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Pena minima non è congrua, Frediani va in Cassazione

Pena minima non è congrua, Frediani va in Cassazione

MASSA CARRARA. Lo hanno trovato con 120 grammi di cocaina e quasi un chilogrammo di hashish, droga che aveva nascosto in casa. Era stato arrestato il trentenne residente a Castelnuovo Magra e dopo...

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MASSA CARRARA. Lo hanno trovato con 120 grammi di cocaina e quasi un chilogrammo di hashish, droga che aveva nascosto in casa. Era stato arrestato il trentenne residente a Castelnuovo Magra e dopo una un’indagine della procura di La Spezia è stato rinviato a giudizio. Il suoi legali - gli avvocati Enzo Frediani (in foto) e Riccardo Balatri - hanno chiesto il rito abbreviato. E ieri si sono trovati davanti al gip Mara Perazzo. Sia la difesa sia l’accusa, il sostituto procuratore Rossella Soffio hanno optato per il minimo della pena. E qui è sorto un caso che potrebbe fare giurisprudenza, a seconda di quello che dirà la cassazione, a cui sono stati inviati gli atti. A sollevare la questione è stato Frediani indispettito da una mancanza di legge che danneggia il suo cliente.

In pratica l’avvocato apuano ha tirato fuori una decisione della Cassazione che va contro un vizio di forma che ha cancellato quella che era una volontà del Parlamento, che nel 2006 aveva abbassato da otto (come prevede una legge del 1990) a sei anni il minimo della pena nei casi di spaccio. Frediani durante la sua arringa ha sottolineato questa incongruenza che costerebbe al suo assistito ventiquattro mesi più di quelli che secondo il Parlamento sono la pena congrua per un reato come quello che ha commesso. E la cassazione ha già ribadito che in effetti c’è qualcosa che non va. Adesso saranno i supremi giudici a dire una parola definitiva. Per questo il processo è stato rinviato.

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