Il Tirreno

Carrara, «Ci sarà l’Osservatorio del marmo»

Carrara, «Ci sarà l’Osservatorio del marmo»

Il sindaco De Pasquale puntualizza su tassazione e beni estimati dopo l’intervista all’assessore: sui beni estimati, accantoneremo i soldi

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CARRARA. Un paio di passaggi dell’intervista da noi pubblicata in esclusiva al nuovo assessore al marmo Alessandro Trivelli, domenica scorsa, ci erano parsi in contraddizione con le ultime dichiarazioni del candidato a sindaco, e poi sindaco, Francesco De Pasquale.

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In particolare, su modalità di tassazione e beni estimati. Su questi ultimi, le parole dell’assessore erano state meno nette di quanto affermato pubblicamente sempre durante la campagna elettorale dal sindaco a 5 Stelle.

Per questo, abbiamo chiesto al primo cittadino di rispondere alle domande specifiche e puntuali sui due argomenti senz’altro più rilevanti del pianeta marmo: la tassazione e il caso beni estimati.

Signor sindaco, sulla base di quanto da lei dichiarato nel pubblico confronto di martedì 20, avevamo capito che la tassazione sarebbe stata blocco per blocco; adesso invece dalle parole del suo assessore sembra di capire che la base sarà comunque il valore medio, seppure di mercato. Può spiegarci tecnicamente come funzionerà la tassazione?

«Su questo punto occorre fare chiarezza. Da una parte ci sarà l’attribuzione di un valore medio di mercato, riferito alla tipologia ed alla qualità del materiale realmente escavato, e tale valore sarà rilevato, a cura del costituendo Osservatorio del Marmo, con una frequenza che consenta di avvicinarsi il più possibile ai prezzi reali. Dall’altra ci sarà l’applicazione nel concreto di tale valore al singolo blocco, e l’adozione di sistemi che ne consentano la tracciabilità. Non si tratta assolutamente di due criteri in antitesi, ma di due parametri necessariamente complementari, in linea con le previsioni del nostro programma, per realizzare finalmente un grosso passo avanti rispetto al modello attuale».

In merito ai beni estimati: si era capito che fosse immediata la decisione di equiparare il pagamento del canone a tutti gli altri agri marmiferi. Vuole spiegare meglio? Sarà immediata, o bisognerà aspettare la legislazione?

«La normativa attuale, se correttamente interpretata, e le pronunce della Suprema Corte e del Consiglio di Stato, ci impongono di adoperarci per ricondurre i beni estimati nell’ambito della pubblica proprietà. Appena possibile attiveremo le procedure previste per andare in tale direzione, anche alla luce degli esiti delle ricognizioni ancora in corso. L’impatto sulle casse comunali, in termini di maggior gettito, ne sarebbe la logica ed auspicabile conseguenza, ma nelle more di una definizione puntuale della materia provvederemo ad accantonare le somme nel frattempo riscosse. Qualora poi nei prossimi mesi il Parlamento dovesse adottare una nuova legislazione in materia, dovremmo ovviamente tenerne conto».

E in concreto, quando sarà l’approvazione del vostro regolamento degli agri marmiferi?

«Come già dichiarato più volte, abbiamo intenzione di adottare entro il mese di ottobre il nuovo Regolamento degli Agri Marmiferi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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