Il Tirreno

arte a palazzo cucchiari

Carrara, con “Dopo Canova” torna l’emozione della grande scultura

di Luca Barbieri
Carrara, con “Dopo Canova” torna l’emozione della grande scultura

Un percorso artistico suggestivo che incanta il pubblico. Dai musei e dalle collezioni un allestimento prestigioso

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CARRARA. I grandi personaggi, si sa, segnano sempre un'epoca lasciando un'eredità importante. Uno di questi, per il mondo dell'arte e della cultura, è senz'altro lo scultore neoclassicista Antonio Canova. E allora per conoscere, approfondire e capire il lascito artistico di questo grande artista ecco “Dopo Canova. Percorsi della scultura a Firenze e a Roma”, la mostra che apre al pubblico oggi (sabato 8) a Palazzo Cucchiari a Carrara. Curata da Sergej Androsov, Massimo Bertozzi ed Ettore Spalletti, la mostra sarà visitabile fino al 22 ottobre e rispetterà i seguenti orari: dal martedì alla domenica dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 22; fino alle 23,30 il venerdì e il sabato (prezzo intero euro 10, ridotto euro 8; altre informazioni a riguardo sul sito www.canovacarrara.it). Circa trenta le sculture arrivate nella sale di Palazzo Cucchiari (sede della Fondazione Giorgio Conti) dal Museo Ermitage di San Pietroburgo e da collezioni pubbliche e private italiane. Una trentina di sculture che prenderanno il posto delle opere di Luca Pignatelli. Un “dopo”, quindi, che sarà raccontato cominciando proprio da tre opere di Antonio Canova, ovvero: “Ritratto di Napoleone” e “Amore alato”, arrivate dall’Ermitage, e il modello del Monumento funebre a Vittorio Alfieri dall'Accademia di Belle Arti di Carrara. C'è Canova, quindi, ma anche le sculture di artisti della prima metà dell'Ottocento a testimoniare un contesto che sta pian piano mutando dal punto di vista artistico e culturale.

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Tra questi scultori in mostra troviamo Lorenzo Bartolini con “Giovane Bacco” (l’Ammostatore) dall’Ermitage (prima versione del 1820 circa). Bartolini, quindi Firenze, ma anche artisti a lui vicini: Luigi Pampaloni, Aristodemo Costoli, Pio Fedi e Pasquale Romanelli. E così ecco dall'Ermitage “Raffaello e la Fornarina” (Romanelli) e “Nello con la Pia” (Fedi) dalla Galleria d'Arte moderna di Firenze. Dalla vicina Siena, invece, arriva lo scultore Giovanni Duprè, con cinque opere esposte tra cui “Saffo abbandonata” dalla Gnam di Roma, e il suo allievo Tito Sarrocchi.

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Questo il “percorso” del “dopo” Canova nell'area di Firenze. A Roma invece protagonisti, tra gli altri, saranno due scultori carraresi: Pietro Tenerani e Carlo Finelli. E per la prima volta a Carrara, proprio di Finelli, si potrà visitare nelle sale del Palazzo un'opera realizzata senza modello, direttamente scolpita sul blocco di marmo: “Le tre grazie”, proveniente dalla “Galleria Francesca Antonacci”. Un'opera, quest'ultima, dal tema Neoclassico, ma con prodromi romantici.
 

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