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Spiaggia libera, puliscono i surfisti 

Spiaggia libera, puliscono i surfisti 

Il Comune chiede di sgomberare. Massa Surfing: «Noi mandati via a settembre»

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MASSA. Alla fine è toccato ai surfisti portare via gli oggetti per montare le strutture rimasti alla spiaggia libera di Poveromo. Il Comune li ha invitati a farlo e loro ieri, immediatamente, le hanno tolte. Rimangono però le criticità di quello che considerano un trattamento ingiusto. Cambio gestione e Massa Surfing, che ha gestito la spiaggia finora ora si sono momentaneamente trasferiti al Trabucco. E oggi avranno un’iniziativa con i ragazzini.

Per adesso però si difendono dalle accuse arrivate da Stefano Gazzoli, presidente della Federazione balneari. «Partiamo dal fatto Gazzoli dice che non siamo stati collaborativi. Non è vero e lui lo sa. Noi l’anno scorso con il Consorzio riviera apuana abbiamo fatto un’iniziativa con quelli di Adrenaline, una giornata organizzata da loro sulla nostra spiaggia. Si dice che i balneari sono contro di noi. Altra falsità: c’è un solo bagno, il Tornado 7, che ce li mette tutti contro», risponde Filippo Guerra, presidente di Massa Surfing.

«Sul problema dell’abbandono della spiaggia libera poi la menzogna è palese. La spiaggia libera non è stata abbandonata da noi. Il Comune ci ha fatto finire lo scorso bando il 30 di settembre e abbiamo dovuto lasciare la spiaggia. Non dunque all’aprile del 2017, ma dal settembre del 2016». Per questa ragione dunque la pulizia non toccava a loro, ma ai due bagni adiacenti come da accordi tra questi ultimi e il Comune. Sette mesi di vuoto durante i quali nessuno si è preso la briga di intervenire in quel lembo di costa. «E in realtà fino a ieri è stato così, non solo ad aprile – precisa Guerra – cioè fino al subentro della nuova gestione».

E da ultimo Guerra risponde all’accusa di aver abbandonato le strutture sulla spiaggia invece di rimuoverle. «Non sono affatto abbandonate, ma sono messe lì, sistemate, per non dare noia, nella parte alta della spiaggia. Il gestore che è subentrato ora ci ha chiesto esplicitamente se poteva rimontare le nostre strutture. Quindi noi, finché il Comune non ha chiarito questa situazione, le abbiamo lasciate lì. E ci tengo a ribadirlo: in accordo con lui». Anche sui tempi c’è poi da ridire. Da settembre a giugno inoltrato il bando è rimasto fermo, tranne essere poi ritirato fuori da poche settimane. «Non ci sembra che vadano fatte così le cose, a stagione già cominciata», conclude Guerra.

Libero Red Dolce

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