Il dolore
Picchia e perseguita la madre: in carcere
Il trentenne aveva il divieto di avvicinarsi alla donna. E lo ha disatteso più di una volta
2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Il gip Alessandro Trinci non ha avuto dubbi: il trentenne che picchiava la madre doveva andare in carcere. Per questo ha ordinato la custodia cautelare dietro le sbarre. E l’uomo è stato portato nella casa circondariale di via Pellegrini. Dove passerà un po’ di tempo, utile per schiarirsi le idee. Dato che era diventato un vero e proprio persecutore per la mamma. Quando questa non gli dava i soldi che le chiedeva la picchiava oppure si sfogava contro tutto quello che trovava. L’abitazione della donna era ridotta male dopo ogni sua scorribanda. Ha sfondato porte, ha rotto mobili e ha lanciato piatti. Un macello. Per questo le forze dell’ordine, dopo le denunce fatte dalla signora per i maltrattamenti subiti, avevano ottenuto dal giudice un divieto di avvicinamento alla madre e soprattutto ai luoghi che frequentava. Nonostante la restrizione però il trentenne non ne ha voluto sapere di tenersi alla larga.
Un paio di giorni fa è tornato a bussare alla porta della madre. E visto che questa lo pregava di andare via ha iniziato a prendere a calci la blindata. Urlava con un pazzo, tanto che la signora, che ha oltrepassato la settantina, è stata costretta ad aprire. E ha fatto male, perché il figlio voleva soltanto il denaro per acquistare la droga. È stata quella a trasformarlo in un incubo per la sua famiglia: da ragazzino era bravo e andava bene a scuola, ha detto la donna ai poliziotti che erano accorsi più di una volta a darle una mano a liberarsi da quell’energumeno. L’ultima volta aveva fatto danno per svariate miglia di euro e forse avrebbe mandato all’ospedale chi lo aveva messo al mondo. Per fortuna un vicino ha chiamato il 113 e la volante è accorsa. Poi è stata la squadra mobile, diretta da Antonio Dulvi Corcione, a prendersi la patata bollente in mano. L’arresto e il primo giudice che lo convalidava confermando il divieto di avvicinamento. troppo poco per stare tranquilli. E infatti l’altra sera ha riprovato a farsi vivo. E il gip vista la nuova segnalazione non ha più tergiversato: in carcere fino a quando non smetterà di perseguitare la mamma. Almeno fino alla fine dell’estate. Poi si vedrà.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Un paio di giorni fa è tornato a bussare alla porta della madre. E visto che questa lo pregava di andare via ha iniziato a prendere a calci la blindata. Urlava con un pazzo, tanto che la signora, che ha oltrepassato la settantina, è stata costretta ad aprire. E ha fatto male, perché il figlio voleva soltanto il denaro per acquistare la droga. È stata quella a trasformarlo in un incubo per la sua famiglia: da ragazzino era bravo e andava bene a scuola, ha detto la donna ai poliziotti che erano accorsi più di una volta a darle una mano a liberarsi da quell’energumeno. L’ultima volta aveva fatto danno per svariate miglia di euro e forse avrebbe mandato all’ospedale chi lo aveva messo al mondo. Per fortuna un vicino ha chiamato il 113 e la volante è accorsa. Poi è stata la squadra mobile, diretta da Antonio Dulvi Corcione, a prendersi la patata bollente in mano. L’arresto e il primo giudice che lo convalidava confermando il divieto di avvicinamento. troppo poco per stare tranquilli. E infatti l’altra sera ha riprovato a farsi vivo. E il gip vista la nuova segnalazione non ha più tergiversato: in carcere fino a quando non smetterà di perseguitare la mamma. Almeno fino alla fine dell’estate. Poi si vedrà.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
