Il dolore
«Musei e associazioni il mio lavoro comincerà da qui»
di Alessandra Vivoli
Intervista al nuovo assessore alla cultura Federica Forti «La mia famiglia sinonimo di lavoro e onestà, è un orgoglio»
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CARRARA. È stata l’artefice del rilancio del palazzo di famiglia, Uno spazio un tempo utilizzato dall’Accademia di Belle Arti che Federica Forti, 34 anni laurea specialistica in museologia/ storia dell'arte , ha deciso, alcuni anni fa, di far continuare a vivere con una profonda vocazione artistica: trasformandolo così in un palazzo con studi degli artisti, mostre, iniziative vaire che vanno dallo yoga, anche per i bambini alle chiacchierate sulla storia con Daniele Canali. Questa è già un bel biglietto da visita per il nuovo assessore alla cultura della giunta a Cinque Stelle.
Federica Forti ci dica il suo primo impegno come assessore alla cultura.
«Come anticipato, il primo impegno da assessore alla Cultura sarà rivolto alle Associazioni Culturali del territorio.
Prevediamo di lanciare a breve un invito a compilare un documento di presentazione. Coerentemente con il nostro principio di trasparenza e partecipazione, ci proponiamo in tal modo di mappare tutte le preziose risorse con cui abbiamo intenzione di iniziare a dialogare».
Sistema museale: da dove si ricomincia?
«Per quanto riguarda i musei, le priorità da passare al vaglio spazieranno dagli orari di apertura, ai materiali didattici e informativi, dal sito internet, alla preparazione del personale. In un tempo breve, ma non brevissimo, penseremo alla sistemazione delle sedi e delle collezioni».
Grandi mostre: un progetto per la città esiste già?
«La città ha bisogno di una programmazione continuativa e coerente spalmata durante l’arco di tutto l’anno. Abbiamo insistito su una Carrara del saper fare, laboratorio continuo. Questa vitalità non si garantisce con le grandi mostre satellite, ma con una costellazione di tanti piccoli eventi internazionali di grande qualità. In tal senso sarà assolutamente indispensabile il lavoro di squadra con tutte le associazioni. Per un progetto da pianificare su lungo periodo, Il modello cui vorremmo ispirarci è lo Skulptur Projekte di Munster, una mostra d’arte ambientale diffusa che abbia per traino il linguaggio espressivo della scultura, ma legata a progetti di residenza».
Cave, territorio e scultura: quale può essere la messa a sistema?
«Se vogliamo proteggere il nostro valore aggiunto, la capacità di trasformare la materia prima in moltissime declinazioni che spaziano dall’arte al design, dalla tecnologia, alla decorazione, dobbiamo favorire la lavorazione del marmo in loco e tutelare le realtà produttive minori. Non parlerei solo di scultura, ma di Carrara del saper fare, di conoscenza specializzata motore di attrazione mondiale«.
A chi si ispira per il suo nuovo ruolo?
«Ad una miccia, capace di innescare, a catena ed in modo esponenziale, esplosioni di entusiasmo, fiducia e progettualità«.
Da chi prenderà esempio se prenderà esempio da qualcuno?
«L'esempio lo trovo nella compattezza della squadra di cui faccio parte, caratteristica che mi ha letteralmente conquistata«.
E’ stata criticata perché appartiene a una importante famiglia carrarese. Se la sente di rispondere?
«È per me un onore far parte della mia famiglia. Forti è sinonimo di lavoro onestà e generosità. In tantissimi me lo stanno ricordando, pensando alla storia delle proprie famiglie cui si è legata quella della mia per diverse ragioni. Mi guardano con le lacrime agli occhi per l’emozione e la gratitudine. Abbiamo attraversato nei secoli anche momenti non facili ed è proprio dalla risposta a questi che eredito dalle mie famiglie, materna e paterna, grande senso di serietà, rispetto, responsabilità e determinazione. In aspero itinere tutus, recita lo stemma dei Sarteschi».
Federica Forti ci dica il suo primo impegno come assessore alla cultura.
«Come anticipato, il primo impegno da assessore alla Cultura sarà rivolto alle Associazioni Culturali del territorio.
Prevediamo di lanciare a breve un invito a compilare un documento di presentazione. Coerentemente con il nostro principio di trasparenza e partecipazione, ci proponiamo in tal modo di mappare tutte le preziose risorse con cui abbiamo intenzione di iniziare a dialogare».
Sistema museale: da dove si ricomincia?
«Per quanto riguarda i musei, le priorità da passare al vaglio spazieranno dagli orari di apertura, ai materiali didattici e informativi, dal sito internet, alla preparazione del personale. In un tempo breve, ma non brevissimo, penseremo alla sistemazione delle sedi e delle collezioni».
Grandi mostre: un progetto per la città esiste già?
«La città ha bisogno di una programmazione continuativa e coerente spalmata durante l’arco di tutto l’anno. Abbiamo insistito su una Carrara del saper fare, laboratorio continuo. Questa vitalità non si garantisce con le grandi mostre satellite, ma con una costellazione di tanti piccoli eventi internazionali di grande qualità. In tal senso sarà assolutamente indispensabile il lavoro di squadra con tutte le associazioni. Per un progetto da pianificare su lungo periodo, Il modello cui vorremmo ispirarci è lo Skulptur Projekte di Munster, una mostra d’arte ambientale diffusa che abbia per traino il linguaggio espressivo della scultura, ma legata a progetti di residenza».
Cave, territorio e scultura: quale può essere la messa a sistema?
«Se vogliamo proteggere il nostro valore aggiunto, la capacità di trasformare la materia prima in moltissime declinazioni che spaziano dall’arte al design, dalla tecnologia, alla decorazione, dobbiamo favorire la lavorazione del marmo in loco e tutelare le realtà produttive minori. Non parlerei solo di scultura, ma di Carrara del saper fare, di conoscenza specializzata motore di attrazione mondiale«.
A chi si ispira per il suo nuovo ruolo?
«Ad una miccia, capace di innescare, a catena ed in modo esponenziale, esplosioni di entusiasmo, fiducia e progettualità«.
Da chi prenderà esempio se prenderà esempio da qualcuno?
«L'esempio lo trovo nella compattezza della squadra di cui faccio parte, caratteristica che mi ha letteralmente conquistata«.
E’ stata criticata perché appartiene a una importante famiglia carrarese. Se la sente di rispondere?
«È per me un onore far parte della mia famiglia. Forti è sinonimo di lavoro onestà e generosità. In tantissimi me lo stanno ricordando, pensando alla storia delle proprie famiglie cui si è legata quella della mia per diverse ragioni. Mi guardano con le lacrime agli occhi per l’emozione e la gratitudine. Abbiamo attraversato nei secoli anche momenti non facili ed è proprio dalla risposta a questi che eredito dalle mie famiglie, materna e paterna, grande senso di serietà, rispetto, responsabilità e determinazione. In aspero itinere tutus, recita lo stemma dei Sarteschi».
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