La protesta
«Concessioni, favorire chi lavora “in loco”»
Il marmo secondo il M5s, parla il nuovo assessore al lapideo Alessandro Trivelli: faremo pagare anche i beni estimati, più attenzione all’ambiente e al paesaggio
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CARRARA. Toni pacati, nessuna roboante dichiarazione di guerra all’industria del marmo, ma, al contrario, apertura al dialogo. È lo stile Cinque stelle al governo. Almeno quello adottato in questa prima uscita da Alessandro Trivelli, 46 anni, avvocato, assessore al Marmo della nuova giunta del sindaco Francesco De Pasquale. Posizioni concilianti e tuttavia nette in linea con il programma delineato dal Movimento in campagna elettorale. A cominciare, come illustra Trivelli in questa intervista, dalle modalità di “tassazione” della produzione delle cave.
Per la tassazione come vi comporterete: secondo il costo di mercato o blocco per blocco?
«Innanzitutto, è bene specificare che non si tratta di tassazione, ma di contribuzione e canone. L’amministrazione intende applicarli non come accade adesso, secondo un valore medio di mercato in cui si stabilisce preventivamente nel biennio quale sarà la produzione di una determinata cava. In base alla effettiva produzione si applicherà il valore medio di mercato per ogni tipologia e qualità: questo criterio è più equo e consentirà di evitare nuovi contenziosi in merito».
La legge regionale 35 prevede che venga valorizzata la filiera in loco. Si dice da sempre, ma si è fatto poco. Dove arriveranno questi incentivi, come agevolerete la filiera?
«Favorire la lavorazione in loco sarà uno dei parametri di riferimento per ottenere o allungare la durata della concessione delle cave. È mia intenzione, inoltre, cercare di collaborare con gli artigiani per far crescere l’innovazione tecnologica, le idee imprenditoriali e tutto ciò che permetta a questa categoria di competere con le altre realtà internazionali».
Tavoli con la Regione sulla sicurezza. Cosa si può fare? L’ osservatorio con il presidente Rossi, lo porterete avanti? Ci sono misure immediatamente applicabili?
«La sicurezza è uno degli aspetti che le ultime tragedie hanno messo sotto gli occhi di tutti. Il lavoro in cava è di per sè pericoloso ma bisogna adoperarsi per dare ai lavoratori la certezza che il rischio sia ridotto al minimo, grazie alle normative, ai presidi, alla correttezza delle procedure, alla tecnologia di cui disponiamo e all'esperienza di chi lavora in cava. Forse, più che un osservatorio, è necessario verificare che le misure di tutela si traducano rapidamente in azioni».
Riuscirete a fare pagare il canone pure ai titolari di beni estimati?
«L’idea dell’amministrazione è quella di arrivare ad una soluzione definitiva su questo tema spinoso. La nostra posizione, che non è ideologica, supportata dalle pronunce della Corte Costituzionale, è che anche i beni estimati facciano parte del patrimonio indisponibile del Comune di Carrara, e pertanto il contributo è dovuto. Ci sono più di venti cause riunite dinanzi al Tribunale di Massa ed è possibile che si arriverà alla Corte di Cassazione. Nel frattempo, potrebbe essere il Parlamento a legiferare in merito, grazie anche all’interessamento delle due senatrici carraresi del Movimento 5 Stelle, che si stanno già muovendo in tal senso, non certo dei parlamentari della maggioranza, i quali finora hanno garantito il mantenimento dello status quo».
Con le parole del vicepresidente Erich Lucchetti, Assindustria si dice aperta a un confronto con l’amministrazione. Andrete in associazione? Con che proposte?
«È fondamentale aprirsi al confronto con Assindustria e con tutti i gruppi di interesse legati al marmo e alle Alpi Apuane. Già durante la fase pre-elettorale abbiamo avuto occasione di incontrare molti soggetti. Noi partiamo dalle idee sintetizzate nel programma elettorale e cerchiamo di trovare una soluzione il più possibile condivisibile».
Quali saranno le linee guida a 5 stelle sul regolamento degli agri marmiferi?
«Queste le linee che vorremmo seguire con l’adozione del nuovo regolamento: la concessione all’escavazione, rilasciata a seguito di gara ad evidenza pubblica deve avere durata base di 15 anni, prorogabile di altri 5. I progetti industriali che parteciperanno dovranno tenere conto dei seguenti parametri: 1) favorire la produzione di blocchi rispetto alle scaglie, ricordando che secondo i dati a disposizione il 75% della produzione riguarda scaglie, detriti e terre e il 25% blocchi. 2) privilegiare la lavorazione in loco. In effetti anche se sembra aumentare a livello nazionale la produzione di manufatti, anche per l’esportazione, il 90% del materiale lapideo grezzo esportato riguarda il marmo. 3) la tutela ambientale e paesaggistica delle nostre montagne, con particolare riferimento alla tutela delle sorgenti, con un occhio di riguardo a chi promuove la ricerca; 4) garantire sicurezza dei lavoratori anche attraverso lo sviluppo di tecnologie ed il livello occupazionale.l.d.
Per la tassazione come vi comporterete: secondo il costo di mercato o blocco per blocco?
«Innanzitutto, è bene specificare che non si tratta di tassazione, ma di contribuzione e canone. L’amministrazione intende applicarli non come accade adesso, secondo un valore medio di mercato in cui si stabilisce preventivamente nel biennio quale sarà la produzione di una determinata cava. In base alla effettiva produzione si applicherà il valore medio di mercato per ogni tipologia e qualità: questo criterio è più equo e consentirà di evitare nuovi contenziosi in merito».
La legge regionale 35 prevede che venga valorizzata la filiera in loco. Si dice da sempre, ma si è fatto poco. Dove arriveranno questi incentivi, come agevolerete la filiera?
«Favorire la lavorazione in loco sarà uno dei parametri di riferimento per ottenere o allungare la durata della concessione delle cave. È mia intenzione, inoltre, cercare di collaborare con gli artigiani per far crescere l’innovazione tecnologica, le idee imprenditoriali e tutto ciò che permetta a questa categoria di competere con le altre realtà internazionali».
Tavoli con la Regione sulla sicurezza. Cosa si può fare? L’ osservatorio con il presidente Rossi, lo porterete avanti? Ci sono misure immediatamente applicabili?
«La sicurezza è uno degli aspetti che le ultime tragedie hanno messo sotto gli occhi di tutti. Il lavoro in cava è di per sè pericoloso ma bisogna adoperarsi per dare ai lavoratori la certezza che il rischio sia ridotto al minimo, grazie alle normative, ai presidi, alla correttezza delle procedure, alla tecnologia di cui disponiamo e all'esperienza di chi lavora in cava. Forse, più che un osservatorio, è necessario verificare che le misure di tutela si traducano rapidamente in azioni».
Riuscirete a fare pagare il canone pure ai titolari di beni estimati?
«L’idea dell’amministrazione è quella di arrivare ad una soluzione definitiva su questo tema spinoso. La nostra posizione, che non è ideologica, supportata dalle pronunce della Corte Costituzionale, è che anche i beni estimati facciano parte del patrimonio indisponibile del Comune di Carrara, e pertanto il contributo è dovuto. Ci sono più di venti cause riunite dinanzi al Tribunale di Massa ed è possibile che si arriverà alla Corte di Cassazione. Nel frattempo, potrebbe essere il Parlamento a legiferare in merito, grazie anche all’interessamento delle due senatrici carraresi del Movimento 5 Stelle, che si stanno già muovendo in tal senso, non certo dei parlamentari della maggioranza, i quali finora hanno garantito il mantenimento dello status quo».
Con le parole del vicepresidente Erich Lucchetti, Assindustria si dice aperta a un confronto con l’amministrazione. Andrete in associazione? Con che proposte?
«È fondamentale aprirsi al confronto con Assindustria e con tutti i gruppi di interesse legati al marmo e alle Alpi Apuane. Già durante la fase pre-elettorale abbiamo avuto occasione di incontrare molti soggetti. Noi partiamo dalle idee sintetizzate nel programma elettorale e cerchiamo di trovare una soluzione il più possibile condivisibile».
Quali saranno le linee guida a 5 stelle sul regolamento degli agri marmiferi?
«Queste le linee che vorremmo seguire con l’adozione del nuovo regolamento: la concessione all’escavazione, rilasciata a seguito di gara ad evidenza pubblica deve avere durata base di 15 anni, prorogabile di altri 5. I progetti industriali che parteciperanno dovranno tenere conto dei seguenti parametri: 1) favorire la produzione di blocchi rispetto alle scaglie, ricordando che secondo i dati a disposizione il 75% della produzione riguarda scaglie, detriti e terre e il 25% blocchi. 2) privilegiare la lavorazione in loco. In effetti anche se sembra aumentare a livello nazionale la produzione di manufatti, anche per l’esportazione, il 90% del materiale lapideo grezzo esportato riguarda il marmo. 3) la tutela ambientale e paesaggistica delle nostre montagne, con particolare riferimento alla tutela delle sorgenti, con un occhio di riguardo a chi promuove la ricerca; 4) garantire sicurezza dei lavoratori anche attraverso lo sviluppo di tecnologie ed il livello occupazionale.l.d.
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