Italia
Era soltanto un odontotecnico
Emergono nuovi particolari sul caso del finto dentista a cui sono stati chiusi due studi
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CARRARA. Dopo la notizia del sequestro di due studi dentistici, uno a Carrara e uno a Fivizzano, e la denuncia per esercizio abusivo della professione a carico del titolare, arrivano i primi retroscena sulla vicenda del falso dentista. L'uomo era un odontotecnico, titolare dunque di un semplice diploma di istituto professionale, ma forse per incrementare i suoi introiti effettuava anche prestazioni che per legge dovrebbero eseguire solo gli odontoiatri, ovvero medici specializzati e abilitati. A smascherarlo è stato un suo cliente che, dopo alcune prestazioni lo ha segnalato alle forze dell'ordine.
Così, il finto dentista, è stato denunciato per esercizio abusivo della professione, e i suoi due studi, uno situato nella zona est di Carrara e uno a Fivizzano, sono stati posti sotto sequestro. Dopo la denuncia, per incastrarlo in flagrante, un carabiniere in borghese si è recato nel suo studio di Carrara e, spacciandosi per un paziente, gli ha chiesto una prestazione odontoiatrica. Il falso dentista non ha fatto una piega e lo ha fatto accomodare sulla poltroncina, invitandolo a spalancare la bocca. Quando però ha provato ad inserire specchietto e sonda nella cavità orale del cliente, si è sentito dire: “Fermo lei è stato denunciato, questo locale è sotto sequestro”. Sì perché un odontotecnico non può e non deve effettuare certe prestazioni, soprattutto in assenza di un medico. Di solito le sue mansioni sono limitate ad attività di laboratorio, come la predisposizione di dentiere, corone e ponti mentre gli interventi sui pazienti devono avvenire, nella maggior parte dei casi, in presenza dell'odontoiatra. Il tecnico non può dunque effettuare otturazioni, curare carie e nemmeno prendere il trapano in mano. Cosa che invece il finto dentista faceva, praticando tariffe scontate che attiravano pazienti, più o meno consapevoli di rivolgersi a un «impostore». Anche perché, sulla porta dello studio di Carrara, campeggiava la scritta “Studio Odontoiatrico”, un titolo che un semplice odontotecnico non è autorizzato a esporre. Non è un caso dunque che gli inquirenti stiano indagando su eventuali “complici”: una delle ipotesi è che medici titolati e abilitati abbiano fatto da prestanome per permettere al “falso dentista” di incassare le autorizzazioni, incluse quelle di competenza dell'Azienda sanitaria, necessarie all'apertura dello studio odontoiatrico.
Cinzia Chiappini
Così, il finto dentista, è stato denunciato per esercizio abusivo della professione, e i suoi due studi, uno situato nella zona est di Carrara e uno a Fivizzano, sono stati posti sotto sequestro. Dopo la denuncia, per incastrarlo in flagrante, un carabiniere in borghese si è recato nel suo studio di Carrara e, spacciandosi per un paziente, gli ha chiesto una prestazione odontoiatrica. Il falso dentista non ha fatto una piega e lo ha fatto accomodare sulla poltroncina, invitandolo a spalancare la bocca. Quando però ha provato ad inserire specchietto e sonda nella cavità orale del cliente, si è sentito dire: “Fermo lei è stato denunciato, questo locale è sotto sequestro”. Sì perché un odontotecnico non può e non deve effettuare certe prestazioni, soprattutto in assenza di un medico. Di solito le sue mansioni sono limitate ad attività di laboratorio, come la predisposizione di dentiere, corone e ponti mentre gli interventi sui pazienti devono avvenire, nella maggior parte dei casi, in presenza dell'odontoiatra. Il tecnico non può dunque effettuare otturazioni, curare carie e nemmeno prendere il trapano in mano. Cosa che invece il finto dentista faceva, praticando tariffe scontate che attiravano pazienti, più o meno consapevoli di rivolgersi a un «impostore». Anche perché, sulla porta dello studio di Carrara, campeggiava la scritta “Studio Odontoiatrico”, un titolo che un semplice odontotecnico non è autorizzato a esporre. Non è un caso dunque che gli inquirenti stiano indagando su eventuali “complici”: una delle ipotesi è che medici titolati e abilitati abbiano fatto da prestanome per permettere al “falso dentista” di incassare le autorizzazioni, incluse quelle di competenza dell'Azienda sanitaria, necessarie all'apertura dello studio odontoiatrico.
Cinzia Chiappini
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