Il dolore
il ricatto
Il finto operaio rischia di finire a processo
MASSA . Ha chiesto uno stipendio raddoppiato per quasi un anno, anche se poi in cantiere non faceva nulla. Il datore di lavoro, temendo per la sua incolumità, gli ha versato la somma per evitare guai....
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MASSA . Ha chiesto uno stipendio raddoppiato per quasi un anno, anche se poi in cantiere non faceva nulla. Il datore di lavoro, temendo per la sua incolumità, gli ha versato la somma per evitare guai. Quei soldi servivano per sostenere le spese dei componenti della Stidda nissena. Mafia. Un’estorsione che si è consumata per undici mesi ai piedi delle Apuane. E che è venuta allo scoperto grazie al coraggio dell’imprenditore che sentendosi perduto ha deciso di rivolgersi alle forze dell’ordine. E del caso è stata investita la Direzione distrettuale antimafia. Indagini condotte dal sostituto procuratore Federico Manotti, che nella nostra città ha lavorato per parecchi anni. Il magistrato ha chiuso l’indagine e ha chiesto il rinvio a giudizio per Bartolomeo Monachella, 42 anni. L’uomo aveva detto al suo datore di lavoro di appartenere al mandamento di Gela e di non essere disposto a fare sconti perché doveva rispondere di quelle somme personalmente davanti ai boss. Uno di questi era il fratello Gaetano, personaggio conosciuto dall’antimafia di Caltanissetta.
La trattativa che ha portato all’estorsione, alle minacce e agli attentati veri e propri, si è consumata ai piedi delle Apuane. Perché la Soces, sede legale a Gela, aveva in subappalto un lavoro al Nuovo Pignone. E Monachella era a libro paga della ditta nissena. Solo a libro paga, visto che non faceva nulla. Anzi se i superiori, o il titolare stesso, gli affidavano una mansione dopo poco scattava la sua ritorsione. Il cantiere ha subito diversi danneggiamenti rimasti senza colpevole. E che sono stati oggetto d’indagine.
La trattativa che ha portato all’estorsione, alle minacce e agli attentati veri e propri, si è consumata ai piedi delle Apuane. Perché la Soces, sede legale a Gela, aveva in subappalto un lavoro al Nuovo Pignone. E Monachella era a libro paga della ditta nissena. Solo a libro paga, visto che non faceva nulla. Anzi se i superiori, o il titolare stesso, gli affidavano una mansione dopo poco scattava la sua ritorsione. Il cantiere ha subito diversi danneggiamenti rimasti senza colpevole. E che sono stati oggetto d’indagine.
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