Italia
oncologia
Un contributo per una parrucca
MASSA . Un contributo fino a 300 euro per ogni donna che, in seguito a patologie oncologiche, o altre malattie che hanno come conseguenza l'alopecia, necessita di una parrucca. La Regione lo...
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MASSA . Un contributo fino a 300 euro per ogni donna che, in seguito a patologie oncologiche, o altre malattie che hanno come conseguenza l'alopecia, necessita di una parrucca. La Regione lo riconosce ormai da ben undici anni, dal 2006 e, lo conferma anche per il 2017 con una delibera, presentata dall'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi e approvata dalla giunta nel corso dell'ultima seduta, che assegna a questo scopo alle aziende sanitarie la somma complessiva di 500.000 euro.
Perdere i capelli è sicuramente uno degli effetti collaterali della chemioterapia più dolorosi a livello psicologico, soprattutto per il sesso femminile, quindi avere la possibilità di comprare una parrucca riveste un ruolo molto significativo negli aspetti relazionali e interpersonali. «La Regione Toscana si impegna ormai da undici anni a garantire questo contributo – dichiara il consigliere regionale Pd Giacomo Bugliani -, un impegno non scontato dal momento che questa è una prestazione extra LEA (Livelli essenziali di assistenza) che, per l'appunto, riconosce solo la Toscana insieme a poche altre Regioni in Italia. Da qui si capisce l’attenzione complessiva della nostra regione al malato, non solo per garantire prestazioni e cure d’eccellenza, ma per tutelare anche aspetti che risultano cruciali nell’ambito delle relazioni interpersonali e del benessere psicologico».
Dal monitoraggio annuale condotto dalla Regione risulta che dal 2013 al 2016 sono state 7.515 le donne che hanno beneficiato del contributo della Toscana per l'acquisto di parrucche: 1.762 nel 2013, 1.938 nel 2014, 1.899 nel 2015, 1.916 nel 2016. La Toscana inoltre da quest'anno, in via sperimentale solo a Firenze, ha voluto stanziare anche un ulteriore aiuto per i pazienti oncologici: "Vieni con me!, progetto nato per trasportare gratuitamente i malati, che devono sottoporsi a delle terapie all'ospedale e non hanno nessuno che li possa accompagnare.
«Si tratta di un progetto sperimentale – conclude Giacomo Bugliani - che propone un servizio di trasporto gratuito in auto per quei pazienti che hanno difficoltà a raggiungere l'ospedale per le visite e le terapie oncologiche. Un supporto,quindi, in molti casi fondamentale in situazioni già davvero complesse da gestire e capace di assolvere in modo concreto ad un'effettiva esigenza sociale».
Sara Lavorini
Perdere i capelli è sicuramente uno degli effetti collaterali della chemioterapia più dolorosi a livello psicologico, soprattutto per il sesso femminile, quindi avere la possibilità di comprare una parrucca riveste un ruolo molto significativo negli aspetti relazionali e interpersonali. «La Regione Toscana si impegna ormai da undici anni a garantire questo contributo – dichiara il consigliere regionale Pd Giacomo Bugliani -, un impegno non scontato dal momento che questa è una prestazione extra LEA (Livelli essenziali di assistenza) che, per l'appunto, riconosce solo la Toscana insieme a poche altre Regioni in Italia. Da qui si capisce l’attenzione complessiva della nostra regione al malato, non solo per garantire prestazioni e cure d’eccellenza, ma per tutelare anche aspetti che risultano cruciali nell’ambito delle relazioni interpersonali e del benessere psicologico».
Dal monitoraggio annuale condotto dalla Regione risulta che dal 2013 al 2016 sono state 7.515 le donne che hanno beneficiato del contributo della Toscana per l'acquisto di parrucche: 1.762 nel 2013, 1.938 nel 2014, 1.899 nel 2015, 1.916 nel 2016. La Toscana inoltre da quest'anno, in via sperimentale solo a Firenze, ha voluto stanziare anche un ulteriore aiuto per i pazienti oncologici: "Vieni con me!, progetto nato per trasportare gratuitamente i malati, che devono sottoporsi a delle terapie all'ospedale e non hanno nessuno che li possa accompagnare.
«Si tratta di un progetto sperimentale – conclude Giacomo Bugliani - che propone un servizio di trasporto gratuito in auto per quei pazienti che hanno difficoltà a raggiungere l'ospedale per le visite e le terapie oncologiche. Un supporto,quindi, in molti casi fondamentale in situazioni già davvero complesse da gestire e capace di assolvere in modo concreto ad un'effettiva esigenza sociale».
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