La manifestazione
Tutti contro Davini, l’appello a Rossi
Ambientalisti e big del mondo della cultura dicono no alla nomina dell’ex sindaco a presidente del parco Apuane
2 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. Ambientalisti e non solo contro la nomina di Domenico Davini alla guida del Parco regionale della Alpi Apuane. E per dissuadere il presidente Enrico Rossi da questa nomina gli inviano un documento firmato in cui chiedono di fermarsi e scegliere un altro nome.
«Apprendiamo – scrivono al presidente –che è sua intenzione procedere alla nomina del signor Davini a presidente del Parco Regionale delle Alpi Apuane. L'unica parola che ci viene in mente è sconcerto. Riassumiamo in nove lettere il nostro stato d'animo e la nostra profonda delusione per la scelta del Presidente del Parco delle Alpi Apuane. Viene premiata, in modo paradossale, la linea di chi ha criticato duramente il Pit, quel piano che lei stesso ha fortemente voluto e che alcune lobby vicine alla maggioranza hanno stravolto rispetto alla versione originale, costringendo Anna Marson a dichiarazioni che lasciano poco spazio alla fantasia. Secondo il signor Davini pare che gli ambientalisti siano colpevoli di voler dare un taglio ambientale al Parco delle Alpi Apuane. E quale taglio si vuole dare ad un'area protetta? E poi, che punto di equilibrio si vuole cercare affermando che le attività di cava non sono compatibili con le "politiche ambientali più strette"?».
L’appello è redatto dalle associazioni Aeliante, Cai Toscana, Cai sezione di Massa, La Pietra Vivente, Amici della Terra Versilia, Grig onlus presidio Apuane, Società degli Amici di Ronchi e Poveromo, Italia Nostra sezione di Firenze , Gruppo Fai Massa. Ma a titolo personale compaiono le firme degli storici dell’arte Salvatore Settis e Tommaso Montanari, del chimico Giorgio Nebbia, dello storico Adriano Prosperi come di molti esponenti del mondo ecologista apuano.
E annunciano un’opposizione dura nei confronti sia del presidente sia di Rossi che ne ha deciso la nomina. «L'ambiente o si protegge o non si protegge – scrivono nel documento – e le vie di equilibrio sono poi quelle che aprono la strada alla distruzione incontrollata. Non possiamo accettare questa decisione. Non siamo assolutamente disponibili a trovare alcun compromesso perché siamo certi che porre le questioni ambientali sui piatti delle trattative politiche sia una delle più fallimentari azioni. Non si meravigli, pertanto, se da domani continuerà la nostra opposizione ancora più ferma e dura nei confronti delle scelte sue e del nuovo presidente».
«Apprendiamo – scrivono al presidente –che è sua intenzione procedere alla nomina del signor Davini a presidente del Parco Regionale delle Alpi Apuane. L'unica parola che ci viene in mente è sconcerto. Riassumiamo in nove lettere il nostro stato d'animo e la nostra profonda delusione per la scelta del Presidente del Parco delle Alpi Apuane. Viene premiata, in modo paradossale, la linea di chi ha criticato duramente il Pit, quel piano che lei stesso ha fortemente voluto e che alcune lobby vicine alla maggioranza hanno stravolto rispetto alla versione originale, costringendo Anna Marson a dichiarazioni che lasciano poco spazio alla fantasia. Secondo il signor Davini pare che gli ambientalisti siano colpevoli di voler dare un taglio ambientale al Parco delle Alpi Apuane. E quale taglio si vuole dare ad un'area protetta? E poi, che punto di equilibrio si vuole cercare affermando che le attività di cava non sono compatibili con le "politiche ambientali più strette"?».
L’appello è redatto dalle associazioni Aeliante, Cai Toscana, Cai sezione di Massa, La Pietra Vivente, Amici della Terra Versilia, Grig onlus presidio Apuane, Società degli Amici di Ronchi e Poveromo, Italia Nostra sezione di Firenze , Gruppo Fai Massa. Ma a titolo personale compaiono le firme degli storici dell’arte Salvatore Settis e Tommaso Montanari, del chimico Giorgio Nebbia, dello storico Adriano Prosperi come di molti esponenti del mondo ecologista apuano.
E annunciano un’opposizione dura nei confronti sia del presidente sia di Rossi che ne ha deciso la nomina. «L'ambiente o si protegge o non si protegge – scrivono nel documento – e le vie di equilibrio sono poi quelle che aprono la strada alla distruzione incontrollata. Non possiamo accettare questa decisione. Non siamo assolutamente disponibili a trovare alcun compromesso perché siamo certi che porre le questioni ambientali sui piatti delle trattative politiche sia una delle più fallimentari azioni. Non si meravigli, pertanto, se da domani continuerà la nostra opposizione ancora più ferma e dura nei confronti delle scelte sue e del nuovo presidente».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
