Il Tirreno

Carrara

«La strada sul Sagro rispetta l’ambiente» 

«La strada sul Sagro rispetta l’ambiente» 

I due progettisti replicano al sindaco: pronti a un confronto senza pregiudizi «La nuova viabilità eliminerebbe il traffico pesante da Gragnana e Castelpoggio»

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CARRARA. Strada del Sagro: l’ingegner Giovanni Zammorri e l’agronomo Alberto Dazzi, professionisti incaricati di redigere il progetto e il relativo studio di incidenza della viabilità di collegamento tra la zona del Murlungo e il bacino industriale di Carrara, replicano al sindaco De Pasquale.

Il progetto. «Va premesso che il tracciato di collegamento esistente su cui il progetto intendeva intervenire, della via di lizza ha ben poco a che fare– scrivono Dazzi e Zammori – trattandosi nella realtà di un piano inclinato realizzato attraverso muri di contenimento a secco in precarie condizioni di conservazione e di stabilità. Inoltre il tracciato non è più un sentiero Cai già da alcuni anni, in quanto nella parte finale, nel Bacino industriale di Carrara, risulta del tutto impraticabile tanto che la sezione del Cai che lo gestisce non ne ritiene fattibile il suo recupero ai fini escursionistici. Tra qualche anno purtroppo, quella che chiamano “via di lizza” , se non saranno realizzate opere di consolidamento e recupero sarà destinata a franare e a scomparire come purtroppo rischia di succedere ad altre opere di archeologia industriale presenti nell’area apuana. Va inoltre premesso che la realizzazione di un collegamento diretto tra il Bacino del Monte Sagro-M. Borla e il Bacino industriale di Carrara risulta previsto dagli strumenti urbanistici del Piano per il Parco».

Le due versioni. «Entrando nel dettaglio del progetto stradale che risulta avere una lunghezza di soli 400 metri, va precisato che al Comune di Carrara sono state consegnate due versioni del progetto– continuano – Il primo progetto di viabilità prevedeva di utilizzare il tracciato esistente con lo scopo di limitare il più possibile gli impatti sull’assetto paesaggistico e naturalistico. Infatti, con minimi interventi di allargamento del tracciato esistente a monte e a valle e realizzando opere di consolidamento a valle si riusciva a realizzare il collegamento con il bacino marmifero di Carrara mantenendo la dove possibile i muretti a secco esistenti e riutilizzando il materiale recuperato per la realizzazione di rivestimenti in pietra delle opere realizzate».

«In seconda battuta– continua la nota – considerando che allo stato attuale il tracciato di collegamento esistente risulta un’invariante nel Piano urbanistico comunale, è stata redatta una variante al progetto che prevede di non intervenire sul tracciato esistente ma di realizzare il collegamento a fianco dello stesso, comportando anche interventi di recupero e consolidamento del tracciato esistente».

L’impatto ambientale. «La realizzazione dell’intervento in progetto consentirebbe di diminuire gli impatti a carico degli habitat e delle specie– scrivono Dazzi e Zammori – Infatti deviando il traffico verso il bacino industriale transitando per il bacino del Murlungo, il disturbo creato dal transito dei mezzi pesanti diminuirebbe per le aree del siti di interesse comunitario attraversate dalla strada comunale che scende da Campocecina. Si considera infatti che attualmente i mezzi pesanti attraversano due di questi siti, dalla confluenza con la strada in progetto, per una lunghezza di 5 km, mentre con il nuovo tracciato tale attraversamento diminuirebbe a soli 2 km di lunghezza. Considerando infine che procedendo lungo la viabilità di collegamento in progetto verso valle, ci si allontana anche più velocemente dal perimetro dei siti, anche l’impatto derivante dai trasporti in uscita dal bacino del Monte Sagro risulterà notevolmente diminuito rispetto all’attuale viabilità di collegamento».

«Considerando che la viabilità in progetto attraversa per lo più aree estrattive dismesse che già hanno risentito dell’influenza antropica, non si rileva alcuna perturbazione delle specie segnale per i due siti– continuano – inoltre la soluzione progettuale proposta sarà sicuramente migliorativa rispetto all’attuale situazione stradale, in quanto il traffico pesante diminuirebbe. E questi sono solo i benefici sui Siti di importanza comunitaria; considerando che a fronte di un intervento in progetto di soli 400 m di lunghezza, si toglierebbe in modo definitivo il traffico pesante dai paesi di Gragnana e Castelpoggio e che il traffico pesante non percorrerebbe più la strada che scende da Campocecina».

La replica a De Pasquale. «Ci sembra che quanto affermato dal sindaco non corrisponda proprio alla realtà dei fatti in quanto i professionisti coinvolti nella progettazione dell’intervento hanno valutato attentamente gli aspetti sia paesaggistici che naturalistici cercando di proporre delle scelte progettuali sostenibili che consentano di realizzare un intervento di collegamento tra i due bacini estrattivi e risolvendo alcuni problemi di carattere infrastrutturale ad oggi esistenti» continuano i due progettisti.

«In merito alle cave del Sagro – aggiunge Dazzi – penso che prima di proporre la chiusura dei siti estrattivi, si debbano valutare attentamente le prospettive future del giacimento proponendo scelte progettuali che diano continuità alle aziende e alle maestranze con la contemporanea attivazione di interventi di ripristino delle sedi estrattive dismesse con interventi di recupero ambientale realizzati dalle ditte stesse, approvati e condivisi dalle autorità competenti. Solo così si potrà sperare di recuperare delle aree estrattive attualmente degradate e di proporre soluzioni complementari legate alla fruizione turistica dei luoghi. In merito allo sviluppo di progetti legati alla fruizione turistica dei luoghi invito il sindaco De Pasquale a visionare alcuni dei miei progetti di valorizzazione dell’area di Campocecina e del Monte Borla come il “Percorso Botanico del Monte Borla “frutto della mia collaborazione con l’Università di Pisa già oggetto di una tesi di laurea e vincitore del Premio Tesi per Carrara indetto ogni anno da Legambiente».

«Restiamo – concludono i due professionisti – a disposizione per un confronto con il sindaco De Pasquale che non sia frutto di pregiudizi verso il mondo delle cave, ma che abbia una visione ampia e concreta, rispettosa del lavoro dell’uomo come anche degli aspetti ambientali e paesaggistici».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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