Il dolore
«Niente Case della salute? Un regalo ai privati»
La Cgil contesta le politiche della Regione e il modello sanitario toscano. Manifestazione a Firenze
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MASSA. “Non è questa la sanità che vogliamo”. È con questo slogan che la Cgil ha partecipato alla manifestazione di Firenze con 2 bus di militanti, per esprimere la loro contrarietà alle politiche sanitarie della Regione.
«Crediamo che quello che sta capitando nella sanità nel nostro territorio – dice Paolo Gozzani, segretario provinciale della Cgil – non possa più essere considerato un problema organizzativo bensì una responsabilità politica grave. Ci riferiamo alle liste d'attesa le quali favoriscono gli studi privati, alle Case della salute che non ci sono e che con la loro assenza favoriscono la nascita di centri medici privati pluriprofessionali. In tutto questo coloro che pagano sono quelli che non hanno i soldi o polizze assicurative per cercare le risposte che gli servono».
Gli effetti di molti cambiamenti introdotti dall’azienda – ragiona ancora Gozzani, secondo il quale il modello toscano di sanità è in crisi – «hanno prodotto più stress ai lavoratori e maggior insoddisfazione agli utenti», mentre i problemi nei territori «sono rimasti gli stessi se non peggiorati» e i «politici scaricano la responsabilità ai tecnici, i tecnici viceversa ai politici ma gli unici a pagare sono i pazienti e i lavoratori». A Massa Carrara, insiste il segretario della Cgil, «abbiamo aspettato 15 anni per il nuovo ospedale, ora non vorremmo aspettarne altrettanti per le Case della salute». E ancora: «Il nostro pronto soccorso invece di essere accogliente come implicherebbe tale servizio è respingente, i servizi territoriali non hanno ricevuto nessuna risorsa in più che l'ospedale unico doveva liberare. A ogni incontro con l'azienda ci viene ripetuto che non ci sono tempi certi per le soluzioni di nessuno dei problemi che da più tempo solleviamo. Quello che è certo per noi è che le cose avanti così non possono più andare».
«Crediamo che quello che sta capitando nella sanità nel nostro territorio – dice Paolo Gozzani, segretario provinciale della Cgil – non possa più essere considerato un problema organizzativo bensì una responsabilità politica grave. Ci riferiamo alle liste d'attesa le quali favoriscono gli studi privati, alle Case della salute che non ci sono e che con la loro assenza favoriscono la nascita di centri medici privati pluriprofessionali. In tutto questo coloro che pagano sono quelli che non hanno i soldi o polizze assicurative per cercare le risposte che gli servono».
Gli effetti di molti cambiamenti introdotti dall’azienda – ragiona ancora Gozzani, secondo il quale il modello toscano di sanità è in crisi – «hanno prodotto più stress ai lavoratori e maggior insoddisfazione agli utenti», mentre i problemi nei territori «sono rimasti gli stessi se non peggiorati» e i «politici scaricano la responsabilità ai tecnici, i tecnici viceversa ai politici ma gli unici a pagare sono i pazienti e i lavoratori». A Massa Carrara, insiste il segretario della Cgil, «abbiamo aspettato 15 anni per il nuovo ospedale, ora non vorremmo aspettarne altrettanti per le Case della salute». E ancora: «Il nostro pronto soccorso invece di essere accogliente come implicherebbe tale servizio è respingente, i servizi territoriali non hanno ricevuto nessuna risorsa in più che l'ospedale unico doveva liberare. A ogni incontro con l'azienda ci viene ripetuto che non ci sono tempi certi per le soluzioni di nessuno dei problemi che da più tempo solleviamo. Quello che è certo per noi è che le cose avanti così non possono più andare».
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