Sicurezza
«Unità mobili di polizia a Marina»
La richiesta del consigliere Benedetti e di Massa Città Nuova: «Litorale in mano ai criminali»
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MARINA DI MASSA. Presidi mobili di polizia e carabinieri, a Marina di Massa e anche nelle frazioni. Li chiedono il consigliere comunale Stefano Benedetti e i responsabili di Massa Città Nuova Mauro Rivieri e Manuela Angeli a margine della presentazione dell’interrogazione di Barani sull’inchiesta che vede coinvolti i carabinieri della Lunigiana. Benedetti ha puntato i ndito su Marina di Massa, spiegando come si stia trasformando in una «terra di nessuno». «La criminalità, soprattutto quella romena, si sta prendendo la zona a mare. E spesso danno fastidio anche nei locali, a clienti e titolari. Chiedo al prefetto, al questore e al sindaco di attivarsi. Non si può andare avanti così». E gli ha fatto eco Rivieri: «Servono più presidi delle forze dell’ordine. Agli stranieri che arrivano non possiamo garantire nulla e questo li può indurre a delinquere».
Sono nottate difficili queste a Marina: le volanti della polizia sono dovute intervenire a più riprese per chiedere ai locali di abbassare la musica e ai clienti di cessare gli schiamazzi. Gli agenti hanno dovuto faticare non poco soprattutto per cercare di convincere i gruppetti di giovani che volevano continuare a ridere e scherzare nonostante le proteste di chi non riusciva a chiudere occhio. Ma è un’estate così: l’afa costringe a tenere le finestre aperte e ogni rumore viene amplificato. Non solo a Marina ma anche in città e così fioccano esposti, lamentele e proteste. Dal centro storico, dalla zona industriale fino a Marina, da Ronchi e da altre zone del litorale arrivano brontolii e rimostranze, ma anche veri e propri esposti scritti, contro i rumori - peraltro di varia natura - che impediscono sonni tranquilli a residenti e villeggianti. Le forze dell’ordine stanno raccogliendo tutte le denunce e cercano di fare il possibile di rispondere immediatamente quando vengono chiamate.
Benedetti e Massa Città Nuova puntano il dito contro la prostituzione e lo spaccio: «Servono unità mobili per garantire una presenza che possa fare da deterrente. Il rischio è di lasciare il territorio in mano ai criminali. Soprattutto stranieri», ha concluso il consigliere del centrodestra.
Sono nottate difficili queste a Marina: le volanti della polizia sono dovute intervenire a più riprese per chiedere ai locali di abbassare la musica e ai clienti di cessare gli schiamazzi. Gli agenti hanno dovuto faticare non poco soprattutto per cercare di convincere i gruppetti di giovani che volevano continuare a ridere e scherzare nonostante le proteste di chi non riusciva a chiudere occhio. Ma è un’estate così: l’afa costringe a tenere le finestre aperte e ogni rumore viene amplificato. Non solo a Marina ma anche in città e così fioccano esposti, lamentele e proteste. Dal centro storico, dalla zona industriale fino a Marina, da Ronchi e da altre zone del litorale arrivano brontolii e rimostranze, ma anche veri e propri esposti scritti, contro i rumori - peraltro di varia natura - che impediscono sonni tranquilli a residenti e villeggianti. Le forze dell’ordine stanno raccogliendo tutte le denunce e cercano di fare il possibile di rispondere immediatamente quando vengono chiamate.
Benedetti e Massa Città Nuova puntano il dito contro la prostituzione e lo spaccio: «Servono unità mobili per garantire una presenza che possa fare da deterrente. Il rischio è di lasciare il territorio in mano ai criminali. Soprattutto stranieri», ha concluso il consigliere del centrodestra.
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