Sicurezza
«Bisogna intervenire come all’Ugo Pisa Non si può aspettare»
di Libero Red Dolce
Il sindaco Volpi incontra i balneari: «C’è un’emergenza» La Regione prevede i lavori dal 2018, si cerca un’altra via
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MASSA. «Proviamo a fare come all’Ugo Pisa, un intervento di urgenza per recuperare qualche metro di costa lavorando in notturna». Così parla il sindaco di Massa, in risposta alla richiesta di aiuto dei bagni. L’erosione avanza e tocca agire in tempi rapidi. Quelli che la Regione, che dal 2016 ha competenza in materia, non può garantire.
Così i lavori sull’erosione si faranno, ma con i tempi dell’elefante burocratico regionale. Nel frattempo il mare non fa sconti e si appropria di pezzi di costa. Per questo Alessandro Volpi ha incontrato le associazioni dei balneari ieri, per trovare una strada per fare un ripascimento urgente, senza dover aspettare le varie fasi che dovrà rispettare l’intervento regionale. Finora le buone ragioni pratiche si sono scontrate contro un decreto dello scorso anno.
Il 15 luglio scorso il ministero dell’ambiente ha aggiornato le disposizioni sull’autorizzazione per l’immersione in mare di materiali di scavo. Una legge che ha il meritorio obiettivo di creare criteri uniformi a livello nazionale per l’utilizzo dei materiali escavati dai fondali per il ripascimento, ma che, per ovvie ragioni, prospetta tempi lunghi perché si arrivi all’intervento sulla costa apuana. Si parla dell’autunno 2018 come possibile data d’inizio dei lavori. Due stagioni, questa e la prossima. Tempi improponibili per chi lavora e vive di mare.
Fare come all’Ugo Pisa, si diceva. Un intervento che, senza essere un ripascimento, «movimenta i sedimenti marini, che allunghi anche un po’ la linea di costa», come aveva spiegato qualche tempo fa il vicesindaco Uilian Berti. Insomma non sabbia sulla spiaggia, che per quello bisogna passare da tutto l’iter di autorizzazioni e via dicendo che ha messo in campo la Regione. Ma una soluzione intermedia, che consenta però di frenare almeno l’effetto delle mareggiate, così costanti sulla costa. «All’Ugo Pisa le cose stanno andando bene, sia come effetti che per la compatibilità con la stagione turistica. I lavori di notte funzionano e non disturbano». E lo propone come possibile modello, almeno finché la Regione non inizi i lavori. «I tempi di Firenze, per quanto corretti, non sono coerenti con l’emergenza. A Poveromo si è persa una parte importante di spiaggia. La speranza è di riuscire ad avviare un intervento d’urgenza e fare un passaggio con la Regione».
Il nodo è tutto in quella parolina: “urgenza”. Con questa si potrebbe aggirare la rigidità burocratica, cercare di mitigare l’azione del mare e garantire un’estate decente ai bagni. All’Ugo Pisa è stato possibile, spiegano dagli uffici tecnici comunali, perché l’intervento era su una porzione modesta di litorale e le analisi erano risultate buone. L’area colpita dalla mareggiata è invece più ampia, bisognerà ragionarci. E con urgenza.
Così come bisognerà parlare con i gestori dei bagni. E vedere se l’idea di fare partire dei lavori notturni di fronte ai loro bagni in piena stagione li trovi concordi. Non sarà facilissimo.
I balneari del Consorzio Riviera Toscana Marina di Massa sono uniti e, fanno sapere di essere «pronti a difendere la costa apuana con tutti i mezzi possibili, perché è patrimonio e cultura di questa città». Dalla Partaccia a levante di Poveromo la realtà non lascia dubbi: il mare ad ogni mareggiata cambia l’assetto dei fondali e in molte zone porta via sabbia, spesso senza restituirla. «In riferimento alla zona dei Ronchi tra le concessioni 141 e 151, dove sono stati eseguiti gli ultimi lavori, il Consorzio fa sapere che: «Dopo l’ennesima mareggiata dobbiamo costatare che il mare non è arretrato, anzi, è avanzato. Ci domandiamo se dobbiamo aspettare un periodo di assestamento; o i lavori non hanno avuto l’effetto desiderato?», concludono dall’associazione.
Così i lavori sull’erosione si faranno, ma con i tempi dell’elefante burocratico regionale. Nel frattempo il mare non fa sconti e si appropria di pezzi di costa. Per questo Alessandro Volpi ha incontrato le associazioni dei balneari ieri, per trovare una strada per fare un ripascimento urgente, senza dover aspettare le varie fasi che dovrà rispettare l’intervento regionale. Finora le buone ragioni pratiche si sono scontrate contro un decreto dello scorso anno.
Il 15 luglio scorso il ministero dell’ambiente ha aggiornato le disposizioni sull’autorizzazione per l’immersione in mare di materiali di scavo. Una legge che ha il meritorio obiettivo di creare criteri uniformi a livello nazionale per l’utilizzo dei materiali escavati dai fondali per il ripascimento, ma che, per ovvie ragioni, prospetta tempi lunghi perché si arrivi all’intervento sulla costa apuana. Si parla dell’autunno 2018 come possibile data d’inizio dei lavori. Due stagioni, questa e la prossima. Tempi improponibili per chi lavora e vive di mare.
Fare come all’Ugo Pisa, si diceva. Un intervento che, senza essere un ripascimento, «movimenta i sedimenti marini, che allunghi anche un po’ la linea di costa», come aveva spiegato qualche tempo fa il vicesindaco Uilian Berti. Insomma non sabbia sulla spiaggia, che per quello bisogna passare da tutto l’iter di autorizzazioni e via dicendo che ha messo in campo la Regione. Ma una soluzione intermedia, che consenta però di frenare almeno l’effetto delle mareggiate, così costanti sulla costa. «All’Ugo Pisa le cose stanno andando bene, sia come effetti che per la compatibilità con la stagione turistica. I lavori di notte funzionano e non disturbano». E lo propone come possibile modello, almeno finché la Regione non inizi i lavori. «I tempi di Firenze, per quanto corretti, non sono coerenti con l’emergenza. A Poveromo si è persa una parte importante di spiaggia. La speranza è di riuscire ad avviare un intervento d’urgenza e fare un passaggio con la Regione».
Il nodo è tutto in quella parolina: “urgenza”. Con questa si potrebbe aggirare la rigidità burocratica, cercare di mitigare l’azione del mare e garantire un’estate decente ai bagni. All’Ugo Pisa è stato possibile, spiegano dagli uffici tecnici comunali, perché l’intervento era su una porzione modesta di litorale e le analisi erano risultate buone. L’area colpita dalla mareggiata è invece più ampia, bisognerà ragionarci. E con urgenza.
Così come bisognerà parlare con i gestori dei bagni. E vedere se l’idea di fare partire dei lavori notturni di fronte ai loro bagni in piena stagione li trovi concordi. Non sarà facilissimo.
I balneari del Consorzio Riviera Toscana Marina di Massa sono uniti e, fanno sapere di essere «pronti a difendere la costa apuana con tutti i mezzi possibili, perché è patrimonio e cultura di questa città». Dalla Partaccia a levante di Poveromo la realtà non lascia dubbi: il mare ad ogni mareggiata cambia l’assetto dei fondali e in molte zone porta via sabbia, spesso senza restituirla. «In riferimento alla zona dei Ronchi tra le concessioni 141 e 151, dove sono stati eseguiti gli ultimi lavori, il Consorzio fa sapere che: «Dopo l’ennesima mareggiata dobbiamo costatare che il mare non è arretrato, anzi, è avanzato. Ci domandiamo se dobbiamo aspettare un periodo di assestamento; o i lavori non hanno avuto l’effetto desiderato?», concludono dall’associazione.
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