Sicurezza
Soldi falsi per pagare: due arrestati
La coppia è stata incastrata da un cameriere che si è accorto che aveva incassato una banconota taroccata
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MASSA. Banconote da venti e da cinquanta euro. False. Venivano usate per pagare consumazioni al bar, oppure per acquistare vestiti. A Marina e in centro. Le forze dell’ordine hanno arrestato due persone, italiane, entrambe cinquantenni. Arrivate apposta nella provincia apuana dal nord Italia. Ma non è stato semplice arrivare a loro perché prima della scorsa settimana i malviventi erano stati attenti a non fare passi falsi, riuscendo a non attirare l’attenzione. L’unico errore, commesso in una gioielleria, ha messo sulle loro tracce gli inquirenti. Che hanno atteso si rifacessero vivi e gli hanno stretto le manette ai polsi. Recuperando quasi duemila euro di banconote farlocche.
Non è detto che la banda dei falsari sia composta soltanto dai due arrestati. Anzi le forze dell’ordine sono convinte che si tratti di più persone. Probabilmente collegate anche all’operazione di qualche giorno fa che ha portato al fermo di tre soggetti in Versilia. Sono stati i negozianti a lanciare l’allarme quando le banconote false hanno cominciato a circolare con sempre più insistenza. Ed è stato il cameriere di un bar ad avvisare la guardia di finanza che due persone gli avevano pagato la consumazione con una banconota da cinquanta euro che era risultata taroccata. Da lì è partita la caccia a due uomini. E siccome la descrizione era piuttosto precisa le pattuglie sono riuscite a individuare i presunti responsabili. È bastato chiedere i documenti, scoprire attraverso le banche dati che uno dei due aveva precedenti specifici e sono scattate le manette. E rovistando nella macchina è saltato fuori anche il bottino che avevano stampato con le loro mani. In tasca invece avevano i resti che raccoglievano nei vari esercizi. Soldi veri, insomma. E con quelli hanno tentato di dimostrare di essere in buona fede. Ma non è servito.
Le indagini non si fermano qui, però. L’impressione degli inquirenti è che la coppia finita in cella sia già venuta altre volte nella provincia apuana. E che comunque sia collegata in qualche modo con altri episodi simili avvenuti a Marina nei mesi scorsi. Il giro di banconote false dura da un bel po’ di tempo e la guardia di finanza è riuscita a mettere a segno un colpo importante.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non è detto che la banda dei falsari sia composta soltanto dai due arrestati. Anzi le forze dell’ordine sono convinte che si tratti di più persone. Probabilmente collegate anche all’operazione di qualche giorno fa che ha portato al fermo di tre soggetti in Versilia. Sono stati i negozianti a lanciare l’allarme quando le banconote false hanno cominciato a circolare con sempre più insistenza. Ed è stato il cameriere di un bar ad avvisare la guardia di finanza che due persone gli avevano pagato la consumazione con una banconota da cinquanta euro che era risultata taroccata. Da lì è partita la caccia a due uomini. E siccome la descrizione era piuttosto precisa le pattuglie sono riuscite a individuare i presunti responsabili. È bastato chiedere i documenti, scoprire attraverso le banche dati che uno dei due aveva precedenti specifici e sono scattate le manette. E rovistando nella macchina è saltato fuori anche il bottino che avevano stampato con le loro mani. In tasca invece avevano i resti che raccoglievano nei vari esercizi. Soldi veri, insomma. E con quelli hanno tentato di dimostrare di essere in buona fede. Ma non è servito.
Le indagini non si fermano qui, però. L’impressione degli inquirenti è che la coppia finita in cella sia già venuta altre volte nella provincia apuana. E che comunque sia collegata in qualche modo con altri episodi simili avvenuti a Marina nei mesi scorsi. Il giro di banconote false dura da un bel po’ di tempo e la guardia di finanza è riuscita a mettere a segno un colpo importante.
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