La manifestazione
Sagro: caso della delibera in extremis
A 4 giorni dal ballottaggio il via libera della giunta Zubbani; il neo sindaco De Pasquale corre ai ripari
Carrara. È un’eredità ingombrante, quella che l’amministrazione di Angelo Zubbani ha lasciato ai suoi successori per quanto riguarda la vicenda della Strada del Sagro. Il “lascito” consiste in un atto di indirizzo approvato dalla precedente giunta il 21 giugno scorso, a soli 4 giorni dal ballottaggio per le elezioni comunali, corredato da uno studio di incidenza e da una relazione tecnica, che esprimono pareri favorevoli alla realizzazione di un tracciato per collegare le cave del Murlungo al bacino di Torano e da lì alla Strada dei Marmi.
Si tratta della cosiddetta “strada del sagro, quella che permetterebbe alle attività estrattive della zona di conferire a valle gli scarti della lavorazione fermi, ormai da anni, al monte. L'indirizzo favorevole al progetto della giunta Zubbani rappresenta un impegno particolarmente “gravoso” per la nuova amministrazione targata Movimento 5 Stelle che si è sempre detta contraria alla strada. Anche per questo, interpellato sulla vicenda, il sindaco Francesco De Pasquale ha fatto sapere di aver già sollecitato i dirigenti dei settori competenti, ambiente e opere pubbliche, per mettere a punto un nuovo atto di indirizzo, per revocare quello del suo predecessore.
Il nuovo primo cittadino ha ribadito il suo “no” alla strada del Sagro per ragioni ambientali e storiche: De Pasquale ha ricordato che il tracciato attraverserebbe un’area naturalistica protetta, all’interno del Parco delle Apuane e si sovrapporrebbe a quello di un’antica via di lizza, di pregio archeologico. E questo, ha insistito il sindaco, nonostante le “tesi” contenute nello Studio di “Incidenza del progetto di recupero e adeguamento della viabilità di collegamento tra il bacino del Murlungo e il bacino industriale di carrara” redatto dal dottor Alberto Dazzi, agronomo carrarese e dalla Relazione Tecnica curata dallo studio Zammori di Aulla. «In questi documenti si vuol spacciare la costruzione della nuova strada come un’opera di recupero della viabilità esistente, quando in realtà si tratta di costruire un tracciato percorribile dai camion su quello di un vecchio sentiero del Cai e sul percorso di un’antica via di lizza» ha commentato De Pasquale. In effetti nella relazione dello Studio Zammori si legge: «La viabilità oggetto di recupero è attualmente abbandonata, era un itinerario escursionistico del Cai dismesso da tre anni. Nei primi decenni del secolo scorso essa ha costituito un tratto di collegamento con i bacini estrattivi del Murlungo.
Il recupero consente soprattutto di preservare e sottrarre al degrado fisico un manufatto la cui integrità testimonia il lavoro umano dei cavatori, fatto di quotidiana fatica umana e sapienza». Quello che per i tecnici è un intervento di recupero di una viabilità preesistente, per De Pasquale è un’opera dall’impatto ambientale non sostenibile e che distruggerebbe un'antica via di lizza di pregio storico. E questo non solo perché il tracciato porterebbe i camion ad attraversare un’area tutelata dal Parco delle Apuane, ma anche e soprattutto perché la strada servirebbe le cave ai piedi del Sagro, che i grillini vedono come fumo negli occhi: «Noi siamo contrari alle cave nel parco e dunque anche a quelle ai piedi del Sagro. Siamo per la loro chiusura. Sarà per il nome che porta, che deriva dal termine “sacro” ma per noi quel monte non si tocca» conferma il primo cittadino ribadendo che la sua amministrazione «non ha alcuna intenzione di autorizzare la realizzazione di una strada al servizio di quelle attività estrattive».
L’idea di De Pasquale, piuttosto, è quella di convertire le cave del Murlungo a fini turistici e culturali: «Penso alla Cava dei Poeti, a quella del Boscaccio e soprattutto a quelle ai piedi del Sagro: possono e devono essere destinate a ospitare spettacoli ed eventi, dotandole dei servizi del caso, a iniziare dai parcheggi e dai punti ristoro. Il Comune – ha anticipato il sindaco - assegnerebbe delle concessioni ad hoc per stimolare una nuova imprenditoria al monte, che non sia legata solo al consumo di una risorsa esauribile, come il marmo, ma che punti su turismo e cultura».
Il problema – per i grillini - è che la chiusura e l’eventuale destino delle cave ai piedi del Sagro non è nella disponibilità del comune di Carrara visto che esse sorgono nel territorio di Fivizzano: «Non abbiamo autorità in materia ma possiamo dire no alla strada, e lo diciamo» ha ribadito il primo cittadino, lasciando aperto però un canale di dialogo con chi quei siti li lavora. Sì perché se sulla realizzazione della strada il no di De Pasquale è inappellabile, il primo cittadino lascia intendere di non poter essere altrettanto perentorio su altre opzioni, come quella della teleferica: «Noi abbiamo un progetto di questo tipo a fini turistici per portare i visitatori dal piano a Campocecina e viceversa. Se però gli operatori di quei siti ne realizzassero una a loro spese, non opporremmo un “no” secco ma saremmo disposti a sottoporre l’idea ai cittadini» ha concluso De Pasquale, ventilando l’ipotesi di un referendum in grado, con il sì dei carraresi alla teleferica, di salvare le cave del Sagro
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