Il Tirreno

Primo viaggio in mare della Harmony Maiora 

di Francesca Vatteroni
Primo viaggio in mare della Harmony Maiora 

Varato lo yacht da 37 metri extra lusso, con terrazza, idromassaggio bagni in marmo e vetrate. Costruito dalla Fipa Group, vale 15 milioni di euro

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CARRARA. Ci sono voluti ben quattro tentativi, ma alla fine la bottiglia di champagne si è rotta, come vuole del resto ogni rituale di varo che si rispetti, sbattendo contro lo scafo della nave per mano dei neo proprietari, due coniugi olandesi che hanno voluto mantenere la discrezione sul proprio nome.

«It’s beautiful. I am happy», ha detto la signora abbracciata al marito, davanti a Francesco Guidetti, fondatore e titolare di Fipa Group, la società viareggina costruttrice dello yacht e davanti allo staff direttivo della società, prima di lasciare andare il nastro e la bottiglia che c’era legata, per il battesimo portafortuna.

Sono stranieri dunque i fortunati proprietari di Harmony, un 37 metri di tecnologia e comfort extra lusso, costruiti al cantiere di Massa della società viareggina e varati al porto di Marina di Carrara. Prezzo di listino: circa 15milioni di euro. «Si tratta del primo modello di una nuova serie, Maiora 36, che si affianca al modello tradizionale e che vanta due grandi caratteristiche: i grossi volumi interni e le grandi vetrate», spiega Giacomo Benelli, responsabile del commerciale.

Ed effettivamente, salendo sull’imbarcazione, la prima cosa che si nota, sono proprio le vetrate che percorrono tutto il salone da pranzo, a filo con le pareti esterne della barca, che regalano la sensazione di essere completamente circondati dall’acqua, anche grazie ai corridoi esterni dello yacht, protetti da parapetti in vetro.

Ma oltre le vetrate, non possono non catturare l’attenzione le rifiniture di pregio: lampadari di cristallo, mosaici di vetro policromato, bagni in marmo, vetri di Murano, vasca idromassaggio sul flybridge, cioè il ponte sul tetto dell’imbarcazione.

Nella cabina principale dello yacht, addirittura, una parte di parete si abbassa per diventa una vera e propria terrazza sul mare, di 2, 50 metri per 2, 50 metri. Grandissimi spazi dunque ricavati grazie alla realizzazione della timoneria rialzata, con cinque cabine in tutto, ciascuna con proprio bagno, oltre alla cabina del comandante e alle altre due cabine per l’equipaggio.

Della spaziosità ce ne parla anche Riccardo Paoli, il designer: «Noi costruiamo imbarcazioni altamente personalizzate-racconta– nessun nostro yacht è uguale all’altro. E ogni singola parte delle imbarcazioni viene realizzato da noi». La società Fipa Group può ben dirsi dunque orgogliosa di questo nuovo modello con cui investe e sperimenta nuove idee, intravvedendo un po’di ripresa dopo la crisi della nautica degli anni recenti: «Ma cerchiamo di restare scaramantici e di non dirlo ad alta voce», mette le mani avanti.

Fipa Group possiede oggi due sedi operative: una a Viareggio dove si costruiscono imbarcazioni fino a 30 metri e una a Massa dove si costruiscono imbarcazioni oltre i 30 e dove si costruiscono imbarcazioni con il brand Maiora, Ab Yachts e Cbi Navi.

Una politica e una filosofia, quelle della società viareggina, che dà vita a un settore di nicchia all’interno del mercato di lusso, da cui restano attratti prevalentemente clienti europei, anche se non mancano americani e cinesi: «Noi non lavoriamo sui grossi numeri, abbiamo poche unità veramente curate» continua a spiegare Paoli.

Infatti per l’allestimento della Harmony, la società ha impiegato ben 10 mesi, durante i quali ci hanno lavorato tutti e 50 i suoi dipendenti.

E adesso quindi, varato lo yacht, la prossima destinazione sarà il Mediterraneo e il Mar Adriatico per Harmony, fuori dalla crisi, ci auguriamo, per la nautica apuana.

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