Il Tirreno

le foto in mostra a palazzo ducale 

Il disagio si fa paesaggio con Piovaccari

di Benedetta Bianchi
Il disagio si fa paesaggio con Piovaccari

MASSA. Sono foto denuncia di un paesaggio nebbioso, disagiato e post-industriale, ma allo stesso tempo concettuali, ammiccanti, poetiche le opere di Luca Piovaccari, artista nato e cresciuto a Cesena,...

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MASSA. Sono foto denuncia di un paesaggio nebbioso, disagiato e post-industriale, ma allo stesso tempo concettuali, ammiccanti, poetiche le opere di Luca Piovaccari, artista nato e cresciuto a Cesena, che questa sera alle 21.00 inaugura le sue «Rivoluzioni» a Palazzo Ducale.

L’ennesima mostra di arte contemporanea, aperta fino al 6 agosto, su cui continua a puntare il comune di Massa grazie alla direzione artistica di Mauro Daniele Lucchesi dell’Associazione Quattro Coronati.

Il sindaco Alessandro Volpi ribadisce come «l’esposizione si inserisca perfettamente nel lavoro che l’amministrazione sta portando avanti da tempo per dare alla città di Massa una sua identificazione; quella di Piovaccari è una mostra convincente, organica e tratta, come le precedenti, le tematiche della natura, del paesaggio e della conflittualità con l’uomo immersa perfettamente nello stile di Palazzo Ducale». «Rivoluzioni» sono le emozioni che girovagano per l’anima e ascoltate in silenzio.

L’artista romagnolo si identifica principalmente per le fotografie, grandi 160 centimetri per 170, stampate con un particolare e unico procedimento su fogli di acetato trasparenti e con toni monocromi «creando uno sdoppiamento e dando l’effetto di entrare nell’immagine che cambia in base alla luce e all’inquadratura», dice Lucchesi.

Una tecnica affinata col tempo come spiega l’artista: «il materiale inizialmente lo utilizzavo sul retro delle foto per illuminare le immagini, poi ho iniziato ad usarlo su parete perché dentro al lavoro deve entrare il mondo che è fuori», dice l’artista.

Ed è quello che fa anche con le installazioni minimaliste in cui si integrano gli eventi della natura e le azioni dell’uomo, le strutture ambientali e le loro trasformazioni: con fili di cotone e chiodi crea una sorta di paesaggio virtuale in cui adagia veri arbusti estirpati dal cemento a cui dà nuova vita. L’assessore alla cultura Mauro Fiori sottolinea, infine il cambia di orario «sperando di dare un incentivo maggiore alla partecipazione di tutti»; la mostra sarà aperta ad ingresso libero da giovedì a domenica dalle ore 21 alle 24.

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