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Appaltopoli in carcere, al via processo bis 

Appaltopoli in carcere, al via processo bis 

Il collegio ha deciso il non luogo a procedere per uno degli imputati. Restano alla sbarra Iodice, Cantone e Santacroce

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MASSA. Il presidente del collegio Maurizio Ermellini ha deciso il non luogo a procedere per Massimo Antonelli, unico imprenditore finito alla sbarra, e ha rinviato l’udienza all’11 ottobre. Restano imputati l’ex direttore del carcere di Massa Salvatore Iodice, l’ex contabile della casa circondariale di via Pellegrini Salvatore Cantone e l’imprenditore Prospero Santacroce. Si tratta del processo bis sull’appaltopoli in carcere. Nato dall’indagine del sostituto procuratore Rossella Soffio svolta dalla squadra mobile. Gli indagati all’inizio erano una ventina, ma visti gli anni che sono passati da quando erano stati commessi i raggiri i reati sono stati tutti prescritti. Così il gup aveva rinviato a giudizio Iodice, Cantone, Santacroce (tutti condannati nel primo processo con sentenza già passata in giudicato) e Antonelli. Quest’ultimo finito alla sbarra per un errore e quindi Ermellini ieri ha sanato la questione.

La nuova tranche era partita da una nota fatta dall’allora direttore del carcere nel 2011 e da tutta una serie di intercettazioni ambientali e telefoniche relative alla maxi mole investigativa svolta intorno alla casa circondariale massese. Le nuove accuse, così come le vecchie, riguardano lavori eseguiti all'interno del carcere di Massa con bandi fittizi e somme urgenze inesistenti. Tra i ventidue indagati del nuovo filone sull'appaltopoli c’erano anche due guardie carcerarie: l'accusa per la coppia di agenti era di aver coperto le assenze dall'ufficio dell'ex direttore Iodice. Secondo gli inquirenti erano loro a far passare nella macchinetta il suo badge. Anche quando non c'era o arrivava in ritardo. Reato che si è prescritto nel tempo, ma che è stato anche discusso nel merito fino a dichiarare il non luogo a procedere.

A marzo dell’anno scorso la Cassazione aveva confermato la condanna a 5 anni e 3 mesi di reclusione per l’ex direttore del carcere di Massa Iodice, accusato di corruzione nell’ambito di un inchiesta su appalti nel penitenziario massese che sarebbero stati pilotati in cambio di favori personali. Iodice, dopo la sentenza, si era presentato al carcere di La Spezia, di cui era stato tra l’altro direttore, e lì aveva passato qualche mese prima della messa in prova. La suprema corte aveva anche confermato la condanna, emessa dal collegio del tribunale di Genova, anche per altri due coimputati di Iodice, Salvatore Cantone, ex contabile del carcere di Massa, e Stefano Tendola, all’epoca dei fatti geometra del provveditorato delle opere pubbliche: il primo aveva avuto un anno e mezzo di reclusione, il secondo due anni.

L’inchiesta, aveva portato nel 2010 a nove arresti tra cui quelli di Iodice, Tendola e Cantone. Questo secondo processo è partito con forte ritardo e il rischio che i reati vengano prescritti è alto.

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