La manifestazione
Mareggiata aggredisce la costa apuana
Onde di due metri arrivano quasi fino alle cabine e sommergono la spiaggia. Balneari ancora in difficoltà
MASSA. Ombrelloni piantati nell’acqua, nella migliore delle ipotesi chiusi con il “cappuccio” di plastica e zavorrati a terra, per evitare che non volino via; non ci sono sdraio, né lettini adagiati sulla sabbia e in alcuni casi non si vede neanche la spiaggia, perché ricoperta da onde lunghe, anche due metri. Una tipica giornata di fine giugno sulla costa apuana.
Quella di mercoledì notte non è stata una mareggiata forte, «nulla che non avessimo già visto e vissuto» ci dice Lorenzo Marchetti, presidente regionale di Cna Balneatori, l’importante sigla che raduna gli stabilimenti balneari della Toscana, ma è bastata comunque a creare disagi a balneari e turisti, come se la costa massese non avesse già abbastanza di problemi.
Impossibile, per l’intera giornata, garantire tutte le file di ombrelloni previste in ogni stabilimento balneare: il mare in alcuni casi è arrivato molto vicino alle cabine e almeno le prime file, con sdraio e lettini fronte mare, sono state eliminate. I clienti che, nonostante il tempo ballerino, hanno azzardato la venuta in spiaggia, si sono dovuti sistemare dove potevano, quasi direttamente in mare; le onde sono rimaste alte anche sul pontile di Marina di Massa per tutto il pomeriggio ed ha sventolato bandiera rossa.
La piccola tromba d’aria che si è abbattuta sul litorale, mercoledì scorso, ha però letteralmente aggredito la costa apuana: i balneari aspettano la conta dei danni della mareggiata, quando il mare, nelle prossime ore, si ritirerà e quando, si spera, rilascerà la spiaggia, ma intanto qualche stabilimento balneare piange: quello che ad oggi sembra aver subito più danni è il Palmo Mare. Qui il vento ha scoperchiato il tetto dello stabilimento.
Negli altri stabilimenti, fa sapere con una nota il Consorzio Riviera Toscana Marina di Massa, i danni sono stati limitati alle attrezzature, in alcuni casi anche pattini, ritrovati ribaltati dalla forza delle onde.
Il mare, secondo gli operatori balneari, ha anche devastato la “strada del mare”, cioè ha dislocato le boe e i relativi corpi morti, che saranno riposizionati appena il mare si sarà calmato. «Il bilancio per adesso è questo– conclude Itala Tenerani, presidentessa del consorzio– per fortuna eravamo preparati ad una mareggiata di questa tipologia».
Fino a lunedì resteranno fermi anche i lavori di abbassamento delle sabbie, a Marina di Massa, per guadagnare profondità in acqua, da 20 cm a 40 cm e “calmare” così la proliferazione dell’alga Ostreopsis.
I veri lavori anti-erosione, invece, attesi da decenni, iniziati e mai finiti, perché sono cambiati i progetti, gli obiettivi, le sperimentazioni e le tecnologie, sono di esclusiva competenza della Regione Toscana e non inizieranno prima dell’autunno 2018.
La Regione ha infatti stanziato 30 milioni di euro per la costa apuana, soldi che verranno investiti in parte su Poveromo, per l’allungamento della spiaggia e in parte sul tratto che va dal Frigido al Lavello, per una profonda ricostruzione e riqualificazione della costa. Lavori, quest’ultimi, più lunghi e complicati.
La Regione ha previsto due anni di progettazione, dal 2016 al 2017 e altri quattro anni di lavori, da ultimare entro il 2021. Dunque siamo ancora nella fase dello studio della costa, che terminerà con la fine dell’anno.
«Ad ogni mareggiata– commenta il vicesindaco del Comune di Massa Uilian Berti– temiamo per la nostra spiaggia, per il lavoro dei balneari, per l’economia del turismo. Sappiamo tutti quanto è dannoso perdere anche un solo giorno di mare per i nostri operatori del settore.
Attendiamo fiduciosi i soldi della Regione Toscana– conclude Berti-; le mareggiate continueranno a verificarsi, perché sono un fenomeno naturale, ma forse non ci metteranno più in ginocchio come avviene adesso».
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