Il Tirreno

«L’erosione va fermata ora» 

di Libero Red Dolce
«L’erosione va fermata ora» 

Appello dei gestori: «Da Partaccia a Poveromo persi dieci metri di battigia»

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MASSA. Il mare si è sgonfiato dopo la baruffa di giovedì. Ha preso tanta spiaggia, non altrettanta ne ha restituita. E i balneari sono in grande sofferenza. Non si parli più di “emergenza”, di mareggiate. No, l’erosione è un problema strutturale. È un’altra l’analogia, quella del rubinetto che perde. Goccia dopo goccia, granello dopo granello, la materia scompare e non ritorna più. E spesso è troppo tardi per porvi rimedio: la bolletta a fine mese è salatissima, le spiagge dopo qualche anno sono ridotte a una strisciolina.

Passata la furia degli scorsi giorni il mare ha ripreso a respirare regolare. Un’onda va e una viene. Ormai fin sotto le gambe delle prime sedie di sdraio, da Poveromo a Marina di Massa. Scendi dal lettino e hai già i piedi in acqua. C’è chi dice di aver perso 20 o 30 metri di battigia, chi 10. E non tutti nei giorni scorsi, ma già al via della stagione. Segno che le mareggiate sì, sono eventi straordinari che fanno danni, ma la questione erosione ha tempi e prospettive ben più lunghi.

La situazione più lampante è a Poveromo, nella parte di levante dove non sono stati fatti i lavori di erosione. Da dopo l’ottavo pennello in poi, insomma. Ma anche bagni come Erika, Tropicana e Sport e Natura, che sono proprio in quella vasca, hanno avuto un pesante arretramento della linea di costa.

Al bagno Hermitage giovedì i proprietari hanno dovuto posizionare il pattino di parecchi metri indietro. Ieri la situazione era parecchio migliorata, con tutte le fila, meno una, al loro posto. «La differenza con il passato è che prima l’azione del mare creava uno sbalzo, uno scalino. Oggi invece si crea una sorta di avvallamento, che scende in basso come una collinetta». E la secca, prima di fronte al bagno,per effetto delle correnti si è spostata più a sud. L’effetto sulla linea della costa è quello di una parabola, tra una linea di scogli. Spiaggia più avanzata sui lati e scavata al centro.

C’è anche chi ha gioito, seppur parzialmente. Al bagno Nelly la mareggiata ha spianato la battigia, portando via una collinetta di sabbia che prima ostacolava le onde e creava una piccola piscinetta tra sdraio e battigia. «La scogliera ha retto un po’ meglio, forse perché quest’anno non l’hanno aperta durante l’inverno. Servirebbero comunque dei lavori fatti bene», sostiene il bagnino Matteo Cenini.

Duramente provati invece al Tropicana, subito dopo l’ottavo pennello. Hanno fatto dei lavori, prima dell’estate, per arretrare di qualche metro le cabine e altre strutture. E ora il mare avanza deciso. «Abbiamo perso 10 metri dall’inizio dell’anno, ma il punto è l’erosione. Dicono che c’è da aver paura della legge Bolkestein, io temo più la gestione senza spiaggia», dice la proprietaria Sara Chioni.

E lancia una proposta: « Come paghiamo annualmente al demanio per avere la concessione, sarebbe il caso che la Regione ci concedesse di occcuparci con un’idrovora del ripascimento. Altrimenti tra qualche tempo qui non rimarrà più nulla. A Ronchi si è discusso per anni del problema e alla fine la situazione è quella che è. A Poveromo, a parte il mare, alle spalle delle spiagge intendo, tutto è bloccato. Fermo. Ci siamo vantati per anni di avere metri e metri di spiaggia, ora vanno scomparendo. Cosa resterà qui?», accusa.

«Da noi il mare si sta calmando; e un pochino è arretrato – interviene così Roberto Della Tommasina, bagno Nedy, portavoce per il Consorzio di questa zona –. I colleghi del Tropicana e dell’Erika sono davvero in grande difficoltà perché in quel tratto, l’effetto erosivo è immediato. Una volta i fondali subivano dei cambiamenti alla prima mareggiata, ma poi si stabilizzavano. Adesso, invece, ogni mareggiata cambia completamente l’assetto precedente».

Se Poveromo piange, la Partaccia non ride. Roberto De Luigi, bagno La Cicala, è il rappresentante alla Partaccia dei balneari del Consorzio Riviera Toscana Marina di Massa. «Qui la situazione diventa sempre più drammatica, perché la costa in questo tratto, negli ultimi anni ha subito una forte erosione. Considerando che l’area campeggi è fra le più grandi d’Europa, in grado di ospitare migliaia di persone, gli stabilimenti balneari, invece, quando c’è la mareggiata non sempre riescono a soddisfare questa domanda». Il Consorzio auspica che nel più breve tempo possibile, il 2021/2023 è un tempo troppo lungo, la Regione possa intervenire con l’esecuzione del secondo lotto dei lavori previsti a difesa della costa.

Quel fazzoletto di terra a Marina di Massa, a ponente del pontile, che da anni è stato protetto, con diversi interventi antierosione, si sta assottigliando sempre di più e il mare ha creato uno scalino ad angolo retto tra la riva e quelle che una volta erano le quarte o quinte file di ombrelloni. «Abbiamo perso una decina di metri dopo questa mareggiata», dice Riccardo Baldacci del bagno Milano, in rappresentanza degli stabilimenti del Consorzio di questa zona.

«A Marina di Massa stiamo aspettando ancora il progetto esecutivo del II lotto, dove era previsto una rifioritura delle scogliere e un ripascimento importante. Il beneficio antierosione delle soffolte, infatti, in questo tratto di litorale è ormai stato compromesso dal tempo». Riccardo Baldacci si fa portavoce dei 12 bagni del Consorzio di questa zona arrivati al limite: Giulia, Italia, Vignali, Milano, Asciutti, Mauro, Villa Gioietta, Maurizio, Regina Pacis, Playa Yoven, Chiosco Tassi e Marchini. Spostiamoci a Levante, precisamente a Ronchi, nei bagni Cavalieri del mare, Hermitage, Nando e Nelly; qui sono stati eseguiti gli ultimi lavori antierosione.

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