni tra sindacati e amministrazione e neanche dopo la firma della delibera, che abbassava i notturni, gli animi si sono placati. Anzi: le Rsu ci hanno messo il carico da undici, aprendo il vaso di Pandora con tutti i problemi della Polizia Municipale, che giustificherebbero lo stato di agitazione, dove i notturni non erano che la punta dell’iceberg.
L’assessore Sdoga risponde: «Non è un segreto per nessuno che il Comune di Massa sia sotto organico. Dovremmo essere 550, siamo 400. I vigili urbani subiscono le carenze di un piano assunzioni inesistente. Non si può, però, far riferimento sempre agli anni 90. I tempi sono cambiati, i turn over bloccati, le assunzioni pure. Noi abbiamo sempre seguito la normativa e forse riusciremo ad assumere 4 vigili, di cui un ufficiale, prima della fine del mandato. Non sembrano tanti, ma lo sono. Il bando di mobilità per l’ufficiale è pronto».
Il comandante Tavella, invece, non capisce bene il problema dei turni di notte e dell’aggravio di lavoro sulla pelle dei vigili, di cui ha parlato il delegato della Cisl Aldo Vignali: «I nostri vigili hanno firmato un contratto, in cui sono previste un massimo di 22 notti ad agente. Nessuna di più. Non è un terzo turno. È il turno previsto della giornata, solo che si svolge in orario notturno, fino alle due. È vero che i nostri agenti idonei sono pochi, soltanto una ventina, ma faranno pur sempre solo un massimo di 22 notti, rispettando il loro contratto. E così sarebbe stato anche se le notti previste fossero state 400».
La Sdoga conferma il pagamento a due anni, «ma lo ha stabilito la legge Brunetta, non il Comune di Massa» replica e l’assessore non ci sta neanche all’accusa della poca attenzione per il personale comunale: «È vero– dichiara– si sono fatte negli anni scelte politiche che non posso giudicare oggi; ma vorrei dire che il Comune di Massa, al contrario di altri, ha mantenuto pubblico il personale delle farmacie e quello delle educatrici degli asili nido, un valore di cui secondo me dovremmo tener conto».
Anche la sede, scelta negli anni passati alle Iare, alla Sdoga fu presentata come “migliore e più consona” rispetto a palazzo Bourdillon, «ma se non è così proveremo a cercare altrove, consci che non è facile spostare gli uffici comunali». La questione delle mancate divise agli stagionali, che secondo i sindacati si presentano al lavoro in ciabattine e vestiti corti, è infine un assist per il comandante Tavella: «Non li ho mai visti in queste condizioni per strada; ho appreso dalla stampa di questa problematica. Ci sono gli estremi per una nota di servizio»
A parlare con i documenti alla mano è l’assessore al Personale Silvana Sdoga, accompagnata dal dirigete del settore Santo Tavella, che però è anche il comandante della polizia municipale di Massa.
«Il tasto più dolente e che mi ha più rattristata– dice la Sdoga– riguarda la mancata concertazione e l’accusa di non aver rispettato il contratto decentrato di lavoro».
L’assessore Sdoga ci mostra la lettera che i sindacati, con le Rsu, inviarono alla sua attenzione e a quella del sindaco, il 28 giugno, con la richiesta di abbassare le notti dei vigli, da 120 a 90: «E così ci siamo adoperati per fare– risponde la Sdoga– confezionando una delibera che altro non è che il mezzo con cui abbiamo permesso lo svolgimento del servizio. Un atto tecnico, diciamo così, con il quale abbiamo definito il budget utile alla copertura del servizio, così come ci era stato indicato dalle sigle sindacali. Nessun atto di forza, quindi, nessuna stortura, nessun desiderio di risparmio. Anche perché casomai il Comune sposta risorse su altri progetti, non risparmia soldi».
Un dettaglio importante: «Chiamai personalmente ad un tavolo di concertazione le sigle sindacali e le Rsu– rivela la Sdoga– invitandole il 3 luglio in Comune. Non si sono presentate e il 4 luglio hanno proclamato lo stato di agitazione, dopo la loro assemblea. Francamente non ho capito cosa sia accaduto».
Qualcosa, conferma davanti a noi la Sdoga, non ha funzionato, dunque, nelle comunicazioni tra sindacati e amministrazione e neanche dopo la firma della delibera, che abbassava i notturni, gli animi si sono placati. Anzi: le Rsu ci hanno messo il carico da undici, aprendo il vaso di Pandora con tutti i problemi della Polizia Municipale, che giustificherebbero lo stato di agitazione, dove i notturni non erano che la punta dell’iceberg.
L’assessore Sdoga risponde: «Non è un segreto per nessuno che il Comune di Massa sia sotto organico. Dovremmo essere 550, siamo 400. I vigili urbani subiscono le carenze di un piano assunzioni inesistente. Non si può, però, far riferimento sempre agli anni 90. I tempi sono cambiati, i turn over bloccati, le assunzioni pure. Noi abbiamo sempre seguito la normativa e forse riusciremo ad assumere 4 vigili, di cui un ufficiale, prima della fine del mandato. Non sembrano tanti, ma lo sono. Il bando di mobilità per l’ufficiale è pronto».
Il comandante Tavella, invece, non capisce bene il problema dei turni di notte e dell’aggravio di lavoro sulla pelle dei vigili, di cui ha parlato il delegato della Cisl Aldo Vignali: «I nostri vigili hanno firmato un contratto, in cui sono previste un massimo di 22 notti ad agente. Nessuna di più. Non è un terzo turno. È il turno previsto della giornata, solo che si svolge in orario notturno, fino alle due. È vero che i nostri agenti idonei sono pochi, soltanto una ventina, ma faranno pur sempre solo un massimo di 22 notti, rispettando il loro contratto. E così sarebbe stato anche se le notti previste fossero state 400».
La Sdoga conferma il pagamento a due anni, «ma lo ha stabilito la legge Brunetta, non il Comune di Massa» replica e l’assessore non ci sta neanche all’accusa della poca attenzione per il personale comunale: «È vero– dichiara– si sono fatte negli anni scelte politiche che non posso giudicare oggi; ma vorrei dire che il Comune di Massa, al contrario di altri, ha mantenuto pubblico il personale delle farmacie e quello delle educatrici degli asili nido, un valore di cui secondo me dovremmo tener conto».
Anche la sede, scelta negli anni passati alle Iare, alla Sdoga fu presentata come “migliore e più consona” rispetto a palazzo Bourdillon, «ma se non è così proveremo a cercare altrove, consci che non è facile spostare gli uffici comunali». La questione delle mancate divise agli stagionali, che secondo i sindacati si presentano al lavoro in ciabattine e vestiti corti, è infine un assist per il comandante Tavella: «Non li ho mai visti in queste condizioni per strada; ho appreso dalla stampa di questa problematica. Ci sono gli estremi per una nota di servizio»
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
